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Miscellanea

Domanda:

Una terna di domande di uno studente appassionato frequentatore di Electroportal.net.
1)mi puoi chiarire il concetto di reattanza induttiva?
2)qual è la differenza fondamentale tra c.c. e c.a?
3)qual è il concetto di frequenza in corrente continua?

Risponde admin

1)...La reattanza induttiva è il prodotto dell'induttanza per la pulsazione e si comporta come una resistenza proporzionale alla frequenza. In un dato circuito, alimentato da una tensione alternata, l'intensità di corrente è tanto più piccola quanto più grande è la frequenza. Questo perché la f.e.m. dovuta alla legge di Faraday-Lenz, che si oppone alle variazioni di corrente, è tanto più elevata quanto maggiore è la frequenza.
2)c.c: i valori di tensione e corrente sono costanti nel tempo; c.a.: i valori di tensione e corrente sono variabili nel tempo con un intervallo di ripetizione, chiamato periodo, in cui il valore medio della grandezza è nullo, cioè i valori positivi (es: corrente in un senso) sono in media uguali ai valori negativi (corrente in senso opposto al precedente)
3) Questo è un ossimoro, cioè una contraddizione, usato in letteratura per ottenere un effetto d'arte a scapito della logica. E' cioè come dire "ghiaccio bollente", "il rumore del silenzio", "un'amara dolcezza" solo che nel caso di "frequenza di una grandezza continua" non si ottiene alcun effetto artistico e si calpesta solo la logica.

Zeno Martini

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Commenti e note

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di ,

Non è vero: si tratta di un modo abbreviato per dire che il diodo trasforma la tensione alternata in una tensione unidirezionale pulsante che ha una componente continua.
Unidirezionale non è sinonimo di continua. Le "gobbe di cammello" NON sono una tensione continua ma una tensione variabile che ha un valore medio maggiore di zero. Questo valore medio è detto componente continua.
Poiché nel linguaggio normale non c'è l'assoluto bisogno di rispettare il rigore della definizione, la si può anche abbreviare. Ma chi conosce l'elettrotecnica e l'elettronica, sa come stanno con precisione le cose. Infatti per renderla più continua, cioè più vicina alla definizione di continua, riduce la pulsazione, fino a quasi farla scomparire, inserendo condensatori di livellamento, come certamente sai, brunox
Che la tensione unidirezionale non sia continua è posto in evidenza, matematicamente e praticamente, dal fatto che il valore efficace, responsabile degli effetti energetici, quale la dissipazione del calore su una resistenza, è diverso dal valore medio. Una corrente I perfettamente continua produce su una resistenza R un calore inferiore a quello di una corrente pulsante il cui valore medio è I, poiché il suo valore efficace è maggiore. Esso è dato dalla radice quadrata della somma dei quadrati della componente continua e dei valori efficaci di tutte le armoniche, tanto maggiori, questi ultimi, quanto maggiore è la pulsasione residua (ripple)

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di brunox,

ciao Zeno Martini

Qualcuno afferma che il diodo è in grado di convertire la corrente alternata in corrente continua, e a dimostrazione di ciò, mostra le curve a forma di gobba di cammello tutte sul primo quadrante del piano cartesiano. Sarà vero!

Brunox

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di ,

Caro brunox

Le definizioni non si possono modificare al punto che una è equivalente ad un'altra. Se ciò succede siamo di fronte alla stessa entità.

Una grandezza è alternata quando è periodica ed il suo valore medio nel periodo è nullo.

Una grandezza è continua quando è costante nel tempo.

Queste sono le due definizioni, non interscambiabili.
Le grandezze non sono o continue, o alternate: possono essere o continue o variabili nel tempo. Alternata indica un particolar modo di variare: quello della definizione data.
Se una grandezza varia nel tempo non è perciò continua.
Una tensione che varia tra +3 e + 12 V, non è né una tensione continua, né una tensione alternata, anche se il modo con cui varia tra + 3 e +12 è sinusoidale. Il suo valore medio nel periodo è 7,5 V.
La definizione di grandezza continua non può essere allargata al punto di dire che è una grandezza alternata. Se così fosse sarebbero la stessa cosa e sarebbe perfettamente inutile fare distinzioni.
La tensione d'esempio è è una tensione periodica, costituita da una tensione continua di 7,5 V, cui si sovrappone una tensione alternata sinusoidale di ampiezza 4,5 V.

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di brunox,

La domanda sulla frequenza in corrente continua può avere un qualche senso a seconda delle definizione di cui si parte per inquadrare il fenomeno.
Se si accetta la definizione di corrente alternata affermando che un conduttore cambia di polarità ciclicamente (+,-,+,-,+,-,+,ecc) e quella di corrente continua come un conduttore in cui non cambia polarità col trascorrere del tempo (sempre + o -); allora la corrente continua in particolari condizioni ha lo stesso effetto della corrente alternata. Per esempio, se a la tensione di una batteria riuscisse a fargli cambiare il suo valore, diciamo da 3 a 12 V con un andamento sinusoidale, (pur rimanendo il + = + ed il - = -) potrei utilizzare un trasformatore per elevare o abbassare la tensione. Ecco un esempio di come alcune cose che possono sembrare assurde, non sono contraddittorie con i principi di cui si è partito.

Basta cambiare le definizioni di c.a e c.c. per evitare che alcuni fenomeni succedano.

Con affetto
Brunox

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