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Elettrotecnica e non solo

Esplorare l'universo elettrico, fuori e dentro di noi.


Gli ultimi articoli di admin

pubblicato 7 anni fa, 677 visualizzazioni

Ecco.

Ora non devo più comprare scatolette di carne al supermercato. Non devo più pensare: "Ma sì, prendo queste che costano meno, tanto sono tutte uguali!" Non devo più, la sera, metterti in garage a dormire perché facevi la pipì sulla pedana del bagno o bagnavi il divano di saliva. Ero il tuo padrone assoluto. Avevi scelto che lo fossi, ed avevi deciso di dedicare la tua vita a me. Il tuo attaccamento era così totale che a volte, te lo dicevo apertamente, mi facevi perfino irritare: " Ma Billy, va a farti un giro in cortile, sta un po' fuori da solo, non venirmi sempre dietro; abbi una tua personalità autonoma!" ti dicevo. Ora non dovrò più ripetertelo. Ora non dovrò più dirti, o farti fare, nulla. Ora, che ho dovuto decidere se la tua vita dovesse continuare. Ed ho deciso di no, per non vederti soffrire, incapace, io, di vedere e sopportare una qualunque sofferenza. Non tu.

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pubblicato 7 anni fa, 7.849 visualizzazioni

Un impianto fotovoltaico in scambio aggiunto in un impianto industriale, introduce variazioni nei flussi delle potenze viste al punto di consegna, che rendono necessaria la riconsiderazione e l'eventuale modifica dell'impianto di rifasamento esistente. Inoltre introduce un aumento della distorsione armonica che può comportare la necessità di condensatori di rifasamento speciali e con induttanze di blocco delle armoniche. In questo articolo sarà esaminato dal punto di vista teorico solo il primo aspetto. L'articolo nasce da una discussione sviluppata nel forum e che, come capita a volte, rischiava, diciamo così, di trasformarsi in una inutile ed interminabile polemica.Spero di riuscire a chiarire con schemi e formule quanto sostenevo nel thread Delibera 180/2013/R/EEL.

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pubblicato 7 anni fa, 152 visualizzazioni

Appoggiando la cornetta ho chiuso la telefonata mentre la lontana amicizia con Piero proiettava ologrammi nella tremula nebbia del tempo. Premo il pulsante di scansione della memoria. Una coclea immateriale muove il flusso di ricordi, tracce coperte dalla polvere del tempo, orme sul ghiaccio dell’esistenza nascoste dai giorni caduti negli anni.

L’ironia della mie parole al telefono, un po’ incattivita da un’insoddisfazione professionale, sfuma tra le immagini mute.

Ecco Piero. Biondo, vivace, arguto ed intraprendente. Sorride. Di carnagione rossiccia, indossa un maglioncino verde. Ecco i nostri undici anni. Dodici, tredici ... Prima media, stessa classe. Piero ha già una piccola esperienza di ribelle. Respinto da un collegio, dove si “forgiano le coscienze”. Lo ha senz'altro voluto lui per riavere la libertà dei campi e dei boschi della nostra valle del Po..

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pubblicato 7 anni fa, 173 visualizzazioni

“Zeno, parché el fogo nol taca? Che legna gheto catà?..Ghe metėmo la carbonèla?..Zeno, parché la carne la se taca cussì a sta graticola?..Zeno parché el fumo el gira cussì? ... El me vien dosso...Fabio dai no lamentarte sempre! Cogli el momento, no pensare ad altro...sempre a lamentarte, come a casa...lassa stare na volta tanto! Lassa che i faga, jè zoveni. No preocuparte...”1

Fabio non ha detto praticamente nulla ed io non mi sento responsabile del comportamento della graticola d’acciaio inossidabile portata fin quassù a 1700 m nella conca del rifugio “Giuseppe Rumor”, sopra Tonezza.

Marisa teme il silenzio, per lei una nube nera; usa le parole come sassi per squarciarla e vedere il sole dietro; le usa anche per arrostire braciole, salsicce, pancetta, wurstel, e polenta con le braci di legna di montagna raccolta lungo il sassoso sentiero che scende ad Arsiero, dove tentavamo di trovare l’acqua, che per Marisa “è la vita”.

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pubblicato 7 anni fa, 45.876 visualizzazioni

Tra gli enigmi che assillano gli studenti di elettrotecnica, ci sono i versi delle correnti e le polarità delle tensioni. Spesso, al momento di scrivere le equazioni di Kirchhoff, molti si chiedono come si scelgono i versi o le polarità. Non so quante volte ho ripetuto l'avverbio" arbitrariamente" o l'aggettivo "arbitrario", ma a molti di essi sembrano parole da non considerare, quasi fossero una presa in giro. Sembra non valere l'osservazione che le grandezze incognite, non lo sono solo in valore ma anche in verso che, algebricamente, è il segno del numero che rappresenta il loro valore. Se le grandezze sono note, lo sono sia in valore che in segno ed in quel caso si può fare a meno di scegliere arbitrariamente verso o polarità; ma anche in quel caso, volendolo, si può arbitrariamente scegliere verso o polarità, quindi attribuire immediatamente il segno alla grandezza scelta in base a quella nota. Ma c'è allora chi considera arbitrari i termini noti: insomma una bella lotta e qualche volta mi tocca alzare bandiera bianca

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pubblicato 7 anni fa, 133 visualizzazioni

“Non so se questo l’ho mai raccontato”

E’ una delle volte in cui siamo sincronizzati nella “finestra-pranzo” imposta da Giovanna.

Stiamo parlando della semifinale con la Germania, della pizza che i tedeschi dicevano di non voler più mangiare, dei due wurstel che hanno dovuto ingoiare. Di quanto la pizza piaccia a tutti in tutto il mondo.

Da quanto c’è la pizza? O meglio da quanto tempo a noi è nota, noi del Polesine voglio dire. Perché la pizza margherita prende il nome dalla regina d’Italia nell'ultimo decennio dell'ottocento. E già esisteva dal settecento: quindi c’è da parecchio.

Giovanna azzarda che ai nostri tempi (anni '70) da noi non c’era. Se c’era non era così diffusa. “Ma come”, dico. Al Dorino cosa mangiavamo?”

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pubblicato 7 anni fa, 23.170 visualizzazioni

La richiesta del calcolo di coefficienti di auto e mutua induzione pervenuta nel forum, mi ha ricordato questo articolo di un paio d'anni fa, che non avevo pubblicato perché dovevo completarlo. Ora non ricordo più bene cosa dovessi o volessi aggiungervi, per cui ho deciso di pubblicarlo più o meno com'era, aggiungendovi l'esercizio contenuto nella richiesta. E' sorprendente sentirsi dire da chi deve calcolare per esercizio tali coefficienti, che non ha mai visto le loro definizioni o addirittura che sul testo non esistono! Certo, può essere la bugia di uno studente, però è una cosa che fa pensare alla mutazione introdotta dalla rete nel modo di studiare: sembra non esista più un riferimento guida come un libro di testo, che viene sostituito dai motori di ricerca nei cui risultati spesso ci si perde incapaci di distinguere in essi il flusso logico delle conoscenze che servono. Ad ogni modo in questo articolo le definizioni dei coefficienti le ho inserite, quindi spero che possano servire a qualche studente che per caso lo pescherà nella marea di pagine che internet gli propone.

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pubblicato 7 anni fa, 928 visualizzazioni

Nell'abbastanza vivace discussione pre e post referendum sulla riforma costituzionale, dopo varie pagine ho deciso di intervenire anch'io. Io sono tra i perdenti, avendo deciso di votare SI, pur senza particolare entusiasmo per la verità, ed anche senza una adeguata conoscenza di tutte le modifiche che sarebbero state apportate alla costituzione, nelle quali comunque non riuscivo a vedere le drammatiche conseguenze di alcuni sostenitori del NO. Del resto gli stessi giuristi costituzionali erano in disaccordo. A grandi linee poi il SI rappresentava un cambiamento, il NO, no. E' ovvio che un cambiamento dovrebbe sempre corrispondere ad un miglioramento, ma altrettanto ovvio che un non cambiamento non lo può essere per definizione. Certo, piuttosto che peggiorare, meglio lasciare le cose come sono, e poi c'è anche il detto di non lasciar la strada vecchia per quella nuova, ma scoprire che tutto è perfetto così com'è, non corrisponde esattamente a ciò che quotidianamente constatiamo.

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pubblicato 7 anni fa, 320 visualizzazioni

Al raduno EY di Verona, i "miei ragazzi" hanno voluto regalarmi un kit per dipingere ad acquerello, conoscendo un po' le mie debolezze cromatiche.

Dipingere mi diverte in genere, anche se c'è sempre una certa delusione nel constatare che non possiedo l'abilità tecnica che desidererei. Il risultato finale è sempre un po' inaspettato come se io fossi solamente una mano che insegue un'immagine sfuggente, che si materializza a poco a poco e con imprecisione quasi chiedendomi se posso accettarla. Alla fine in genere sono indulgente non so se con l'immagine o con me stesso.

Ero titubante nell'affrontare la prova degli acquerelli pur essendo i primi colori per pennelli usati alle elementari (circa sessan'anni fa....). Non ricordo se si trattasse di compiti che mi assegnava la maestra, ma non mi pare. So che mio papà ci teneva a controllare le mie opere e forse era anche lui che me le imponeva o chiedeva ed io mi impegnavo per ottenere il suo consenso, che non era però frequente. Anzi, il ricordo più vivo è quello di un rimprovero che mi aveva procurato un bel dispiacere, per un pasticcio che avevo combinato nel colorare un castello che stava sulla cima di un monte. Non mi è rimasto nulla di quei lavori, persi nei vari traslochi.

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pubblicato 7 anni fa, 538 visualizzazioni

Correva l'anno 1997. Da vent'anni non dipingevo. Qualche disegno, ogni tanto, con matite o penna biro; qualcosa anche con i gessetti oppure con le tempere. Un tempo usavo i colori ad olio. Li ho ancora i tubetti dentro una scatola di cartone. Non ho più provato se funzionano ancora. Perché per vent'anni non ho più dipinto? La risposta tutto sommato è semplice. Non ho un grande talento come in tutte le altre cose che faccio; e non ho la tenacia, né la determinazione per uno studio serio. Sono convinto che se uno ha talento prima o poi studia a fondo anche; se uno non lo fa, significa che il suo talento è insufficiente. Inutile perdere tempo, spendere soldi in tele pennelli e colori per fare croste. Però quell'anno mi era venuta la voglia di imbrattare tele o cartoni, di stendere colore insomma in un qualche modo, un gesto rilassante, escludendo la più o meno grande delusione per il risultato finale. Non ricordo bene il perché; penso di essere rimasto incuriosito dai tubetti di colori acrilici che vedevo nei Brico center che allora frequentavo.

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(92 pagine)


Chi sono

admin - profilo

Nome: Zeno Martini

Reputation: 191.625 9 12 17

Bio: Ingegnere elettrotecnico. Maturità classica. Laurea dell'Università degli Studi di Padova, 1974. Insegnante di Elettrotecnica fino al 2006. A suo tempo socio collaboratore e consulente di Microtec sas e Softel srl. Fondatore e conduttore del sito Electroportal, ora ElectroYou, insieme al figlio Nicolò, matematico e webmaster.

Web: http://www.electroyou.it/

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