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Idee microcontrollate

Diario di un camperista della Silicon Valley


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pubblicato 7 anni fa, 1.267 visualizzazioni

Un ottimo sistema per iniziare un nuovo progetto, indipendente dal microcontrollore o dal sistema di sviluppo utilizzati, è partire da un modello di base. In questo breve articolo illustrò i passi necessari per iniziare un nuovo progetto per il PIERIN PIC18 partendo da un modello di base che ho scritto e che utilizza il sistema di sviluppo MPLAB-IDE unitamente al compilatore MPLB-C18.

La procedura per creare un proprio progetto partendo da quello di base è semplicissima. Ovviamente bisogna avere installato MPLAB-IDE ed il compilatore MPLAB-C18:

Allegato a questo articolo c'è un file .rar chiamato base_pierin.rar . Bisogna aprirlo ed estrarre la cartella chiamata base_pierin e metterla da qualche parte, anche sul desktopo del PC. [...]

pubblicato 7 anni fa, 1.246 visualizzazioni

Al giorno d' oggi ci sono una miriade di microcontrollori e relativi sistemi di sviluppo. Si va dal piccolo micro in contenitore a 6 pin fino al bestione a 32 bit che fa cose strabilianti. Tale grande offerta se da un lato è un bene, dall' altro può creare confusione in coloro che vorrebbero avvicinarsi a questo mondo e che poco ne sanno. In effetti è difficile per un neofita scegliere il primo sistema di sviluppo. In questo articolo ne descrivo uno che è stato pensato per chi vuole iniziare con il piede giusto, cioè non vuole sprecare il proprio tempo a studiare cose incomprensibili o inutili.

Un buon sistema di sviluppo ditattico o per la prototipazione veloce è comunque un compromesso fra tanti fattori. Diciamo che dovrebbe avere almeno queste caratteristiche.

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pubblicato 7 anni fa, 1.381 visualizzazioni

In questo articolo descriverò i primissimi passi per poter installare il sistema di sviluppo MPLAB-IDE, il compilatore MPLAB-C18, il bootloader e verificare che il PIERIN funzioni correttamente e che si colleghi al bootloader tramite la USB. Una volta che tutto il sistema sarà funzionante si potrà poi passare a fare le prime esperienze di programmazione. Ovviamente è necessario conoscere il linguaggio C ma, diciamocelo chiaramente, per un microcontrollosta sapere il C è un dovere, quindi prima o poi bisognerà impararlo.

Due software sono essenziali per sviluppare con il PIERIN: MPLAB-IDE ed il compilatore MPLAB-C18. Ovviamente sono disponibili sul sito della Microchip quindi:

Scaricare il Data Sheet del micro. Il Data Sheet è da considerarsi il Libro della Legge Sacra. Va tenuto stt' occhio di continuo, lo si consulta nei momenti di difficoltà e da esso si ottengono tutte le risposte. A volte contiene anche degli errori e quindi sarebbe buona cosa dare uno sguardo anche all' errata. Senza il Data Sheet non si va da nessuna parte e sopratutto NON SI IMPARA NIENTE. Scaricare MPLAB-IDE. E' un file .zip e la prima cosa da fare è decomprimerlo in una cartella. [...]

pubblicato 7 anni fa, 749 visualizzazioni

Da bambino vedevo alla televisione quelli che allora erano chiamati "cervelli elettronici". Non capivo cosa erano ma intuivo che erano oggetti meravigliosi, mi affascinavano. Mi affascinava vedere i monitor e tutti quei signori occhialuti, in camice bianco, che si aggiravano pensierosi fra quegli armadioni con le bobine che si muovevano a scatti. Non ricordo se mi sarebbe piaciuto di più fare l' astronauta o lavorare con (o meglio costruire) i cervelli elettronici. Sta di fatto che la vita è andata come è andata, non ho fatto l' astronauta ma oggi lavoro con i computer. E' la prima volta che in questa comunità scrivo di me. Non so perché lo sto facendo, so solo che ho voglia di farlo. "Microcontrollista" è un termine coniato qui, nel forum, da un big: DirtyDeeds. E' un termine che mi piace, è veloce da dire e da scrivere per indicare chi sviluppa i programmi per i sistemi embedded.

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pubblicato 8 anni fa, 3.130 visualizzazioni

Cioè, per fare i microcontrollori che funzionano ci vuole il file da metterci dentro. Per fare il file si può fare come dicono i prof solo che quelli ci hanno la testa malata, quelli ti incasinano la vita con l' assembly ma io lo so perché: perché non capiscono una mazza e allora tutti i programmi che fai non devono funzionare. Per essere figo devi usare il C. Non che non si possa usare un' altra cosa ma i fighi usano il C. Il C ti serve anche per il lavoro perché se cerchi lavoro ti chiedono se sai programmare in C. Non ho mai capito perché ma te lo chiedono. Ora tu gli puoi raccontare una balla e magari se la bevono e ti assumono, ma se poi ti dicono di fare il programma in C sono dolori e non ti assumono più. In questo articolo ti spiego il C. Non hai bisogno di comprare libri (che palle!) o di andare ad un corso, quelle sono cose inutili che ti fanno sprecare tempo e soldi. Tu segui bene quello che ti dico e poi prova. Tranquillo che vai sul sicuro!

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pubblicato 8 anni fa, 880 visualizzazioni

Non ne so il motivo ma sono sempre stato attratto dai micro-controllori "piccoli e cattivi", infatti il PIC18F14K50 mi piace tantissimo e lo trovo molto divertente proprio per questo. Purtroppo l' oggettino, oltre ad avere il suo punto di forza (a parere mio eh!) nel USB che ha a bordo ha anche i suoi limiti: pochi pin e non tantissima FLASH. E' vero che esiste il fratello maggiore, il ben conosciuto PIC18F4550 che, anche se offre un numero di pin maggiore (40 o 44) e nella versione DIL è ottimo per le sperimentazioni casalinghe, anche lui non ha tantissima FLASH: 32KB. Ma c'è un micro che offre di più allo stesso prezzo: il PIC18F47J53 che di memoria FLASH (128KB) e di RAM (4KB) ne ha abbastanza per farci cose molto sfiziose.

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pubblicato 8 anni fa, 3.161 visualizzazioni

La linea seriale è, per un microcontrollore, un sistema semplice e potente per per interfacciarsi con l' esterno, per il trace dei programmi e per il debugging del codice. Purtroppo i PC moderni non hanno più le due classiche porte RS-232 e quindi è necessario utilizzare un convertitore da USB a seriale. In commercio si trovano molti convertitori che sembrano dei semplici cavetti a vedersi, e che presentano da un lato la spina USB e dall'altro la spina con il classico connettore D-type per la RS-232. Costano poco ma è necessario utilizzare una circuiteria di adattamento dei livelli del segnale per potersi collegare al micro. Una soluzione più semplice è quella di utilizzare un integrato che faccia da convertitore. Ne esistono parecchi in commercio, tuttavia in questo brevissimo articolo vorrei descriverne uno in particolare che potrebbe essere una soluzione veloce ed a basso costo fornendo lo schema elettrico di come realizzare un collegamento fra la seriale di un micro ed il PC.

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pubblicato 8 anni fa, 794 visualizzazioni

La prima caratteristica necessaria che un programma deve avere è quella di funzionare, questo è vero. Ma non è affatto vero che un programma funzionante sia un buon programma. In questo breve articolo vorrei introdurre un paio di concetti: l' astrazione dell'hardware (hardware abstraction) e la tecnica per nascondere le informazioni (information hiding). Sappiamo tutti che le cattive abitudini sono quelle più difficili da perdere, quindi abituarsi a seguire quelle buone aiuterà, sopratutto chi si è avvicinato da poco al mondo dei microcontrollori, a scrivere da subito buoni programmi. L'articolo non vuole essere affatto una lezione ma semplicemente un' introduzione ad un modo di programmare che ritengo molto valido. Non me ne vogliano quindi gli informatici se mi prenderò alcune licenze e ricorrerò ad approssimazioni. Per illustrare questi due semplici ma utilissime tecniche utilizzerò un programma molto semplice: il classico LED lampeggiante, la versione da microcontrollore del programma "Hello World".

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pubblicato 8 anni fa, 10.017 visualizzazioni

Le luci a ritmo di musica sono una delle cose più richieste. Tutti le vorrebbero ma pochi hanno conoscenze adeguate e, durante i due anni e mezzo di partecipazione alla Comunità di EY ho visto l' argomento trattato molte volte con utenti che cercano la soluzione più semplice. Sappiamo tutti che non esiste e quindi ho deciso di scrivere questo articolo per fare un po' di chiarezza e per avere un link da dare agli utenti che vorrebbero le "luci a ritmo di musica" con un circuito il più semplice possibile. In rete si trovano diversi circuiti più o meno validi ma si trovano anche delle porcate (concedetemi il termine), circuiti concettualmente sbagliati che funzionano per caso stressando inutilmente i componenti. E' questo il caso di un famigerato circuito realizzato utilizzando un solo transistor TIP31, circuito da evitare e profondamente sbagliato. Secondo me vale quindi la pena di utilizzare un numero di componenti maggiore realizzando un circuito che abbia un senso e che faccia quello che deve fare nel modo corretto. L'articolo è improntato su un tipo di elettronica stile "volemose bbene" che farà di sicuro venire l' orticaria agli elettronici (io sento già il prurito) ma tant' è.

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pubblicato 8 anni fa, 9.110 visualizzazioni

Cioè, l' elettronica è una figata però devi avere le idee chiare e sapere solo quello che ti serve davvero. Ora ti spiego cosa devi fare per essere un vero elettronico. I libri non servono a niente, gli insegnanti sono solo dei rompipalle che ti fanno studiare cose inutili e gli ingegneri fanno solo casino. Per fare un muro bisogna studiare? No, neanche per fare un mobile e non si capisce perché bisogna studiare per fare l' elettronica. Eppoi oggi studiare non serve perché c' è il web e su youtube trovi tutte le spiegazioni. Se invece le chiedi al prof o a un ingegnere ti scrivono formule su formule e non ci capisci niente. Quelli sono fissati con la matematica ma non sanno tenere un saldatore in mano. A scuola riposati che è meglio. Io ho usato questo sistema e non mi hanno mai beccato.

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Bio: Sviluppatore di software dal 1996 e camperista pirata da sempre, vedovo e padre di due figli. Attualmente in modalità "cerca di vivere al meglio perché forse hai ancora tre giorni di vita".

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