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Suddividere un disco: le Partizioni

Indice

Premessa

Le ho nominate nel precedente articolo e pertanto ritengo opportuno darne la definizione e alcune informazioni relative alla creazione,all'uso ed alla modifica, trattero' il loro recupero in seguito.

Introduzione

Una partizione, e' una suddivisione (parte) della quantità di memoria disponibile su un supporto.


Una suddivisione logica

Poichè in un supporto (es. disco) non esistono e non creeremo veri e propri "paletti" fisici per limitare i vari intervalli in cui andremo a suddividerlo, ci limiteremo ad imporre dei limiti che dovra' osservare (o meglio che il Bios(/Efi) & S.O. osserveranno quando dovranno leggerci/scriverci).


Dove si trovano ? :: La tabella delle partizioni

Tabella delle partizioni (una parte)

Tabella delle partizioni (una parte)

Abbiamo detto che nel primo settore c'e' l'MBR (Master Boot Record) e che questo contiene un programmino d'avvio, bene dopo questo ha inizio la tabella delle partizioni e le eventuali copie. Ciò che si può vedere nell'immagine e' la lettura della tabella delle partizioni (in una macchina adibita a cavia). Come vedete sono indicati i limiti di ogni partizione espressi in bytes (dimensione e posizione relativa (offset), e la relativa geometria: testina, settore,cilindro), questo è il sistema di paletti che definisce la struttura di base di un disco.


Diamo un'occhiata

Partizione 1 (boot sector)

Partizione 1 (boot sector)

L'immagine rappresenta la posizione ed il contenuto della prima partizione in esame (naturalmente una piccola parte); da notare che come il primo settore del supporto e' dedicato all'MBR, ogni partizione può avere un suo settore d'avvio (boot record).

Noterete che l'indirizzo di partenza e' 7E00 (esadecimale, 32256 in base dieci), e vi chiederete come mai ?


Se leggete nella tabella delle partizioni non c'e' forse scritto : settori che la precedono 63 ?

Questo e' uno dei paletti: ci dice dove ha inizio la partizione (ogni settore e' grande, in questo caso, 512 bytes). Un altro ci dice la sua dimensione: cioe' da quanti settori e' composta, sapendo che ciascuno e' grande 512 bytes in questo caso abbiamo 16 GB.

Le stesse indicazioni le ritroveremo nelle altre.


Voglio soffermarmi un attimo su altri due indicatori:

il primo campo che vedete in ogni partizione, specifica (anche) se la partizione è usata per il boot, il quinto il tipo e ci fornisce indicazioni sul filesystem, in questo caso (7) si tratta di una partizione NTFS.

Motivi

Mentre avere almeno UNA partizione e' pressoche' obbligatorio (anche se questa dovesse coincidere con l'intera quantita' di memoria disponibile) per quasi tutti i S.O., e' spesso utile e talvolta necessario crearne delle altre.


I motivi principali sono:

  • Superamento di limiti
  • Raggruppamento dei dati per natura o in base ad altri criteri
  • Maggiore protezione e facilita' di ripristino
  • Esigenze tecniche (alcuni S.O. preferiscono memorizzare tipi di dati diversi, gestiti in modo diverso su altrettante partizioni, es. swap)
  • Riduzione degli sprechi*

Curiosità

Le partizioni nascoste


Esiste un tipo di partizioni che oltre a non essere eventualmente riconosciute dal S.O. in uso perche' appartenti a un sistema diverso, un tipo di partizione volutamente nascosto all'utente.


Queste partizioni in genere contengono il software per ripristinare il funzionamento del pc in caso di necessita' ed eventuale mancanza di supporti esterni (CD/DVD etc.)


Oppure software relativo al disco stesso.



Nota sugli sprechi


In molti filesystem c'e' la convenzione di poter allocare solo un file per cluster (gruppo di settori), ma naturalmente lo stesso file può occuparne diversi e se possibile consecutivi.

Questo porta a un problema:


il numero di clusters e' un numero finito e limitato dal tipo di filesystem

la dimensione e' fissa per tutti i clusters e dipende fra l'altro dalla dimensione della partizione, dalle scelte del S.O. e dell'utente etc.


Ora se io ho un file che pesa 10 bytes ma ogni cluster ha una dimensione per esempio di 4.096 bytes, non potendo scrivere niente negli altri 4.086, questi andranno sprecati - questo fra l'altro spiega il perche' potrete notare una differenza fra la dimensione di un file e lo spazio che occupa su disco.


Che vantaggi avrei creando due o piu' partizioni ?


Semplice quando il filesystem impone un numero massimo di clusters e il disco e' molto grande si possono verificare due situazioni:

- il massimo numero di clusters allocabili eccede le capacita' del filesystem - la parte eccedente è inutilizzabile... (in una sola partizione)

- oppure per rientrare nei limiti dobbiamo far uso di clusters piu' grandi, il che porta a maggior spreco specialmente se avremo molti files di piccole dimensioni, si puo' aggirare l'ostacolo proprio creando piu' partizioni, le quali funzioneranno come dischi autonomi e ci daranno la possibilita' di ridurre la dimensione del singolo cluster proprio perche' ne servira' un numero minore.



Il pressochè obbligatorio

Esistono tuttavia sistemi specialmente embedded o adibiti a basi di dati che fanno tranquillamente a meno non solo delle partizioni ma dei anche files.

Tipi

In base alla loro natura possiamo distinguere tre tipi di partizioni:


  • le partizioni primarie

in questo tipo di partizione (specie nella prima) e' generalmente installato il S.O., di questo tipo ne possiamo avere 4 (3 se ne abbiamo anche una estesa)

  • le partizioni estese

queste sono finte partizioni o meglio un contenitore per altre suddivisioni (partizioni logiche), ne possiamo avere una

  • e le partizioni logiche

sembra un gioco di parole, in sostanza sono contenute nella partizione estesa e permettono di suddividerla in un numero quasi illimitato di parti


Questa e' una formulazione ereditata dai primi sistemi e mantenuta in molti dei sistemi attuali.

Limiti

Un limite l'abbiamo gia' visto - il numero di partizioni - vedremo ora i limiti dimensionali delle partizioni a seconda del filesystem utilizzato:

  • FAT12: 32 MB
  • FAT16: 2 GB (4 GB su NT ma non sfruttato)
  • FAT32: 1 TB (2 max. teorico) - 127.53 limite Microsoft
  • NTFS: 2^64 bytes
  • EXT2: 32 TB
  • EXT3: 16 TB
  • EXT4: 2^60 bytes
  • Reiser3: 16 TB
  • HFS: 2 TB

Software

In questa sezione spieghero' la creazione e la gestione delle partizioni attraverso l'uso di alcuni programmi specifici.


Nota: A partire da XP, Windows include un programma di gestione dei dischi sviluppato da VERITAS, per accedervi: un click con il tasto destro del mouse su Risorse Del Computer, poi Gestione, Archiviazione e infine Gestione disco.


(Tutti i moderni sistemi operativi comunque mettono a disposizione un programma di partizionamento durante l'installazione)


Acronis® Disk Director Suite

Sito Web: http://www.acronis.it/homecomputing/download/diskdirector/

L'uso di questo programma sara' oggetto di un articolo sul recupero delle partizioni.

FDisk

Le informazioni sulla sintassi di seguito riportate si riferiscono alla versione per sistemi unix/linux.


Ottenere l'elenco delle partizioni


di tutti i dischi:

fdisk -l


di un disco specifico:


XXX rappresenta il disco, # il numero della partizione


fdisk /dev/XXX -l

dove XXX e' il disco.


conoscere solo la dimensione di una partizione:

fdisk /dev/XXX# -s


modificare una partizione

fdisk /dev/XXX

si attivera' la console avremo a disposizione i comandi:

   a   toggle a bootable flag - cambia la 'caratteristica' di avviabilità
   b   edit bsd disklabel - l'etichetta in un sistema bsd
   c   toggle the dos compatibility flag - la compatibilita' con dos
   d   delete a partition - elimina una partizione (richiede il numer)
   l   list known partition types - elenco dei tipi di partizioni noti
   m   print this menu - il menu' dei comandi
   n   add a new partition - per aggiungere una partizione
   o   create a new empty DOS partition table - creare una nuova tabella
   p   print the partition table - visualizzare la tabella corrente
   q   quit without saving changes - uscire senza effettuare modifiche
   s   create a new empty Sun disklabel - creare una disklabel vuota
       (sistemi Sun)
   t   change a partition's system id - modificare l'identificativo
   u   change display/entry units - le dimensioni saranno espresse in
        blocchi o settori
   v   verify the partition table - verifica la tabella
   w   write table to disk and exit - salva!
   x   extra functionality (experts only) - altre opzioni

GPartED

Gnome / GNU - Partition Editor è un programma di gestione delle partizioni open source. Dispone di un'interfaccia molto semplice ed esiste una sua versione Live! (e' possibile utilizzarla masterizzandone l'immagine iso su un cd ed utilizzandolo all'avvio) che puo' essere utilizzata come 'salvagente' in caso di bisogno.

Proprio quest'ultima sfrutteremo come "nave scuola" ;)

Eccoci!

Eccoci!


Premendo New (Nuovo) potremo creare le nostre partizioni:

Poiche' questo disco è completamente vuoto (si tratta di un disco virtuale in realtà) e non contiene nemmeno la tabella delle partizioni, GPartED per prima cosa ci chiede di crearne una.


Nota: questa operazione ha effetto immediato, tutte le altre che andremo a vedere saranno invece accodate ed eseguite solo quando cliccheremo su Apply (Applica).


Andiamo avanti, selezioniamo msdos e poi "Crea".


A questo punto una nuova pressione del pulsante New ci permettera' di creare la prima partizione, e ripetendo l'operazione potremo crearne altre, per eliminarle useremo il pulsante con l'icona del cestino (elimina) o Undo (annulla) e per modificarne la dimensione l'apposito pulsante ridimensiona. Quando saremo soddisfatti del lavoro cliccheremo su Apply.


Il grafico in alto ci dara' sempre un'indicazione visiva delle partizioni create (o meglio da creare).


Questa e' la finestra di creazione delle partizioni, potremo specificare tutti i parametri fondamentali, ci viene richiesto infatti di indicare:


- la quantità di spazio libero prima della partizione

- la dimensione

- il tipo

- il filesystem

- l'etichetta (label)


Infine cliccheremo Add (aggiungi)


Considerazioni:

Effettuare l'operazione su un disco vuoto naturalmente non comporta alcun pericolo di perdita di dati, effettuando invece un'operazione anche di semplice ridimensionamento di una partizione si rischia la perdita di parte suo contenuto.


Per esempio: consideriamo una partizione da 100gb - che vogliamo ridurre a 80 - nonostante sia occupata per esempio solo 20gb e' tuttavia possibile che questa occupazione sia frammentata e quindi accorciando la partizione la parte prima contenuta diventa eccedente, e di questo non saremo nemmeno avvisati.


L'operazione inversa e' generalmente piu' sicura o meglio: avendo a disposizione dello spazio oltre la partizione da allargare poiche' sara' spostato solo il limite i dati non rischieranno di rimanerne fuori.


E' tuttavia raccomandabile effettuare un back-up prima dell'operazione.

(ex P.Q.) Symantec (Norton) Partition Magic

Sito web: http://www.symantec.com/norton/partitionmagic


Dalla sua creazione ad opera della PowerQuest sino all'adozione da parte di Symantec, e' stato in qualche modo un punto di riferimento per molti, sia per la mancanza (specialmente all'epoca) di grandi rivali, che per la semplicità d'utilizzo.

La sua interfaccia e' molto simile a quella che abbiamo visto in GPartED, ed anche qui ritroviamo: una lista dei dischi con le relative partizioni (se presenti) e un grafico (mappa dei dischi) che oltre a dare una rappresentazione dello stato dei dischi permette la modifica delle partizioni (un click con il tasto destro del mouse attiva il menu' contestuale).


Degna di nota è la presenza di un'opzione di preparazione guidata all'installazione di un sistema operativo e le opzioni di copia e back-up.


Facciamo un po' di pratica ;)


Lavoreremo sul secondo disco:

Selezioniamolo e facciamo click su Crea partizione

Facciamo click su OK, poi su Applica e infine su Si' alla richiesta di conferma. Fatto! Abbiamo creato la nostra partizione.

Ora esaminiamo un'altro strumento del programma:

Ci offre una stima degli sprechi legati alla dimensione dei clusters e la possibilita' di ridimensionarli.

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Commenti e note

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di ,

(nn ricordo se winhex esistesse 10 anni fa ;) ma si poteva fare pure col debug del dos...)

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di ,

siete troppo gentili :-P, x ginfizz: la modifica la puoi fare tra gli altri con WinHEX & con Acronis D.D. : Disk Editor

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di ,

phylum-Stella ha portato nuova linfa ad Electroportal con gli articoli che sta pubblicando. E'un grande aiuto per tutti i visitatori. Alcuni di loro forse conoscono i "segreti" di un PC, ma per la maggioranza esso nasconde operazioni misteriose ed inquietanti (specie quando l'HD macina e macina e si sta lì, incerti ad aspettare l'esito del suo incessante turbinare). Finché tutto funziona sul mistero si può sorvolare, ma quando qualcosa o tutto si blocca (non è un evento raro, almeno con Windows, e magari Stella potrà spiegarci meglio il perché) ed occorre ripartire daccapo, sono grandi fastidi e dolori. Sapere come poterlo fare in modo cosciente e corretto è il modo migliore per non farsi prendere dal panico. Grazie Stella-phylum (Stella filante nel firmamento di ElectroYou?) a nome di tutti e mio in particolare.

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di ,

Bellissimo articolo, grazie Stella ! Soprattutto nella parte che riguarda il contenuto dell'MBR e della tabella delle partizioni. Qualche decina d'anni fa cercavo un software per visualizzare questi contenuti, e su un forum di programmatori professionisti le uniche due risposte che avevo avuto erano sul genere "e' una perdita di tempo di nessuna utilita' pratica". Meno male che qualcuno apprezza queste cose. Grazie di nuovo Ginfizz

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