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Homeward bound - Racconto di un "normale" ritorno a casa

Indice

In ufficio

Ok, compilato e trasferito. Un rapido controllo e vedo che la scheda non ha un comportamento differente da prima. Bene, il "mio PIC24F" sta facendo il suo "onesto lavoro", benché mi abbia riservato qualche scherzetto. Dovremo modificare il codice oppure sbrogliare differentemente le piste. Accidenti! Vabbé, ci penseremo lunedì, quando col capo (che rientra dalle ferie) ci sarà una conference call per il progetto. Perfetto, l'orario è quello: se chiudo ora dovrei riuscire a salire sul treno fra una quarantina di minuti. Ce la posso fare! Shut down del sistema operativo, sgancio il portatile dalla docking e lo ritiro nel mio zainetto imbottito. Tutto pronto? No, devo riporre la bottiglietta d'acqua nella tasca laterale dello zainetto, così da rendere il "viaggio della speranza" meno caloroso... "Ciao ragazzi, fate un buon fine settimana. A lunedì". Il mio saluto è ricambiato dai pochi colleghi ancora presenti in ufficio.

Con passo rapido guadagno l'ascensore e, una volta in strada, mi dirigo alla fermata dell'autobus. Accidenti, non è ancora arrivato, mi tocca aspettare 1, 2 3 minuti. Ah, eccolo! Finalmente. Addirittura due, uno in coda all'altro; troppa grazia! Monto sul primo e via, verso la metropoliana. Pochi minuti ed eccomi a "Sesto Primo Maggio F.S.". Con un balzo scendo dall'autobus e con in mano l'abbonamento cartaceo (ma quando arriverà la mia tessera elettronica?!?) passo dal tornello comandato dal controllore che staziona al fresco della sua garritta, mentre scambia quattro chiacchiere con un collega.

La metropolitana

Bene, la sbarra è aperta: sento sferragliare. Accidenti, il treno è arrivato sul binario, devo muovermi!

La rete metropolitana di Milano

La rete metropolitana di Milano

Appena in tempo, riesco a salire ma ho la sgradevole sorpresa: l'aria condizionata è fuori servizio! Di solito al capolinea i convogli stanno fermi qualche decina di secondi quindi cerco di scendere dalla carrozza per salire su un'altra. Niente da fare: non appena mi avvicino alla porta, questa con un rapido e violento movimento si chiude proprio dinanzi a me. Vabbè, sopporterò: anche se il viaggio fino a Cadorna proprio breve non è ...! "È il treno per Bisceglie, vero?", mi si rivolge un ragazzo, massimo 27 anni, camicia color prugna a righe e una cravatta scura. Il tizio è con altri tre compari, tutti in cravatta nera ma con camicie colorate differentemente. "Non so se è per Bisceglie o Rho Fiera, onestamente non ho guardato", gli dico io. In effetti Cadorna è abbondantemente prima del bivio, quindi posso salire su qualunque treno. "Pazienza, fa lo stesso", dice il tizio. "Noi scendiamo a Duomo". Vabbè, il mondo è strano! Mi accomodo su una poltroncina e oh, accidenti! Mi stavo dimenticando: cuffiette nelle orecchie e via! Si parte con la play list. Il viaggio è sufficientemente lungo e un po' di musica mi aiuterà a rilassarmi. Si inizia con qualcosa di rilassante, un brano reinterpretato da Lucio Fabbri, la toccata di Domenico Paradisi, divenuta nota per la pubblicità dell'"intervallo RAI" e di una bevanda analcolica:

Il treno corre, il tempo di arrivare a Sesto Rondò e già nelle mie orecchie cantano i Take That, con Love love

Il brano si addice alla situazione. Sono appena saliti in carrozza un Romeo e una Giulietta, tutto baci e abbracci, amore al top! Distolgo lo sguardo, non vorrei sembrare inopportuno; socchiudo gli occhi e cerco di ascoltare il brano in relax. Non mi accorgo che passiamo rapidi da Sesto Marelli e Villa San Giovanni. Williams e soci hanno finito e nelle orecchie ecco che si fanno prorompenti i R.E.M. con "The Sidewinder Sleeps Tonite".

La voce di Michael Stipe è inconfondibile. Come vorrei cantare questo brano, devo ricordarmi di dirlo a Giuseppe. Quest'anno per la nostra usuale suonata estiva all'aperto puntiamo su una "tutto acustico", solo voce e chitarra, quindi questo brano con tutti i suoi archi non si addice proprio.

Precotto, Turro, Gorla, la carrozza corre corre. Il tizio con la maglia color prugna e la cravatta nera è ancora seduto al suo posto e sta catechizzando i suoi compari. Leggono tutti quello che sembra un report, un esito di un esame o chissà cosa. Non li ascolto, vedo che chiacchierano animatamente tra di loro.

Il brano dei R.E.M.' si conclude ma ecco che nuovamente Stipe mi allieta con BAD DAY,

Non è stato proprio un BAD DAY, per me. Ascolto il brano, cerco di ricordare il video e sorrido tra me e me. La signora di fronte si accorge del mio sorriso e mi guarda incuriosita. Caspita, siamo a Porta Venezia: meglio alzarsi e lasciare il posto a qualche anziano o disabile che potrebbe salire sul treno. D'altronde l'adrenalina mi sta pompando a mille, quindi seduto non riuscirei proprio a rimanere seduto. Mi accorgo che è salita una ragazza dai lineamenti marcatamente orientali. Non riesco a capire se è una cinese o giapponese, ma da come è vestita (abito lungo di colore arancione con grandi occhialoni neri da sole calati sugli occhi) mi dà l'impresisone di una geisha che ha appena lasciato un cliente. Con il suo iPod nelle orecchie anche lei è assorta in chissà quali pensieri.

L'adrenalina proprio non cala. Nel 2005, la Pixar Animation Studios e la Walt Disney Pictrues hanno lanciato un film di animazione che, a mio modo di vedere, è uno dei migliori: CARS. Nella colonna sonora c'è REAL GONE di Sheryl Crow. Beh, per chi non ha visto il film, ecco il brano citato

Si fa avanti un cantautore italiano, Cesare Cremonini che con quel suo "Dicono di me" ho avuto modo di divertirmi. Qualche anno fa, io e Giuseppe, l'abbiamo proposta e tutto sommato non è stato niente male.

Già, chissà cosa dicono di me in questo momento gli altri passeggeri che mi osservano, mi scrutano, mi guardano...

In un attimo siamo a San Babila, poi Duomo. Volto lo sguardo verso i quattro tizi che sono saliti con me al capolinea per verificare se davvero sarebbero scesi. E così accade effettivamente. La carrozza si riempie sempre più. Dalla mia sinistra entrano "leggiadre" ma decisamente trafelate due manze stagionate che, con un movimento degno della migliore Nadia Comaneci, montano a bordo proprio un picosecondo prima che la porta si richiuda dietro le loro spalle. Intanto io mi ritrovo dannatamente schiacciato verso la porta opposta a quella di uscita, ,ma tanto so che a Cadorna c'è il ricambio di passeggeri, dato che lì c'è la coincidenza con la stazione ferroviaria e con la linea 2 della metro. Un rapido sguardo all'orologio. Il tempo è volato e mi accorgo che ho solo 5 minuti di tempo prima che il treno dalla stazione F.S. parta. Un po' di disco music, usata come sottofondo ad una mia realizzazione con i PIC, mi dà la carica giusta:

Eccomi a Cadorna: "Permesso, grazie". La geisha era già scesa, al suo posto una signora intenta a leggere dal suo ebook reader non avevo notato che volevo scendere e stava facendo da tappo. Giù dal treno e su per le scale, di corsa. La musica pompa pompa. E via al binario della M2. Caspita, ormai sono in ritardo, temo proprio che a Porta Genova il treno sia già partito. Ma non dispero: "ogni tanto" è in ritardo, quindi auspico che oggi sia così.

Il treno è arrivato, l'annuncio dice che sarà diretto a piazza Abbiategrasso. Poco importa a me basta salire di corsa. "Up in the sky" dei 77 Bombay Street è il brano che sta suonando ora:

Anche questo brano lo si voleva cantare, io e Giuseppe, ma non in acustico. Lo abbiamo provato ma è venuto fuori un obbrobio, quindi me lo ascolto in cuffietta. Per fortuna questo treno è uno di quelli nuovi, quei lunghi serpentoni senza soluzione di continuità con grandi monitor e l'annuncio bi-lingue: "Fermata sant'Agostino, apertura porte a sinistra - Stop Sant'Agostino, doors open on the left" dice la voce femminile ricordandomi che questa è l'unica fermata della mia tratta con apertura porte a sinistra e che la prossima è Porta Genova.

Eccomi arrivato, iniziano i TRAIN con "Drive-by", che tempismo:

Scendo di corsa e seguo un filippino che come me sta cercando di guadagnare il sottopasso per salire sul treno. Eccoci, binario 2 vai vai vai, dico nella mia mente al filippino e questo sembra proprio avermi sentito. Arriviamo alla scala e per poco non centro due piccioncini che si stavano sbaciucchiando in santa pace. Ma con tutte le panchine che ci sono, accidenti, proprio qui dovevate piazzarvi? Ultima rampa, vedo il treno ma... amara sorpresa: ha le porte già chiuse e proprio in questo momento si mette in movimento. Accidenti, l'ho perso, proprio per un nonnulla! Vabbè, prendo fiato e torno nel sottopasso per leggere da dove partirà il prossimo treno. Schivo i piccioncini (non si sono mossi di un millimetro) e ridiscendo. Bene, binario 1 est. Di nuovo sulle scale, il treno c'è, lo vedo. Con passo lesto mi porto verso la testa del treno: di solito la parte centrale e la coda sono le aree più affollate ed è difficile trovare una carrozza con posti a sedere e aria condizionata funzionante!

Sul treno

Eccomi alla terza carrozza, salgo con circospezione per "sentire" se l'aria condizionata è in funzione. Sì, va, anche se l'ambiente non è freschissimo. Bene, allora mi siedo di fianco a un tizio che assomiglia a Gioele Dix, stessa capigliatura e stessi occhiali che indossa in uno dei suoi personaggi più famosi. Il posto è vicino alla porta, quindi ci sono solo tre poltrone e non quattro, come negli altri punti del treno. Gioele non mi degna di alcuno sguardo (secondo me dorme). È la volta di John Lennon con "Watching the wheels".

Già, dal testo e sostituendo qualche parola, sembrerebbe che mi si addica. Sono qui, apparentemente a far nulla, a osservare gli altri, cercando di memorizzare visi e situazioni che poi riporterò nero su bianco. La corsa su e giù per le scale ha sortito l'effetto di aumentare in me la sensazione di calura: è giunto il momento di estrarre la botttiglietta d'acqua per dissetarmi un po'. Glu glu glu, come è fresca, che bella sensazione! Faccio appena in tempo a staccarmi la bottiglia dalle labbra che arriva un ragazzo, massimo trent'anni, vestito come un pinguino. Con questo caldo non so come riesca a rimanere in giacca e cravatta! Ah, gia: magari lavora in banca e quindi sta tutto il giorno in ambiente termostatato. Ma che abbinamento orrendo: abito beige, camicia bianca e cravatta a scacchi in sfumature di beige e marrone. Un pugno in un occhio, secondo me! E poi il bancario la combina grossa. Il treno è in ritardo (ormai siamo a 5 minuti oltre l'orario) e lui che fa? Appoggia la borsa proprio accanto alla finestra, dove c'è una misera griglia di areazione per l'aria condizionata. C'è un fantastico portabagagli proprio sopra la sua testa, ma perché non lo usa?!? Speriamo scenda presto!

La borsa del bancario

La borsa del bancario

Gioele mugugna qualcosa, il bancario sedensosi gli ha dato un calcetto ma poi torna alla sua letargia. Il treno si muove, per fortuna. Dalle cuffiete ora si sente la soave voce di Andrea Corrs, cantante di The Corrs gruppo irlandese che ha, a mio modesto parere, è una delle più belle voci rock a cavallo tra gli anni '90 e 2000

Il brano che ascolto è tratto dal disco UNPLUGGED che mia moglie mi ha regalato qualche mese fa. Intanto il treno procede a bassa velocità, la fermata di Milano San Cristoforo è ormai alle porte. Non appena ripartito da San Cristoforo mi cade l'occhio su una passeggera che sta al di là del corridoio. Sembrerebbe una "Mama's de noartri": una bella stazza con un paio di improbabili infradito ai piedi!

Infradito di "Mama

Infradito di "Mama's de noartri"

Intanto il bancario si è addormentato ed accenna una russatina (chissà cosa ne pensa Gioele) quando si sveglia di sobbalzo perché dal suo telefonino giunge uno squillo o forse una vibrazione.

Ancora i Corrs, stavolta con "RUNAWAY", un brano tutto relax che contrasta con i 130km/h che il treno ha raggiunto sulla tratta no-stop fino ad Albairate-Vermezzo. Ad Albairate (o "Alba" come si scrive negli SMS) è un punto dove a volte le attese si fanno epocali... lunghe attese che talvolta tramutano il ritorno a casa in un vero e proprio "viaggio della speranza". Già, speranza di arrivare...!

Qui il treno si svuota e si riempie nuovamente; molti passeggeri dei paesi vicino lasciano al mattino l'auto nell'immenso parcheggio e prendono il treno per Milano. Ma questa è anche una fermata di capolinea per il treno S9 di Trenord. Il bancario' scende dopo aver preso la sua borsa dalla finestra. Accidenti, che voce Andrea! Devo ricordarmi di dire a Giuseppe che l'anno prossimo chiediamo a Cristina di cantarla con noi. Io mi limiterò a fare le doppie voci e a modulare qualche passaggio. Chissà se accetta.

Di nuovo Robbie Williams, ma stavolta con il suo amico Gary Barlow. Il brano è "SHAME":

Ah, questo sì che lo si fa in acustico. D'altronde lo abbiamo già presentato l'anno scorso e con le doppie voci ci siamo! Devo ripassarmi il testo e le parti che competono a me, doppie voci comprese. Intanto il treno è giunto ad Abbiatgrasso, a me manca solo una fermata e poi si arriva. Uno sguardo all'orologio e capisco che siamo in orario, evidentemente nella lunga tratta no-stop il macchinista ha picchiato duro sulla manetta e abbiamo recuperato.

I Corrs lasciano posto ai Semisonic e la loro "Closing time" che mi accompagna verso casa. Ecco il "Fiume Azzurro", il nostro Ticino. Visto dal ponte della ferrovia è possibile osservare bene il lato nord che in auto non si scorge bene. Poco dopo il treno rallenta, la stazione è a un tiro di scoppio.

È meglio che mi alzi e che vada nell'atrio dove ci sono le porte; lascio Gioele appisolato con la "Mama's de noartri" intenta ancora a leggere un quotidiano di free-press che aveva preso alla mattina. La signora è alle pagine dell'enigmistica e la vedo assorta a compilare un cruciverba. "Vigevano, stazione di Vigevano", recita la voce automatica. Quando le porte si aprono di nuovo il brano è cambiato, di nuovo i Corrs da Unplugged, ma stavolta con il brano "RADIO"

La meta

Con questo brano nelle orecchie cammino lungo la banchina schivando i passeggeri che mi vengono di fronte, un saluto ad un ex-collega il quale, anche lui, da un annetto lavora nel capoluogo.

Vigevano

Vigevano

Nessuno di noi ha voglia di fermarsi, l'ora non è estremamente tarda ma siamo stanchi e accaldati. Intanto il treno riparte.

Il treno regionale

Il treno regionale

Mi dirigo in strada, ho tre minuti di cammino per arrivare alla macchina, stamattina ho parcheggiato abbastanza vicino. Andrea Corrs continua con il suo "listen to the radio" e sembra un'esortazione. Eccola la mia auto, mi sta aspettando, sembra tutto in ordine. Le chiavi le ho nello zainetto, apro e mi tuffo nell'abitacolo dove trovo un'atmosfera soffocante a causa dell'effetto serra provocato dei finestrini. Avvio il motore, abbasso i finestrini e accendo l'aria condizionata "a tutto volume" per cercare di avere un minimo di frescura. Le cuffiette le ho riposte, ormai sono nello zainetto e allora, che si fa? Accendo la radio e ho una piacevole sorpresa: la radio trasmette "HOMEWARD BOUND" di Simon & Garfunkel

Il testo mi piace, lo trovo fantastico per chi come me pendola avanti e indietro per lavoro. Che bello tornare a casa dopo una giornata di lavoro! Per fortuna stasera c'è poco traffico e in un battibaleno sono a casa, cancello, auto in garage e su dalle scale. Apro la porta, finalmente posso abbraciare la mia famiglia!

Ho raccontato uno dei miei viaggi di pendolare che affronta il ritorno a casa. Come questo ce ne sono molti e molti altri ne avrò, ma non li racconterò, a meno che non accada qualcosa di emblematico. Continuerò a osservare i passeggeri ma il libro che mi accompagna avanti e indietro tutti i giorni è decisamente avvincente, quindi diventerò io la "preda" per occhi altrui.

Riferimenti

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Commenti e note

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Sebago, S&G hanno un sound unico. Certo, un po' datato, ma alcuni brani sono intramontabili! Grazie VRI. Spero che il film ti sia piaciuto! Ivan_Iamoni, hai ragione. I sacrifici tocca farli un po' a tutti! Se dovessi prendere l'auto, la mia tratta non sarebbe però così ricca di spunti per un articolo su EY :-)

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Bravo Paolino , mi piace la tua positività e giovialità che ti contraddistinguono sempre. A dire il vero la mia ora e mezza di auto non la baratterei mai con i tuoi viaggi in treno, che odio, ma fatto stà che questi sacrifici, a noi pendolari, tocca farli.

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Un +1 per il video di Cars!

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Playlist notevole e variamente assortita, ma il finale con S&G è semplicemente FANTASTICO. Muchisimas Gracias.

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@carlomariamanenti: quando mi arrivano le tue telefonate, per fare quattro chiacchiere graditissime, sospendo la playlist. E a volte succede che gli "inconvenienti" non si presentino e tutto fili liscio liscio. Grazie per l'apprezzamento @spud: ho pendolato molto, ma in auto. Da poco uso i mezzi pubblici e quindi mi sono "adattato" alla situazione. Grazie. @admin: Grazie admin. Ho cercato di trasmettervi un po' delle mie sensazioni, quello che si può vedere in un giorno qualunque, in una grande città, utilizzando i mezzi pubblici.

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di ,

Ottima idea, sviluppata con eleganza, Paolino, quella di invitarci nel tuo viaggio ferroviario e musicale. Ora conosciamo molto meglio l'anima dei PIC!

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di ,

Racconto molto bello, anche io faccio la vita da pendolare e anche i miei viaggi sono scanditi da tante playlist :D, sono arrivato al punto che calcolo il passare del tempo in base a quali canzoni ho ascoltato!!

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Paolo, è bellissimo! ... ma quando ci sentiamo per telefono durante il tuo pendolare ... non mi sembri proprio così rilassato ... :)

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