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Deliri di una notte di mezzo inverno


Indice

Premessa

Tempo fa, all'epoca della mia iscrizione in questo forum, venne fatta la proposta di inviare aneddoti e racconti relativi alla propria vita professionale.

Ebbi quindi modo di leggere molti capolavori, e talvolta fui tentato dal desiderio di inviare qualcosa di mio, ma cosa potevo mandare? Io svolgevo una banalissima attività pseudo-impiegatizia, il massimo che ottenevo erano alcuni aneddoti che venivano dotati di carattere narrativo e pubblicati sul mio blog, e sovente erano molto poco correlati all'effettiva vita professionale.

In seguito, per un certo periodo di tempo, ho perso di vista quel forum che nel frattempo si è trasformato in un meraviglioso portale, fino a quando ne ho trovato nuovamente traccia durante una ricerca su internet per trovare alcune risposte a domande fondamentali sull'impiantistica, e l'ho immediatamente inserito tra i preferiti, per non perderlo più.


Infatti, adesso che sono stato inviato in questo cantiere immenso e sperduto, in un posto talmente strano che sembra essere completamente assurdo, sto accumulando invece notevoli quantità di aneddoti e storie professionali ai limiti del non-sense.

Ovviamente non sono più riuscito a trovare quella richiesta, ma ho visto che sono stati creati degli spazi a disposizione degli utenti stessi, dove creare un blog personale, attinente ovviamente al mondo elettrico e impiantistico. Ho sempre avuto timore a pubblicare queste mie riflessioni, vista peraltro la loro inutilità rispetto ai blog di molti grandissimi personaggi che fanno parte a pieno titolo di questo mondo meraviglioso, ma pian piano le idee hanno preso corpo e premono per essere divulgate, anche se si tratta sostanzialmente solo di uno sfogo, anche se non saranno utili a nessuno, ma sono comunque correlate al mondo elettrico e impiantistico, anche se sono maturate realmente solo dopo il lavoro, e dopo diverse birre.


Prima di continuare, tenete presente che queste mie riflessioni sono riferite esclusivamente a me stesso e alla mia situazione particolare, si tratta di uno sfogo personale che nulla ha a che fare con quello che nella mia mente bacata dovrebbe essere l'effettivo lavoro di un ingegnere di cantiere, se qualcuno vi si riconosce è solo per una fortuita coincidenza collegata a questo strano tipo di lavoro!

Tenete anche presente che io ho un umorismo estremamente macabro e un'autoironia altamente caustica, e chi ha avuto il coraggio di cliccare sul link del mio profilo forse se n'è già accorto.

Ingegnere di cantiere

Non so nemmeno io come mai sto scrivendo queste pagine, o forse lo so: sto impazzendo, l'aria talmente carica di composti velenosi e radioattivi ha ormai contaminato senza speranza il mio cervello e il mio fisico ormai indebolito e debilitato da un sistema alimentare talmente assurdo e da uno stile di vita talmente orrendo che sovente rimpiango gli spartani alle termopili, almeno quelli sapevano cosa facevano e sapevano su chi potevano contare, io no!

Sono un soldato di ventura, un mercenario! Banalmente mi sono venduto come libero professionista, ma di fatto sono un impiegato a partita IVA come moltissimi altri, con una sola differenza: io non so fare molto, ma quel poco che so fare lo faccio bene: sono il migliore nel mio campo! ...forse perché sono l'unico, qua, a poter dire qualcosa in merito, ma il fatto di essere il migliore implica automaticamente avere tantissimi nemici, soprattutto tra coloro che si spacciano per alleati, e dopo anni le cose iniziano a diventare strane, si comincia a cedere terreno, e si finisce per passare le rare serate libere seduto al tavolino del bar, con diversi boccali di birra ormai vuoti, a buttare giù parole senza senso su un blocco di appunti, parole che a mente fredda non avrei mai detto, ma che ormai sono qua, e tanto vale renderle note ai più, come riflessione su me stesso.

E' deprimente, lo so benissimo, ma ormai le ho scritte, quindi tanto vale pubblicarle!

In fondo, sono sempre legate in qualche modo all'ambiente elettrico e impiantistico, e quindi non sono totalmente fuori luogo nemmeno qua, per cui le espongo e, se volete, leggetele. Se avete anche voglia di darmi qualche risposta, ben volentieri: non garantisco la risposta immediata per motivi ovvi, ma state sicuri che a volte ritorno (come disse qualcuno più importante di me...)

Chi è e cosa fa l'ingegnere di cantiere

Nello specifico, l'ingegnere di cantiere è di fatto una figura relativamente anomala: si tratta infatti di un professionista che fu spedito un paio di anni addietro in un ambiente freddo, malsano e altamente ostile, senza una chiara e documentata ripartizione dei compiti, dove ha scoperto a proprie spese che ogni cosa che succede è colpa sua (se va male) e merito altrui (se va bene), che tutti lo odiano e che qualsiasi sua decisione viene criticata, derisa, evitata... almeno fino a quando non cominciano a capitare proprio i problemi che sarebbero stati risolti con le sue decisioni, ovvero il momento nel quale la figura misteriosa assume di colpo, per un giorno, un ruolo predominante all'interno della varia fauna da cantiere, ma meglio che non ci faccia l'abitudine: il giorno dopo, infatti, le cose tornano alla normalità e le colpe cadono nuovamente tutte su di lui.

Qualcuno usa un termine particolare: post-gettista, intendendo colui che progetta dopo che il lavoro è stato fatto.

In realtà non sarebbe nemmeno la definizione corretta, in quanto la progettazione dell'ingegnere di cantiere avviene sempre prima del lavoro (dopo sarebbe un rilievo dello stato di fatto) ma con questo “prima” non si intende mesi prima o settimane prima, come per i progettisti tradizionali, ma di fatto si parla di ore o minuti prima!

I vincoli sono particolari: l'impresa ha già in sede il materiale acquistato e deve installarlo senza cercare scuse per fare delle varianti, ma ci sono problematiche causate da una progettazione che differisce alquanto dalla realtà di cantiere, la direzione lavori non riesce a gestire le conseguenze di tali divergenze, la committenza non intende perdere tempo e soldi, quindi occorre una figura che si metta d'impegno, trovi la soluzione ottimale e la faccia realizzare, il tutto nel giro di poche ore, ovviamente, altrimenti aumenteranno i tempi e i costi.

L'ingegnere di cantiere lo si incontra ovviamente nel cantiere stesso, dove lavora e dove vive.

Normalmente si tratta della prima persona che entra nel cantiere e dell'ultima che ne esce, cosa che assume connotati inquietanti quando il cantiere opera per 24 ore su 24 e per 7 giorni su 7, al punto che girano leggende di ingegneri di cantiere finiti per diventare parte integrante del cantiere stesso, e talvolta visti girare come ombre nei sotterranei dello stabilimento ormai già in funzione, in quanto tutti si erano dimenticati di loro e nessuno ha pensato di avvertirli che le attività di cantiere erano terminate.

Solitamente, le cose sono molto più normali e l'ingegnere di cantiere esce dal cantiere, ma siccome il mondo esterno gli risulta sconosciuto e nessuno gli risulta amico, sarà facilissimo rintracciarlo presso qualche bar nelle vicinanze del cantiere stesso, dove riflette sulle conseguenze delle sue azioni della giornata, ammirando in distanza i risultati di quelli che lui sa essere i suoi lavori, attraverso il fondo di un boccale di birra.

Le modalità operative sono piuttosto spartane, coordinate con le necessità lavorative del cantiere seguito, e già si notano nell'abbigliamento e nelle attrezzature dell'ingegnere di cantiere stesso.

Abbigliamento pesante che qua l'inverno dura molto a lungo, troppo a lungo, ruvido e resistente che il cantiere è duro e crudele, abbigliamento corredato a prescindere da un gilet da pescatore con mille tasche e talvolta una borsa ikea stile sacca da Indiana Jones, nelle quali si trova tutta l'attrezzatura dell'ingegnere stesso: tabelle ripiegate e tenute come sacre reliquie, numerose penne assortite, matite varie, agende scolastiche normalmente con pagine vuote adatte a essere riempite da schizzi e appunti effettuati al volo, calcolatrici varie, occhiali che gli permettano di vedere bene lo schermo del computer d'ordinanza, che resta fisso nell'ufficio a prender polvere in attesa che ritorni il legittimo usufruitore, decine di chiavette usb con tabelle, disegni, calcoli e relazioni, trasformate in formati adatti da poter essere recuperare al volo su qualsiasi computer, e infine, in una delle mille tasche, sempre presente un panino per quando potrebbe venir fame, anche se si è impegnati in un sotterraneo per un rilievo o una misurazione.

Queste sono le caratteristiche immediate che rendono noto a chiunque di avere a che fare con un ingegnere di cantiere e non con chiunque altro membro dello staff progettuale o di direzione lavori, o tanto meno con la committenza o con qualcuno delle imprese: ciascuno degli altri è estremamente più elegante e curato nell'abbigliamento, oltre che dotato di attrezzature migliori e tecnologicamente più evolute.

A volte qualcuno parla con gli ingegneri di cantiere, anche al di fuori del lavoro, e in questi casi costoro rimangono sconcertati dalla risposta che tradizionalmente ricevono: “Entro quanto ti serve la risposta?” Non si tratta di una domanda priva di senso, in quanto l'ingegnere di cantiere deve per esigenze lavorative fornire una risposta entro un periodo predeterminato a qualsiasi domanda gli venga fatta. Per un banale motivo di scarsa attitudine ai rapporti umani al di fuori del lavoro, capita sovente che l'ingegnere di cantiere risponda a chiunque come se fosse al lavoro. E va anche bene se si ricorda di non imprecare e bestemmiare come fa normalmente.

Differenze tra un ingegnere di cantiere e il resto dello staff correlato al cantiere

Il progettista

Il progettista sa sempre cosa fare e come farlo, il suo scopo principale è studiare la soluzione migliore per realizzare gli impianti presso la committenza, ha a disposizione i più avanzati strumenti del settore, un intero staff di competenti collaboratori e tutto il tempo necessario per effettuare le proprie valutazioni con criterio e razionalità.

La direzione lavori

Il direttore dei lavori sa sempre cosa fare e come farlo, il suo scopo principale è fare in modo che le imprese realizzino il tutto come studiato dai progettisti, anche a costo di stravolgere completamente la progettazione.

I cantieristi delle imprese

Il cantierista sa sempre cosa fare e come farlo, il suo scopo principale è risolvere i problemi e lui li risolve, indipendentemente dalle conseguenze.

L'ingegnere di cantiere si trova quindi costretto a intervenire non tanto per migliorare le scelte progettuali (cosa questa che ha già fatto ottimamente il progettista) o per far realizzare i lavori (cosa questa che ha già fatto ottimamente la direzione dei lavori) o ancora per risolvere i problemi pratici (cosa questa che ha già fatto ottimamente il cantierista) quanto per adattare opportunamente le scelte progettuali alle diverse realtà di cantiere, sovente cercando di tener valido quanto modificato sul momento dalla direzione lavori, senza informarlo ovviamente, per assicurarsi che lo stravolgimento totale della progettazione non cambi assolutamente nulla nei confronti della committenza, non abbia conseguenze troppo devastanti e non venga comunque a costare più di tanto, e soprattutto per risolvere i problemi causati dalla risoluzione dei problemi abbastanza garibaldina effettuata dalle imprese su indicazione della direzione lavori che ha stravolto di fatto l'intera progettazione.

Normalmente questo non può avvenire, quindi l'ingegnere di cantiere assume automaticamente il ruolo di capro espiatorio per la committenza (che ha subito ritardi e aumenti di costi), per la direzione lavori (che ha dovuto modificare tutta la progettazione), per la progettazione (che è stata completamente stravolta dopo mesi di studi da parte di uno staff altamente qualificato) e per il Gattopardo (che non ha visto rispettare il proprio motto secondo cui quando tutto cambia in realtà non cambia nulla!)

Ovviamente torno a ripetere che ogni variazione che funziona sarà merito della progettazione o della direzione lavori, ogni variazione che crea qualche problema (indipendentemente dalla correttezza e da quanti problemi futuri invece risolverà) sarà colpa dell'ingegnere di cantiere.


Naturalmente tutto ciò viene fatto avendo a disposizione solo qualche tabella di coordinamento recuperata da cataloghi e guide online, nessun collaboratore e soprattutto il tempo strettamente indispensabile solo per riuscire a consultare le suddette tabelle e basta, infatti l'abilità dell'ingegnere di cantiere la si vede solo da come ha saputo impostarsi le tabelle per ottenere i risultati migliori nei tempi minori.

Rapporti tra l'ingegnere di cantiere e lo staff correlato al cantiere

La committenza

L'ingegnere di cantiere è generalmente odiato e detestato dalla committenza, in quanto normalmente tende a intervenire quando ci sono problemi, anche perché normalmente il suo compito è proprio quello di risolvere tutti i problemi in cantiere, e la committenza vede quindi ogni suo intervento come un'interferenza nei lavori, con conseguente ritardo per sciocchezze che avrebbero dovuto risolvere la progettazione o la direzione lavori, evitando accumularsi di ritardi e costi per una persona in più di cui non si capisce l'utilità: poteva restare negli uffici della società a dare una mano alla progettazione nel tener conto di mille milioni di parametri diversi, compresi l'andamento dell'intero team di impiegate sculettanti da invitare alle pause caffè...

La somma dei rapporti tra le due figure professionali si nota particolarmente quando l'ingegnere di cantiere chiede informazioni o dati alla committenza per risolvere rapidamente i problemi riscontrati, per i quali ha necessità di ricevere informazioni vitali praticamente in tempo zero, e dopo la richiesta di informazioni da parte della committenza su chi sia costui che chiede informazioni che dovrebbero già avere sia la progettazione che la direzione lavori, non vedrà mai risposta alle sue richieste, essendo quindi obbligato a rifare nottetempo (ovviamente gratuitamente e sperando che la committenza non lo venga mai a scoprire, altrimenti lo farebbero anche arrestare come un volgare delinquente) tutti i rilievi necessari per poter dare la soluzione corretta il mattino successivo, soluzione praticamente perfetta ma non abbastanza economica per la committenza, che vorrebbe tutto a gratis, quindi il poveretto subirà onta, rappresaglie e “damnatio memoriae” presso la sede della committenza stessa, al punto che persino il suo permesso di ingresso improvvisamente smetterà di funzionare e nessuno saprà o farà mai nulla per sistemare la situazione.

Il progettista

L'ingegnere di cantiere è generalmente odiato e detestato dal progettista, in quanto normalmente tende a portare alla luce ogni cosa che viene da questi insabbiata, proprio come un fedele cane da riporto, anche perché normalmente il suo compito è proprio quello di sistemare in cantiere tutte le cose che al progettista sfuggono, impegnato com'è a tener conto di mille milioni di parametri diversi, compresi l'andamento dell'intero team di progettazione e l'orologio del computer che si avvicina rapidamente all'orario di uscita o della pausa pranzo o delle pause caffè...

Naturalmente, in ogni grosso lavoro che si rispetti, ci saranno uno staff di progettazione che curi i problemi di natura civile, uno staff che curi i problemi di natura meccanica e uno staff che curi i problemi di natura elettrica, mentre l'ingegnere di cantiere sarà solo e dovrà controllare i problemi di tutte le tipologie, comprese quelle delle quali non sa assolutamente niente, ma lui non può non sapere: è ingegnere!

La somma dei rapporti tra le due figure professionali si nota particolarmente quando l'ingegnere di cantiere chiama al telefono il progettista, o qualcuno del team di progettazione, spiega il problema che ha riscontrato e per il quale ha necessità di ricevere informazioni vitali sui criteri seguiti nella progettazione stessa, praticamente in tempo zero, e dopo le rassicurazioni del caso, non vedrà mai risposta alle sue richieste, essendo quindi obbligato a decidere in tempo reale per una soluzione perfetta ma economica, che funzionerà perfettamente per risolvere al meglio il problema, ma raramente si adatterà alle esigenze specifiche dei progetti successivi, dei quali il poveretto non ha alcuna informazione, ma per la qual cosa subirà onta, rappresaglie e “damnatio memoriae” presso la sede della progettazione stessa, al punto che persino la segretaria che sarebbe stata disposta a uscire con lui, decide improvvisamente di smettere persino di rivolgergli la parola, e quando lui chiama in sede, risponde a monosillabi per un istante poi chiude la chiamata e al successivo squillo incarica la ragazzina in stage di rispondere e trasferire le chiamate.

La direzione lavori

L'ingegnere di cantiere è generalmente odiato e detestato dalla direzione lavori, in quanto normalmente tende a portare alla luce ogni difetto delle cose che vengono da questi arrabattate, proprio come un investigatore della scientifica (ma meno elegante e raffinato), anche perché normalmente il suo compito è proprio quello di sistemare in cantiere tutte le cose che, sfuggite alla progettazione, vengono organizzate alla bell'e meglio dalla direzione lavori, secondo l'esperienza passata dell'apposito staff, impegnato com'è a tener conto di mille milioni di problemi diversi, compresi l'andamento dei lavori e delle tempistiche nell'intero stabilimento da realizzare e la committenza che continua a battere i tempi e a dire che i lavori sono in ritardo e i costi lievitano come un panettone...

La somma dei rapporti tra le due figure professionali si nota particolarmente quando l'ingegnere di cantiere chiede informazioni a qualcuno del team di direzione lavori, spiega il problema che ha riscontrato e per il quale ha necessità di ricevere dettagli vitali sui criteri seguiti nella realizzazione stessa, praticamente in tempo zero, e gli viene detto che loro lavorano, non hanno tempo da perdere e che vada lui di persona a farsi i suoi rilievi per poi mettersi a giocherellare al computer.

Ovviamente, quando lo staff della direzione lavori incontra i responsabili della ditta per cui lavorano tutti, l'ingegnere di cantiere non viene mai invitato, ma verranno comunque dimenticate (o passate di proprietà) tutte le soluzioni che ha trovato per sistemare tutto, e lui subirà onta, rappresaglie e “damnatio memoriae” presso la sede della direzione lavori stessa, al punto che qualsiasi rappresentante di qualsiasi impresa che lavora nel cantiere, quando lui dirà loro di fare i lavori in un certo modo, non gli daranno retta e chiameranno lo staff della direzione lavori per chiedere a loro come procedere per i lavori, ovviamente lo staff risponderà come detto prima dall'ingegnere di cantiere, ma nessuno ammetterà mai che sia veramente così.

La sicurezza

L'ingegnere di cantiere è generalmente odiato e detestato dalla sicurezza, in quanto normalmente tende a proporre iniziative che mirano sostanzialmente alla rapida soluzione del problema, immaginando che l'impresa sia in grado di gestire in autonomia la realizzazione di tali iniziative in sicurezza, proprio come un maestro che ragguaglia gli allievi sulle basi, lasciando ai loro cervelli la possibilità di valutare le alternative e gli sviluppi necessari (ma meno colto e diplomatico), anche perché normalmente il suo compito è proprio quello di risolvere i problemi per la committenza, non per le imprese, che dovrebbero avere un responsabile tecnico preposto allo scopo, e nel cui piano di sicurezza operativo dovrebbero essere indicate tutte le modalità necessarie, per poter anche svolgere qualsiasi lavoro nelle condizioni adeguate secondo l'esperienza passata dell'impresa stessa, cosa che il preposto coordinatore per la sicurezza avrebbe dovuto verificare prima ancora dell'inizio dei lavori, ma ovviamente non ha mai fatto, impegnato com'è a tener conto di mille milioni di problemi diversi, compreso il fatto che il cartello riepilogativo sia stato piazzato a ben 5 centimetri di differenza rispetto al posto dove avrebbe avuto maggior visibilità o a cercare di decidere se sia meglio fotografare il gruppo di lavoratori che sta sul trabattello senza cintura o la segretaria della committenza che fuma davanti alla porta degli uffici in minigonna e, evidentemente, senza reggiseno...

La somma dei rapporti tra le due figure professionali si nota particolarmente quando l'ingegnere di cantiere viene perseguitato materialmente dal coordinatore per la sicurezza, che giunge a fotografarlo mille volte al giorno, peggio di uno staff di paparazzi quando incontrano (più o meno) casualmente qualche vip in qualche località vacanziera famosa, ma solitamente l'ingegnere di cantiere non è affatto un vip e non è affatto un soggetto degno di essere immortalato in una serie di fotografie, quindi lo stesso comincia a dubitare che il coordinatore della sicurezza sia un pochino malato, o abbia tendenze “diversamente sessuali”, preoccupando alquanto l'ingegnere di cantiere che decide di cercare di evitare il più possibile il coordinatore stesso.

Le imprese

L'ingegnere di cantiere è generalmente odiato e detestato dalle imprese realizzatrici, senza un vero motivo, ma solo perché normalmente queste venerano lo staff della direzione lavori (che peraltro firma gli stati di avanzamento dei lavori, dando il consenso alla committenza di pagare le fatture) e si adeguano di conseguenza ai rapporti tra la direzione lavori e l'ingegnere di cantiere stesso...

Naturalmente, in ogni grosso lavoro che si rispetti, ci saranno imprese realizzatrici che curano i lavori di natura civile, imprese che curano i lavori di natura meccanica e imprese che curano i lavori di natura elettrica, mentre l'ingegnere di cantiere sarà solo e dovrà controllare i problemi correlati ai lavori di tutte le tipologie, comprese quelle delle quali non sa assolutamente niente, ma lui non può non sapere: è ingegnere!

La somma dei rapporti tra le due figure professionali si nota particolarmente quando l'ingegnere di cantiere dirà ai responsabili delle varie imprese di fare i lavori in un certo modo e costoro non gli daranno retta ma chiameranno lo staff della direzione lavori per chiedere a loro come procedere per i lavori, ovviamente lo staff risponderà come detto prima dall'ingegnere di cantiere, ma nessuno dell'impresa ammetterà mai che sia successo veramente così, anzi negheranno persino che l'ingegnere di cantiere si sia mai fatto vedere da loro o che sia mai esistito.

Se stesso

L'ingegnere di cantiere è generalmente odiato e detestato da se stesso, in quanto normalmente col tempo tende ad assuefarsi e adeguarsi parzialmente a ciò che tutti pensano di lui, proprio come uno specchio, anche perché normalmente il suo compito è quello di risolvere i problemi in cantiere, non fuori dal cantiere, dove per lui non esiste nulla, nemmeno la vita stessa, impegnato com'è a tener conto di mille milioni di parametri diversi, compreso l'elenco dei motivi per cui, in fondo, non vale nemmeno la pena di suicidarsi, non ultimo il fatto che verrebbe incolpato di inzozzamento della propria abitazione e quindi odiato e detestato dal padrone di casa e dalle addette alla pulizia...


Normalmente, le cose si risolvono facilmente con l'ingegnere di cantiere che, uscito dal cantiere, si reca al solito bar e si beve un paio di birre prima di andare a letto. Infatti, pare che le uniche persone che amano e apprezzano l'ingegnere di cantiere siano le bariste e le cameriere, alle quali egli, solitamente poco avvezzo alla presenza di personale femminile che non gli sputa addosso o lo manda affanculo appena lo vede, tendenzialmente lascia sovente una mancia, ridotta di per sé, ma cumulando al numero di birre bevute, abbastanza elevata nel globale, al punto che, solitamente, al termine dei lavori, la cameriera rileva il bar dalla proprietaria, assumendo altre cameriere e sperando in nuovi lavori che portino nuovi ingegneri di cantiere.

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Commenti e note

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di ,

Nessun problema: tanto mi odiano tutti... meno male che almeno c'è la ragazza del bar che non mi odia quando mi porta la birra e mi fa dei sorrisi meravigliosi quando mi dice di non avere il resto e così finisce che le lascio la mancia... ;-) Dimaios non posso contraddirlo, altrimenti finisce che mi ci manda... :-P

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di ,

Io faccio parte delle "imprese di cantiere" e quindi ti odio perchè i miei colleghi più vecchi mi hanno detto che devo farlo. ;) E comunque quoto dimaios: la tua figura in cantiere è quella che meglio abbina la teoria alla pratica.

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di ,

Grazie :-)

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di ,

Complimenti! Veramente una bel modo si scrivere e,trascrivere esperienze.

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di ,

Grazie a voi, anche se ero estremamente incerto se pubblicarlo o meno :-) Per i prossimi... beh, tutto dipende dalla mia bionda musa ispiratrice: la birra locale... ;-)

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di ,

BELLISSIMO! Degno di un ottimo D.D.L... ops! volevo dire "Ingegnere di cantiere" ;)

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di ,

Grazie mk66, un buon inizio; ora siamo in attesa del prossimo! ;-)

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di ,

Non male, anche se ad essere sincero l'ingegnere di cantiere quando pratica da almeno 20 anni è l'unico che sa come far funzionare le cose e forte di questa presa di coscienza tardiva può permettersi di sfanculare chiunque senza diritto di replica e chiedere compensi degni di nota. Poi si sposa la cameriera indigena che ha arricchito a forza di mance e vissero felici e contenti. Non mi credi ? Prova a contraddire un capo cantiere di 50 anni e ti ritroverai in un fun club molto frequentato ( fanculo appunto) con biglietto sola andata. :-) Grazie per aver condiviso la tua esperienza, spero di rilegge presto un tuo racconto.

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