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Valvole: configurazione ad acceleratore di flusso

Indice

Presentazione dell'articolo

Quest'articolo si propone come un'esposizione ordinata dei risultati che ho ricavato da esperimenti sui pentodi in configurazione "pseudo-bigriglia" o, data l'enorme differenza di comportamento che ho riscontrato fra i due tipi di valvole, ad "acceleratore di flusso. Spero,con questo articolo,di sollevare un interesse maggiore nei confronti di questa configurazione e di invogliare altri a sperimentarci sopra per migliorarne le prestazioni.

Principio di funzionamento

Come tutti ben sappiamo le valvole possiedono, all'interno della loro caratteristica, una zona (vicina all'interdizione) nella quale le linee per i vari valori di Vg sono tutto tranne che lineari, questo comporta una notevole distorsione del segnale di uscita se, durante il funzionamento, si entra in questa zona. La presenza di questa zona, che impedisce anche di utilizzare le valvole a basse tensioni, è dovuta alla creazione di una "nube" di elettroni che non vengono attratti dall'anodo (quando questo si trova a tensioni troppo basse) o perchè la griglia di controllo non ne consente il facile passaggio perchè troppo negativa. Per risolvere questo problema e poter utilizzare le valvole anche con tensioni anodiche basse, agli albori della tecnologia valvolare vennero concepite le valvole bigriglia che utilizzavano una seconda griglia (posta fra catodo e griglia di controllo) per accelerare gli elettroni emessi dal catodo e avvicinarli all'anodo che poteva così attrarli con campi elettrici minori. Tutto questo è possibile ottenerlo anche con i tubi più comuni a patto che abbiano almeno 4 elettrodi anche se con comportamenti piuttosto diversi a causa della diversa geometria e costruzione dei tetrodi/pentodi rispetto alle bigriglie originali.

Lo schema circuitale

Per ottenere la configurazione ad acceleratore bisogna collegare la griglia di controllo in modo che funga da acceleratore di elettroni e utilizzare la griglia schermo per modulare il loro flusso,naturalmente il fattore di amplificazione si ridurrà anche notevolmente a causa della minor capacità della griglia schermo di controllare il flusso elettronico (maglie più larghe). Ecco lo schema di principio:

Il partitore R1 R2 va dimensionato in modo da ottenere metà o tre quarti della tensione anodica sulla griglia di controllo (devo ancora verificare il comportamento della configurazione con altri valori di Vg1) mentre Ra e Vg vanno scelti come di consueto.

Primi risultati sperimentali

La valvola usata per gli esperimenti è un pentodo russo 6p15p e la tensione Vg1 utilizzata è di 0,79 Va (R1=10k ed R2=39k). Ho potuto rilevare solo la curva a 0V Vg2 perchè ho soltanto un alimentatore stabilizzato:

Bigriglia.jpg

Bigriglia.jpg

I primi risultati sono molto confortanti in quanto la curvatura della caratteristica rilevata è molto lieve ma bisogna anche dire che l'intervallo di Va considerato è molto piccolo (solo 20V). NOTA: nel circuito utilizzato nei test non è presente Ra ma solo il generatore di tensione che permette di fissare Va.

Conclusione

Purtroppo i risultati ottenuti sono poco significativi a causa della piccola variaizone di Va considerata ma purtroppo non ho attrezzatura adeguata a questo tipo di speriamentazione. Spero che qualcun altro, che possegga l'attrezzatura necessaria, si interessi alla questione e mi possa dare dei risutlati più attendibili. Grazie di avermi letto e alla prossima!

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Commenti e note

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di ,

IL significato del precedente commento era un invito a provare LTspice che non è difficile da usare e può dare molte soddisfazioni senza spendere niente per l'hardware.

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di ,

Su LTspice ci sono modelli per i tubi classici, dal diodo al pentodo e in internet si possono trovare modelli per tutti i tubi più noti, dalle EL34 alle 807, nonché tutti gli schemi già pronti di molti amplificatori a valvole, dal VOX la Mesaboogie ai Marshall. Le curve di corrente tensione che si possono ricavare dai modelli sono identiche a quelle ottenibili con strumenti e alimentatori. Ma senza i limiti e gli errori di questi ultimi. L'unica cosa che non viene simulata sono i difetti, piedini ossidati, elettrolitici mezzi andati, potenziometri che grattano, ronzii vari... ma vi assicuro che non ne sento la mancanza.

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di ,

Interessante. Mezzo secolo fa avevo realizzato un paio di amplificatori per chitarra con preamplificatore EF86 con anodica da batteria a bassisima tensione (una o due pile in serie da 9 V). Il risultato "a orecchio" era molto buono, non avevo strumenti per verificarlo scientificamente. Col solo strumento in mio possesso - tester ICE colore viola - faticavo anche a misurare l'anodica a 1200 V delle finali 807, avendo un fondo scala a 1000 VDC. Buona continuazione!

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