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Isteresi - Materiali ferromagnetici dolci e duri

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[11] Re: Isteresi - Materiali ferromagnetici dolci e duri

Messaggioda Foto Utentejaelec » 25 mag 2022, 6:47

drGremi ha scritto:Ah Santarsiero :D

Comunque io non vedo grosse contraddizioni. È una classificazione qualitativa. Onestamente conviene più guardare l'area (che indica anche quanto lavoro bisogna fare per magnetizzarlo e ovviamente dipende tutto da fino a dove arrivi, se alla saturazione oppure no).

Non mi potrei nemmeno il problema della mancanza di unità di misura visto che è comparativo. Gli assi sono gli stessi per tutti quindi ok quanto lo allarghi, ma uno è più "panzone" dell'altro comunque. Cioè area maggiore, cioè più energia per magnetizzarlo.


Siccome è una classificazione qualitativa allora posso dire che un materiale dolce è caratterizzato da una induzione residua grande oppure, invece, indifferentemente, che è caratterizzato da una induzione residua piccola? Non penso. Penso che una definizione seria, anche qualitativa, dovrebbe far riferimento ai parametri che c'entrano e non far riferimento a quelli che eventualmente non c'entrano a sentimento alternato.
Poi che grosso modo chi conosce la materia sa più o meno capire cosa si vuole intendere può anche essere vero. Resta però, come minimo, che le definizioni non sono concordi ed è per questo che cercavo chiarezza sul forum.

In ogni caso, per esempio, visto che chi definisce o classifica tira in ballo l'induzione residua come elemento caratterizzante, mi chiedo: a parità di area, è qualitativamente più dolce un materiale con induzione residua alta o un materiale con induzione residua bassa?
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[12] Re: Isteresi - Materiali ferromagnetici dolci e duri

Messaggioda Foto UtentedrGremi » 25 mag 2022, 7:41

Non essendoci uno standard che lo ha definito ognuno fa quello che vuole ;)
Tra l'altro per via di questa domanda mi sono fatto un giretto e le definizioni sono discordanti (per esempio prendi Wikipedia en e guarda tra le fonti) https://en.m.wikipedia.org/wiki/Ferromagnetism

C'è chi parla di uno stare magnetizzato e di chi un quanto è difficile demagnetizzarlo.

jaelec ha scritto:In ogni caso, per esempio, visto che chi definisce o classifica tira in ballo l'induzione residua come elemento caratterizzante, mi chiedo: a parità di area, è qualitativamente più dolce un materiale con induzione residua alta o un materiale con induzione residua bassa?

Bella domanda. Da un punto di vista pratico dubito riesci ad ottenere un caso del genere (cioè basso campo coercitivo e alta area). Se stessimo facendo un traferro per un trasformatore le perdite nel nucleo sarebbero circa le stesse (poi vabbè ci sarebbe altri mille parametri da guardare).

Ipotizzando di abbracciare la definizione di "materiale difficilmente demagnetizzabile" cosa dovremo andare a guardare? Io direi l'energia necessaria a demagnetizzarlo, che è proporzionale all'area della curva di isteresi. Però se ci si pensa bene questa cosa nemmeno ha troppo senso perché quasi mai si giunge verso la saturazione nel caso dei trasformatori/induttori.
Quindi volendo tirare in ballo questa cosa bella definizione dovremo anche obbligare a raggiungere la saturazione (perché deve essere una caratteristica del materiale e non dell'uso). Ma questo va fatto anche nella definizione di campo coercitivo altrimenti non si sfugge.

Ora visto che praticamente tutti i materiali con alta coercitività hanno anche grossa area credo si possa anche solo guardare quel valore lì.
Certo, dando per scontato che la figura che hai messo sia corretta ora ti chiedi se è più soft il ferro o il nickel perché le due cose sono in contraddizione.
Temo che essendo qualitativa non abbia troppo senso :D tra l'altro se guardi i campi coercitivi la figura non è in scala e temo che le aree non siano veritiere.

Credo una risposta univoca non esiste perché temo non ci sia una definizione precisa. Però all'incirca dicono tutte la stessa cosa e penso concorderemo tutti che il ferro dolce sia soft e il cobalto hard :D
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[13] Re: Isteresi - Materiali ferromagnetici dolci e duri

Messaggioda Foto Utentejaelec » 25 mag 2022, 8:55

Nel cercare anch'io su internet maggiore chiarezza sulla questione, una delle cose (a margine) più interessanti che ho trovato è quella nella immagine riportata più giù. Interessante perché mi ha fatto capire che possono effettivamente verificarsi entrambi i casi (alta o bassa induzione residua) anche in relazione a un'area simile, in relazione anche allo stesso materiale ma in condizioni di "stress" diverse (mi riferisco più in particolare alla figura a destra).
Ora il materiale, mettiamo a parità di area, è da considerarsi identicamente dolce anche quando è sotto stress? Oppure, come accade agli umani :-) , quando si è sotto stress spesso si diventa meno dolci?
Ovviamente, penso, tutto dipende dalla definizione di "dolce".

Fra l'altro, per "colpa" di questa ricerca, ho imparato anche cose che non conoscevo (esempio: rumore di Barkausen).
https://www.semanticscholar.org/paper/M ... 63525fd858

Stress.png


P.S.

Non avevo notato che è disponibile l'intero pdf e che, contrariamente a quanto avevo pensato, il documento è italiano (Torino). In ogni caso non l'ho ancora letto...e poi comunque tratta di un argomento più specifico e con molto dettaglio.
https://pdfs.semanticscholar.org/f79d/e ... 5fd858.pdf
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[14] Re: Isteresi - Materiali ferromagnetici dolci e duri

Messaggioda Foto UtenteMarcoD » 25 mag 2022, 9:44

rumore di Barkausen
Se ben ricordo, l'effetto Barkausen era stato sfruttato da Marconi, circa 1900, nei rivelatori magnetici dei ricevitori radio, rivalatori poi abbandonati perché sostituiti da dispositivi più sensibili (rivelatore a galena o carborundum o a diodo Fleming ). :-) O_/
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