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apertura differenziale

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[1] apertura differenziale

Messaggioda Foto Utenteemazzoni » 8 set 2019, 12:20

si parla di un impianto di illuminazione nella cabina di verniciatura di una autocarrozzeria che ha funzionato correttamente per oltre 20 anni. L'impianto è composto da gruppi di plafoniere con lampade fluorescenti distribuite sulle 3 fasi R,S,T,. L'accensione avviene attraverso la chiusura di 3 contattori comandati da 3 interruttori manuali su un circuito secondario 24vac. Avviene che in modo random ogni 20/30 accensioni si apre il differenziale a monte tarato a 0,5A ! L'apertura avviene sempre quando si chiude il contattore R. La fase R alimenta anche il primario del trasformatore 220-24vac. Naturalmente ho fatto tutte le prove di invertire i gruppi di uscita dai contattori caso mai ci fosse una perdita sul reattore ferromagnetico. Allora ho disconnesso la fase R e l'ho lasciata solo per l'alimentazione del primario e usato le fasi S.T per distribuire il carico dell'impianto, sembra risolto. La sezione di conduttori è più che sufficiente e il non equlibrio dei carichi 500/600W non comporta problemi sul complesso dell'impianto. La riparazione però non è corretta. Che cosa succede al momento della chiusura del contattore R ? per influenzare l'apertura del differenziale? Come posso fare una riparazione corretta?
Come posso spiegare il guasto al mio cliente? Ringrazio già gli esperti che risponderanno. Saluti Emiliano. O_/
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[2] Re: apertura differenziale

Messaggioda Foto UtenteGoofy » 8 set 2019, 15:42

Mistero misterioso.
Hai provato a misurare corrente e tempo di intervento dell'interruttore differenziale e verificato se hai risultati diversi sulla fase R rispetto a S e T ?
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[3] Re: apertura differenziale

Messaggioda Foto Utentepaolomn » 10 set 2019, 17:10

Salve

Credo che il problema risieda nelle correnti di spunto del reattore + trasformatore perché, hainoi anche i trasformatori hanno correnti di spunto. Se avete basi di eettrotecnica base e magnetismo il fenomeno lo si spiega cosi'. Una corrente che attraversa una L (induttanza) e' sfata di 90° in ritardo rispetto alla tensione e questa corrente viene definita corrente magnetizzante. immaginando il circuito magnetico composto da tanti aghi di bussola questi a 50 Hz continuano a girarsi in base alla sinusoide della corrente magnetizzante. Sta di fatto che quando, nel caso esposto, spegnamo la luce non sappiamo se la corrente in quell'istante sta passando per lo 0 e la tensione è al suo massimo(a livello di sinusoide) e quindi questi aghi di bussola rimangono orientati in un certo modo. Quando poi torniamo ad accendere la luce non sappiamo se in quel momento la tensione sinusoidale si trova al suo massimo, sta passando per lo 0 o si trova esattamente nel punto in cui abbiamo spento la luce. Quindi sti ipotetici aghi si devono come dire "rimettere al passo" per obbedire al discorso I magnetizzante sfasata di 90° in ritardo rispetto alla tensione. La rimessa in passo di questi aghi al lancio di tensione comporta una richiesta di corrente "alta" capace di far leggere una differenza di corrente fra le fasi per il differenziale e farlo intervenire. Anche un semplice magnetotermico può scattare se scelto troppo risicato come taglia quando va ad alimentare lampade con reattori. Faccio notare che poi queste correnti di spunto deformano l'onda della corrente introducendo le cosidette armoniche di ordine dispari che rompono le scatole. In impianti di grossa potenza dove ci sono macchine di taglia oltre il MVA le protezioni differenziali (sorelle maggiori dei magnetotermici differenziali modulari) sono di tipo digitale e vengono costruite ormai da quasi 30 anni facendogli ignorare le correnti di spunto e accecandole dalle armoniche dispari di cui sopra solo per il tempo di inserzione di queste macchine (trasformatori) per evitare scatti intempestivi di queste macchine importanti e quindi innescare una ricerca di guasti inesistenti. Spero di non essere stato troppo complicato nella spiegazione.
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[4] Re: apertura differenziale

Messaggioda Foto Utenteemazzoni » 18 set 2019, 20:00

Grazie 1000 per la risposta, anche se non sono preparato nella teoria elettrotecnica credo di aver capito almeno qualcosa. Allora in pratica, prima di sostituire il differenziale istantaneo con uno protetto da scatti intempestivi (molto caro) potrei sezionare le accensioni (nel limite delle possibilità dell'impianto) utilizzando 6 contattori anziche 3 contattori con accensione temporizzata in cascata. Può essere una valida soluzione? Grazie ancora Emiliano.
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[5] Re: apertura differenziale

Messaggioda Foto Utentemir » 19 set 2019, 4:57

emazzoni ha scritto:L'apertura avviene sempre quando si chiude il contattore R. La fase R alimenta anche il primario del trasformatore 220-24vac. Naturalmente ho fatto tutte le prove di invertire i gruppi di uscita dai contattori caso mai ci fosse una perdita sul reattore ferromagnetico. Allora ho disconnesso la fase R e l'ho lasciata solo per l'alimentazione del primario e usato le fasi S.T per distribuire il carico dell'impianto, sembra risolto.

E' evidente che il difetto riguarda la linea R di alimentazione, pertanto partendo dal contattore di linea, e quindi la linea (cablaggi/connessioni) e carichi si dovrebbe eseguire una verifica minuziosa ed una misura del livello di isolamento, con apposito strumento alla tensione nominale di funzionamento dell'impianto, e non ultimo come suggerito da Foto UtenteGoofy una verifica strumentale del differenziale (o una sostituzione in prova per un periodo di tempo).
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[6] Re: apertura differenziale

Messaggioda Foto Utentepaolomn » 25 set 2019, 4:13

Emiliano scusa la domanda sciocca, ma il differenziale a monte da 0,5A è un dufferenziale puro o un magnetotermico differenziale? Quando parliamo di differenziale o salvavita poi ci dimentichiamo che, magari, e' un interruttore modulare con anche protezione magnetotermica incorporata per cui a volte la cosidetta dispersione perché salta il salvavita si traduce invece in un sovraccarico o addirittura in un corto circuito. Chiedo questo perché se e' un interruttore "combinato" in base a chi interviene le strade di intervento successive sono diverse. Comunque suddividere ulteriormente i carichi su 6 contattori non e' una cosa sbagliata.
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[7] Re: apertura differenziale

Messaggioda Foto Utenteemazzoni » 28 set 2019, 18:16

Bene..... l'apertura avviene solo sulla parte differenziale. Intervengo dopo avere fatto un po' di prove e "forse" per caso ho risolto il problema senza capirci una mazza. Bene ho fatto tutte le prove con il misuratore di isolamento plafoniera per plafoniera (1000V), linea di alimentazione compresa senza trovare perdite! Ho installato a valle dei contattori dei differenziali da 10ma id. Niente da fare si apriva ancora l'interruttore generale a monte da 0,5a ! Ripeto che l'apertura del differenziale avveniva raramente solo quando si chiudeva il contattore della fase R. La fase R alimenta con il neutro il trasformatore del circuito di servizio 24vac. Mi è ventuta l'idea (visto che il trasformatore lo consente) di alimentarlo con 2 fasi R/S staccando il neutro, quindi 400V./ 24 V. Sono oltre 2 giorni che tutto funziona OK. Vorrei capire meglio... quale disturbo invade la linea di alimentazione perché si apra un diff. 0.5A, nel momento che si eccita il contattore R? io penso che si tratti di un picco transitorio che genera una distorsione, insomma qualche armonica che fa sprire il differenziale. Voglio precisare che la carrozzeria è aperta da 30anni e quella cabina ha funzionato sempre bene. La carrozzeria lavora in una zona industriale, possibile che la linea di alimentazione enel sia infuenzata da disturbi provocati da macchine inverter installati nelle aziende vicine? Grazie a voi per le risposte.
Emiliano.
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[8] Re: apertura differenziale

Messaggioda Foto UtenteMike » 28 set 2019, 18:49

0,5 A di dispersione è tanta roba, può essere anche un transitorio ma allora è il differenziale datato che non è immune a questi fenomeni.
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[9] Re: apertura differenziale

Messaggioda Foto Utentepaolomn » 11 ott 2019, 10:40

Risalve

E' indispensabile il differenziale da 0,5 A? e adottare uno 0,3 A classe A di tipo selettivo? magari immune ai disturbi? la selettivita' consta in un piccolo ritardo (di solito 1 secondo non modificabile) che favorirebbe l'accensione delle lampade senza problemi e l'immunita' appunto dovrebbe allontanare il discorso di disturbi dovuti a fis"armoniche" della forma d'onda indotte da chissà quale apparecchio
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