Cos'è ElectroYou | Login Iscriviti

ElectroYou - la comunità dei professionisti del mondo elettrico

Sensitivity sul PARTITORE DI TENSIONE

Elettronica lineare e digitale: didattica ed applicazioni

Moderatori: Foto Utenteg.schgor, Foto UtenteIsidoroKZ, Foto UtenteBrunoValente, Foto Utentecarloc

2
voti

[1] Sensitivity sul PARTITORE DI TENSIONE

Messaggioda Foto Utentetozyu » 3 mar 2018, 13:39

Sensitivity applicata al partitore di tensione, estensibile al trasferimento di informazioni tra stadi.
ovvero : "Quanto varia l'uscita se variano i parametri che costituiscono il circuito?"
https://drive.google.com/file/d/1UCy0KjscbmwX6Ou0X58gox9JvdTyAgyb/view?usp=sharing
a chi interessa invierò il file in excel
in allegato il pdf
Allegati
sensitivity.pdf
(100.15 KiB) Scaricato 59 volte
Avatar utente
Foto Utentetozyu
15 2
 
Messaggi: 3
Iscritto il: 1 mar 2018, 9:55

1
voti

[2] Re: Sensitivity sul PARTITORE DI TENSIONE

Messaggioda Foto UtenteIsidoroKZ » 3 mar 2018, 20:43

Bello! Sono contento che qualcuno ogni tanto si ricordi delle sensibilita`. E` possibile che lo abbia gia` pubblicato sul web? Mi sembrava di aver visto qualcosa del genere.

Suggerirei alcune modifiche estetiche e di calcolo. Per le modifiche estetiche, al posto di usare \cong usa il simbolo \approx. Il primo simbolo vuol dire congruente, non circa uguale.
I risultati li formatterei in modo da mostrare qualche cifra in meno. Ci sono tante ragioni per non mostrare tutte quelle cifre, una delle quali e` che calcoli le sensibilita` del primo ordine, che sono solo una rappresentazione locale e lineare.

Visto che una delle derivate e` negativa e stai cercando il caso peggiore, forse bisognerebbe introdurre un modulo nelle espressioni. Cosa non immediata da fare senza appesantire troppo la scrittura.

Per quanto riguarda il calcolo, considerando che le incertezze dei parametri sono dati in modo relativo, userei le sensibilita` semirelative, cosi` non si deve calcolare preliminarmente la variazione assoluta di resistenza, ma si puo` mettere nella formula finale direttamente la tolleranza.

Si potrebbe anche considerare di usare la sensibilita` relativa, quindi di dare la variazione dell'uscita in forma percentuale. In fondo se si ha come dato una tensione di ingresso con incertezza fornita in forma relativa, anche la incertezza della tensione di uscita potrebbe essere significativa in forma relativa. Cosi`, ad esempio si vedrebbe che l'incertezza relativa della tensione di ingresso finisce tale e quale sulla tensione di uscita (sensibilita` relativa=1). Altro vantaggio nell'usare le sensibilita` relative e` che sono sicuramente adimensionate, mentre le altre potrebbero non esserlo (in effetti tranne la prima, le altre hanno le dimensioni di una corrente)

Infine, essendo il circuito totalmente analizzato, al posto di fare una approssimazione lineare che vale solo in un intorno limitato, si potrebbero calcolare i due casi limite, direttamente nella formula della tensione di uscita. Il vantaggio di questo calcolo e` che si vedrebbe che i due casi peggiori non sono simmetrici rispetto al valore nominale. Pero` il calcolo diretto perderebbe tutto il valore didattico e progettuale delle sensibilita`, che permettono di vedere quali sono i parametri che piu` influenzano la variabile di uscita. Forse si potrebbero mettere tutti e due i calcoli in paralello in modo da poterli confrontare.
Per usare proficuamente un simulatore, bisogna sapere molta più elettronica di lui
Plug it in - it works better!
Il 555 sta all'elettronica come Arduino all'informatica! (entrambi loro malgrado)
Se volete risposte rispondete a tutte le mie domande
Avatar utente
Foto UtenteIsidoroKZ
114,6k 1 3 8
G.Master EY
G.Master EY
 
Messaggi: 20028
Iscritto il: 17 ott 2009, 0:00

0
voti

[3] Re: Sensitivity sul PARTITORE DI TENSIONE

Messaggioda Foto Utentetozyu » 4 mar 2018, 2:38

Grazie per aver risposto !!
a) si, ho già pubblicato (non ricordo dove con esattezza) l'articolo, ma ho ricevuto "critiche" perché troppo complesso;
b) ho riflettuto tanto, tantissimo, ma credo di avere una risposta "logica" in merito alla mia scelta di fermarmi al 1° ordine. Il motivo è semplice
b1) da un lato l'approssimazione al 1° ordine significa che "le tolleranze" dei componenti nel "punto di lavoro" devono essere piccole, in caso contrario tutto l'argomento è difettoso;

b2) nella pratica "le tolleranze" dei componenti come sono? le "imperfezioni"/"imprecisioni" dei componenti come sono? Siccome nella pratica reale dette variazioni "sono piccole" allora ecco il motivo della scelta del 1° ordine.
Concordo al 100% con le tue osservazioni in merito alle percentuali.



IsidoroKZ ha scritto:Bello! Sono contento che qualcuno ogni tanto si ricordi delle sensibilita`. E` possibile che lo abbia gia` pubblicato sul web? Mi sembrava di aver visto qualcosa del genere.

Suggerirei alcune modifiche estetiche e di calcolo. Per le modifiche estetiche, al posto di usare \cong usa il simbolo \approx. Il primo simbolo vuol dire congruente, non circa uguale.
I risultati li formatterei in modo da mostrare qualche cifra in meno. Ci sono tante ragioni per non mostrare tutte quelle cifre, una delle quali e` che calcoli le sensibilita` del primo ordine, che sono solo una rappresentazione locale e lineare.

Visto che una delle derivate e` negativa e stai cercando il caso peggiore, forse bisognerebbe introdurre un modulo nelle espressioni. Cosa non immediata da fare senza appesantire troppo la scrittura.

Per quanto riguarda il calcolo, considerando che le incertezze dei parametri sono dati in modo relativo, userei le sensibilita` semirelative, cosi` non si deve calcolare preliminarmente la variazione assoluta di resistenza, ma si puo` mettere nella formula finale direttamente la tolleranza.

Si potrebbe anche considerare di usare la sensibilita` relativa, quindi di dare la variazione dell'uscita in forma percentuale. In fondo se si ha come dato una tensione di ingresso con incertezza fornita in forma relativa, anche la incertezza della tensione di uscita potrebbe essere significativa in forma relativa. Cosi`, ad esempio si vedrebbe che l'incertezza relativa della tensione di ingresso finisce tale e quale sulla tensione di uscita (sensibilita` relativa=1). Altro vantaggio nell'usare le sensibilita` relative e` che sono sicuramente adimensionate, mentre le altre potrebbero non esserlo (in effetti tranne la prima, le altre hanno le dimensioni di una corrente)

Infine, essendo il circuito totalmente analizzato, al posto di fare una approssimazione lineare che vale solo in un intorno limitato, si potrebbero calcolare i due casi limite, direttamente nella formula della tensione di uscita. Il vantaggio di questo calcolo e` che si vedrebbe che i due casi peggiori non sono simmetrici rispetto al valore nominale. Pero` il calcolo diretto perderebbe tutto il valore didattico e progettuale delle sensibilita`, che permettono di vedere quali sono i parametri che piu` influenzano la variabile di uscita. Forse si potrebbero mettere tutti e due i calcoli in paralello in modo da poterli confrontare.
Avatar utente
Foto Utentetozyu
15 2
 
Messaggi: 3
Iscritto il: 1 mar 2018, 9:55

0
voti

[4] Re: Sensitivity sul PARTITORE DI TENSIONE

Messaggioda Foto UtenteIsidoroKZ » 4 mar 2018, 9:16

Non volevo certamente dire di andare oltre al primo ordine. Semplicemente stando al primo ordine tutte quelle cifre non hanno senso.
Per usare proficuamente un simulatore, bisogna sapere molta più elettronica di lui
Plug it in - it works better!
Il 555 sta all'elettronica come Arduino all'informatica! (entrambi loro malgrado)
Se volete risposte rispondete a tutte le mie domande
Avatar utente
Foto UtenteIsidoroKZ
114,6k 1 3 8
G.Master EY
G.Master EY
 
Messaggi: 20028
Iscritto il: 17 ott 2009, 0:00


Torna a Elettronica generale

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 57 ospiti