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Come si chiama questo dispositivo ottico

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[1] Come si chiama questo dispositivo ottico

Messaggioda Foto Utentethunderbolt128 » 21 lug 2015, 2:23

Il tizio utilizza 3 laser che riesce ad "accoppiare tra di loro" con una specie di specchi/vetri/prismi......
insomma non ho la minima idea di cosa si tratti. Qualcuno sa di cosa stiamo parlando? :-)

Alla fine, non ricorderemo le parole dei nostri nemici, ma i silenzi dei nostri amici.
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[2] Re: Come si chiama questo dispositivo ottico

Messaggioda Foto Utenteboiler » 21 lug 2015, 10:09

Sono dei beam splitters usati “al contrario“. Per usarli così devono essere di tipo dicroico.

Ciao Boiler
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[3] Re: Come si chiama questo dispositivo ottico

Messaggioda Foto Utentethunderbolt128 » 21 lug 2015, 11:27

Innanzitutto grazie per la risposta :-)
Forse sarò un pessimo ottico, ma non è presente una fuga di luce? (evidenziata in arancione)
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[4] Re: Come si chiama questo dispositivo ottico

Messaggioda Foto UtenteDarwinNE » 21 lug 2015, 13:14

Non nei beamsplitter dicroici :D

Puoi immaginarli come se avessero un filtro selettivo in frequenza che fa passare certi colori e faccia riflettere altri.
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[5] Re: Come si chiama questo dispositivo ottico

Messaggioda Foto Utentethunderbolt128 » 21 lug 2015, 14:27

Nel caso in cui si volessero unire due o più fasci di luce con la medesima lunghezza d'onda? :-)
Esisterebbero altri metodi?
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[6] Re: Come si chiama questo dispositivo ottico

Messaggioda Foto Utenteboiler » 21 lug 2015, 15:37

La perdita c'è, ma è dovuta piuttosto alla transmittanza non perfetta in pass-band, piuttosto che ad una perdita in stop-band. In sostanza nel tuo disegno, l'elemento più in alto ha una perdita quasi nulla, mentre quelli sotto ce l'hanno, ma dovuta ad una parziale riflessione del raggio discendente. Con elementi di buona qualità questa riflessione indesiderata è sotto all'1% della potenza incidente.

Unire fasci di luce di pari lunghezza d'onda è facile in fibra: ci sono cosiddetti fiber coupler che fanno esattamente questo lavoro. Mettere un laser in fibra però non è così evidente e perdi la collimazione.

Probabilmente si può fare con un prisma sfruttando la riflessione totale sulle superfici interne, ma non ne sono sicuro e non ho idea di come siamo messi a perdite. Posso chiedere al nostro fisico che si occupa di ottica, ma non ora. Adesso sono in vacanza e quando torno parte lui...

Saluti boiler
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[7] Re: Come si chiama questo dispositivo ottico

Messaggioda Foto Utenteboiler » 23 lug 2015, 11:48

Gli ho mandato un'email. Traduco i punti salienti della risposta.

In fibra, come avevo detto, si può fare, ma non ne vale la pena.

Il metodo giusto è l'utilizzo di un prisma di tipo knife-edging:
http://www.thorlabs.de/newgrouppage9.cf ... up_ID=6760

Il funzionamento dovrebbe essere abbastanza chiaro se guardi lo schema sulla pagina di Thorlabs.

Un paio di consigli ai quali mi atterrei (visto che lui se ne intende parecchio):
Ti serve una superficie di lavoro molto rigida e stabile (insomma, un banco ottico).
Non pensare nemmeno remotamente di fare la collimazione a occhio nudo.
Quando allinei un laser, proteggi l'altro con un beam-trap o almeno uno schermo.
Se vuoi, dopo il knife-edge puoi entrare in un telescopio di collimazione.
Massima pulizia e non toccare mai l'angolo retto del prisma.

Boiler
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[8] Re: Come si chiama questo dispositivo ottico

Messaggioda Foto Utentethunderbolt128 » 23 lug 2015, 19:05

Grazie infinite per le risposte. :ok: in particolare a Foto Utenteboiler :-)
Ora ho un'altra domanda: ma lo spot di un laser fino a quanto si può ridurre in diametro? Dipende dalla caratteristica intrinseca di un laser oppure allontanando la lente posso ridurlo fino all’infinito?
Ma oltre a questo: che differenza c'è tra collimazione e messa a fuoco di un laser?
Scusate le domande continue ed a volte stupide ma io di ottica non so praticamente nulla.....ma come si dice... non è mai tardi per imparare :ok:
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