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Due banchi monofase a 110 V -> 220 V?

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[1] Due banchi monofase a 110 V -> 220 V?

Messaggioda Foto Utenteteorema67 » 26 nov 2006, 12:33

Negli anni 80 a Roma la c/a 220 V uso domestico fornita dall'ENEL consisteva in 2 conduttori ciascuno di 110 V rispetto alla terra e di 220 V l'uno verso l'altro, il 3º conduttore rappresentava il neutro messo a terra.

Qualcuno mi sa spiegare il perché di questo sistema, motivi storici? Esiste tuttora?

Scusate se uso termini imprecisi, non sono elettricista. Grazie mille in anticipo per delucidazioni e buona domenica a tutti!
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Messaggioda Foto UtenteGECA62 » 26 nov 2006, 14:26

:?: ciao, non ne sono sicuro visto anche la mia relativamente giovane età.
Credo che in quel periodo " subivamo" una notevole influenza dell'industria alleata ( americani) per cui molte apparecchiature avevano bisogno della 110 V e penso addirittura con una frequenza di 60Hz. Certo è che la nostra rinascita industriale è avvenuta con il piano Marshall
( credo che si scriva così) attuato dagli americani per incominciare a contrastare il forte Comunismo presente in Europa. Buon lavoro!!
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Messaggioda Foto Utenteteorema67 » 26 nov 2006, 14:45

Grazie della risposta!

Ma com'è oggi da voi, a Grosseto? Avete 220 V sul conduttore "L" ed "N" è messo a terra, oppure 110 V su ambedue i conduttori come sopra (Roma Monte Mario, dove avevo casa fino al 1988)?
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Messaggioda Foto Utenteg.schgor » 26 nov 2006, 17:35

Io non ne darei una spiegazione "politica".
Il 115V era diffuso in Italia ancor prima della seconda guerra
mondiale. quindi gli americani non c'entrano.
E ancor prima dell'Enel, c'erano diverse Societa' Elettriche
private che generavano e distribuivano localmente l'energia elettrica,
e naturalmente ognuna poteva avere un proprio criterio di
distribuzione (compresa la frequenza).

Semplicemente il 115V e' la tensione di fase della distribuzione
trifase a 220 V (fra 2 fasi c'e' 220 V, fra fase e neutro 115V).

Poiche' all'inizio non c'erano elettrodomestici e l'uso principale
era l'illuminazione, l'impianto piu' diffuso era solo a 115V,
a cui si aggiunse poi (con un secondo contatore) il 220 V per
l'uso di "potenza" (ad es. i fornelli elettrici, lavatrici ecc).

Con l'Enel e' arrivata l'unificazione a 220 V e 50Hz per tutta
l'Italia, quindi con un unico contatore per qualsiasi utenza
domestica.
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Messaggioda Foto Utenteteorema67 » 26 nov 2006, 21:03

Grazie della spiegazione. Pensavo anch'io a dei motivi storici.

Ma allora si trattava di corrente bifase o no?

Esiste ancora in Italia?
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Messaggioda Foto Utentegsabino » 26 nov 2006, 21:19

esistono ancora....in un ospedale della provincia di Viterbo vi è in alcuni reparti la distribuzione monofase a 127 V, utilizzata prevalentemente per i circuiti d' illuminazione. C'è da dire inoltre, che l' ospedale possedeva una fornitura in BT con relativa cabina di trasformazione 380/220 V. Ovviamente è in atto l'adeguamento dell' intero impianto elettrico.....
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Messaggioda Foto Utenteg.schgor » 26 nov 2006, 23:14

Scusate, mi sono accorto di un piccolo errore di memoria:
non era 115V ma 127V.

Detto questo, volevo precisare che la "bifase" non c'entra niente
(per bifase normalmente si intendono 2 fasi in quadratura).

La distribuzione e' sempre stata trifase, ma in ogni utenza arriva
solo 1 fase (2 fili)
Poiche' l'attuale distribuzione trifase e' a 380 V, i 2 fili sono fra
fase e neutro (quindi 220 V).
Una volta era trifase a 220 V quindi l'utenza fra fase e neutro era
127V , mentre per l'utenza di potenza venivano presi fra le fasi.
quindi 220 V.
(Non so se questo ha chiarito il discorso. Spero non l'abbia complicato!)
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Messaggioda Foto Utenteteorema67 » 26 nov 2006, 23:35

g.schgor ha scritto:Una volta era trifase a 220 V quindi l'utenza fra fase e neutro era
127V , mentre per l'utenza di potenza venivano presi fra le fasi.
quindi 220 V.
(Non so se questo ha chiarito il discorso. Spero non l'abbia complicato!)


Grazie, così il concetto mi è più chiaro. Mi ricordo, al tempo a Roma parecchie case avevano 2 contatori 127 V e 220 V. Io avevo solo 1 contatore 220 V con quel strano fatto dei 110 o 127 V (non ricordo esattamente) tra ciascuna delle fasi e neutro.

Poi Roma Monte Mario e Viterbo mica sono distanti. In effetti a Monte Mario avevamo la corrente dall'Enel e non dall'ACEA.
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