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differenziale vano contatori.. quando si e quando no?

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[21] Re: differenziale vano contatori.. quando si e quando no?

Messaggioda Foto Utente6367 » 5 mar 2010, 0:14

Direi di sì, a meno che il costruttore non dia indicazioni diverse.

Poi, ovviamente, c'è il caso in cui i carichi, per la loro natura, non sono soggetti a sovraccarico. In questo caso, puoi dimensionare il differenziale puro rispetto alle correnti dei carichi.... Però dovresti comunque mettere una preotezione per proteggere il puro da corto circuito...
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[22] Re: differenziale vano contatori.. quando si e quando no?

Messaggioda Foto UtenteIho » 1 apr 2010, 10:43

grazie :wink:
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[23] Re: differenziale vano contatori.. quando si e quando no?

Messaggioda Foto Utentearabino1983 » 1 apr 2010, 11:04

Scusate...ma cosa succedede se si efftuano lavori sulla montante e per qualche motivo viene toccata la fase? si prende la "scossa" e non scatta niente...se invece ce lo metto si...e poi come ricordava credo "elettro" dal contatore al primo differenziale non ci possono essere piu' di 3 metri giusto?
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[24] Re: differenziale vano contatori.. quando si e quando no?

Messaggioda Foto Utentesebago » 1 apr 2010, 11:28

arabino1983 ha scritto:Scusate...ma cosa succedede se si efftuano lavori sulla montante e per qualche motivo viene toccata la fase? si prende la "scossa" e non scatta niente...se invece ce lo metto si...e poi come ricordava credo "elettro" dal contatore al primo differenziale non ci possono essere piu' di 3 metri giusto?


Scusate voi, ma non si può procedere per sentito dire o per ipotesi fantasiose:
a) se si effettuano lavori sulla linea montante, si devono fare FUORI TENSIONE. Se fosse proprio necessario effettuare lavori SOTTO TENSIONE (per assoluta necessità di continuità di servizio) allora chi li effettua deve essere esplicitamente autorizzato e la procedura deve essere dettagliatamente descritta; va da sé che chi effettua tali lavori deve essere persona esperta che sa quello che sta facendo e non il solito maneggione di turno;
b) i famosi 3 metri oltre i quali è obbligatoria la protezione riguardano la protezione contro le sovracorrenti (e non per i contatti indiretti); se poi l'ambiente non è a maggior rischio in caso di incendio, adibito ad uso medico o con pericolo di esplosione, l'obbligatorietà riguarda la sola protezione contro il corto circuito mentre la protezione contro il sovraccarico potrebbe essere messa anche a valle;
c) solamente per i vani contatori centralizzati e per linee montanti con prevalente sviluppo verticale, la norma concede la deroga (e mai l'avesse scritta...vista la confusione continua) anche per la protezione contro il corto circuito, concedendo che tale funzione possa essere svolta dal dispositivo limitatore del Distributore, sempre che sia presente e abbia caratteristiche idonee e che vengano rispetttate le altre condizioni.
d) dal punto di consegna al primo differenziale, se si vuole realizzare una conduttura in doppio isolamento e perciò evitare l'uso di dispositivi differenziali, non ci devono essere masse e neppure derivazioni verso prese a spina o similari.
Sebastiano
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[25] Re: differenziale vano contatori.. quando si e quando no?

Messaggioda Foto Utente6367 » 1 apr 2010, 23:22

Scusate...ma cosa succedede se si efftuano lavori sulla montante e per qualche motivo viene toccata la fase? si prende la "scossa" e non scatta niente...


parecchie volte in vita mia ho toccato la fase, per sbaglio o anche apposta, ho preso la scossa a mai e poi mai è scattato un differenziale (per fortuna!!!!)

COMUNQUE NON FATELO MAI


Val la pena ricordare che un conduttore attivo non si tocca mai!
Se si tocca significa che sono già fallite le protezioni.
Se si tocca si prende la scossa e non c'è alcuna protezione efficace che ti protegge.
Il differenziale, se c'è, dà solo una protezione parziale, che è detta per questo "addizionale", che limita le conseguenze della scossa.
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[26] Re: differenziale vano contatori.. quando si e quando no?

Messaggioda Foto Utentearabino1983 » 2 apr 2010, 10:25

Giusto ..ho detto una cazzata! pardon
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