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Re: Un esercizio Norton

MessaggioInviato: 16 giu 2021, 23:36
da EdmondDantes
Ecco, leggermente :mrgreen: diverso da quanto hai scritto tu nel post precedente.

Il discorso e' piu' generale e non riguarda solo i circuiti equivalenti in oggetto.
L'equazione descrittiva di un bipolo puo' essere scritta sempre nella forma implicita del tipo

f(v,i)=0.

Se questa funzione puo' essere riscritta nella forma esplicita (con abuso di notazione sulla f):
  • i=f(v) allora il bipolo ammette la base in tensione, cioe' e' controllabile in tensione.
  • v=f(i) allora il bipolo ammette la base in corrente, cioe' e' controllabile in corrente.
Possono esistere anche entrambe le funzioni esplicite. Il caso piu' semplice e' quello del resistore.
(Se il componente ha piu' di due terminali possono esistere anche le basi miste).

Andiamo adesso nel caso in esame.
Scrivi l'equazione caratteristica esplicita dell'equivalente Norton. Sara' del tipo i=f(v).
Poni G=0 e tenta di trovare la funzione v=f(i), cioe' il relativo equivalente di Thévenin. Se ci riuscirai, vincerai una delle medaglie IEEE :mrgreen:

Dualmente nel caso R=0 per passare da Thévenin a Norton.

PS
Piccola correzione.
Controllabile e non controllato. Grazie Foto UtenteRenzoDF

Re: Un esercizio Norton

MessaggioInviato: 16 giu 2021, 23:39
da PietroBaima
Il bipolo è equivalente ad un generatore ideale di corrente (che poi questo possa non esistere da solo è vero, ma prendiamo l’esercizio per quello che è).

Se provi a calcolare l’equivalente Thevenin di un generatore ideale di corrente dovresti calcolarne la tensione a vuoto, che non è definita.

Stessa cosa se tu volessi calcolare l’equivalente Norton di un generatore ideale di tensione: la corrente di corto circuito non è definita.

Re: Un esercizio Norton

MessaggioInviato: 17 giu 2021, 0:58
da clavicordo
L'equazione descrittiva di un bipolo puo' essere scritta sempre nella forma implicita del tipo

f(v,i)=0.

Se questa funzione puo' essere riscritta nella forma esplicita (con abuso di notazione sulla f):
i=f(v) allora il bipolo ammette la base in tensione, cioe' e' controllato in tensione.
v=f(i) allora il bipolo ammette la base in corrente, cioe' e' controllato in corrente.


Grazie Foto UtenteEdmondDantes, questa era la spiegazione che cercavo. In realtà non è del tutto vero. La verità è che mi sfuggiva il nesso tra la possibilità di passare dalla funzione implicita f(v,i)=0 alle due esplicite i=h(v) e v=k(i) e la "traduzione" rispettivamente in Norton e Thevenin (a prescindere dal particolare esercizio che ho proposto). Anche se tu questo nesso non l'hai esplicitato (per come ti conosco da qui, ti sarà sembrato troppo ovvio, quasi offensivo...), la tua spiegazione mi ha permesso di farlo.

Re: Un esercizio Norton

MessaggioInviato: 17 giu 2021, 1:01
da EdmondDantes
:ok: