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Rapporto di trasformazione.

Circuiti, campi elettromagnetici e teoria delle linee di trasmissione e distribuzione dell’energia elettrica

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[1] Rapporto di trasformazione.

Messaggioda Foto Utentemrc » 10 lug 2009, 13:20

Buon pomeriggio.
In alcune misure sui trasformatori occorre sapere il rapporto di trasformazione.
Tale rapporto nel caso di un trasformatore ad un primario ed un secondario è:

V1(prim.)/V2(sec.)

Mi chiedevo, non avendo nessun riscontro ( perché in tutte le spiegazioni di solito viene sempre preso come esempio un trafo ad un primario ed un secondario), nel caso di un trafo monofase con un primario e più secondari con diverse tensioni come si calcola il rapporto di trasformazione?
Immagino che i vari rapporti di trasformazione riferiti ad ogni secondario si calcolino allo stesso modo, di cui sopra, però nei casi in cui si abbia bisogno di un valore unico come si procede?

Se qualcuno, per favore, mi può rispondere.

Grazie.
Marco.
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[2] Re: Rapporto di trasformazione.

Messaggioda Foto Utentemir » 10 lug 2009, 14:23

sappaiamo che il rapporto di trasformazione a vuoto K0 di un trasfromatore si determina con il rapporto della tensione primaria V1 e la tensione secondario V20 misurata fra i morsetti del secondario senza carico collegato,e questo rapporto nei trasformatori monofase, coincide con il rapporto spire "m"dei rispettivi avvolgimenti:
K0 = V1 / V20 = N1 / N2 = m
nel caso si considerassero trasformatori trifasi,vien da se che andranno per le singole colonne le tensioni di fase, se volessimo considerare le tensioni ai morsetti andrà considerato lo schema di connessione fra le singole fasi.
la maniera piu' semplice per la determinazione di questo K0 è la misura diretta delle tensioni primarie e secondarie a vuoto mediante l'utilizzo di strumenti, o meglio voltmetri con alta resistenza interna,per limitare la corrente assorbita dagli strumenti stessi.
mrc ha scritto:però nei casi in cui si abbia bisogno di un valore unico come si procede?

questa domanda non mi è chiara,cosa intendi per unico ?
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[3] Re: Rapporto di trasformazione.

Messaggioda Foto Utentemrc » 10 lug 2009, 14:35

Grazie mir.
Per valore unico intendevo dire:
nel caso ad esempio della prova di un trafo con i secondari in corto circuito per determinare la L residua o la R residua ( in questa prova di solito si pongono tutti i secondari in corto circuito ) occorre conoscere il rapporto di trasformazione, da usare nelle varie formule; nel caso di un trafo monofase a più secondari con diverse tensioni, il valore di tale rapporto come lo si determina?

Marco
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[4] Re: Rapporto di trasformazione.

Messaggioda Foto Utentemir » 10 lug 2009, 14:52

mrc ha scritto:nel caso ad esempio della prova di un trafo con i secondari in corto circuito ....

nella prova di corto circuito di un trafo non credo che si consideri il rapporto di trasformazione (tra l'altro prima parlavo del Ko a vuoto--),
a meno che non si stia parlando di determinare la resistenza e reattanza equivelenti del circuito primario e secondario del trasformatore, in tal caso (attendiamo smentita/conferma) presumo che non ci sia un "unico Ko" ma diversi per singoli avvolgimenti secondari e rispettive tensioni a vuoto,
attenzione attendi conferma :D
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[5] Re: Rapporto di trasformazione.

Messaggioda Foto Utenteadmin » 10 lug 2009, 15:58

Non ha alcun senso il rapporto di trasformazione unico. I rapporti di trasformazione sono tanti quanti sono gli avvolgimenti secondari.
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[6] Re: Rapporto di trasformazione.

Messaggioda Foto Utentemrc » 10 lug 2009, 16:29

Grazie admin.
Forse mi sono espresso male e mi scuso. :oops:
Provo a spiegarmi meglio.

Mi è stato spiegato questo procedimento:
Nelle misure per determinare l' iduttanza dispersa di un trasformatore occorre porre in corto circuito tutti i secondari poi si applica una tensione graduale, partendo da zero, al primario fino a quando non si raggiunge il valore della corrente nominale sul primario, dopo con questi valori di corrente, tensione e applicando una serie di formule si arriva a determinare il valore della L dispersa.
Usando tali formule occorre anche il rapporto di trasformazione che, mi è stato detto, nel caso si pongano tutti i secondari in corto circuito, assume un valore solo.

Anch' io so che i rapporti di trasformazione sono tanti quanti i secondari è per questo che mi è nato il dubbio.

Pur avendo la curiosità di verificare tale procedura non sono riuscito a trovare nessuna spiegazione né sul mio testo di elettrotecnica né in rete.

Se, per favore, mi potete dare una mano a capire vi ringrazio moltissimo!

Marco
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[7] Re: Rapporto di trasformazione.

Messaggioda Foto Utenteadmin » 10 lug 2009, 18:25

mrc ha scritto:[..] per determinare l' iduttanza dispersa di un trasformatore occorre porre in corto circuito tutti i secondari poi si applica una tensione graduale, partendo da zero, al primario fino a quando non si raggiunge il valore della corrente nominale sul primario, dopo con questi valori di corrente, tensione e applicando una serie di formule si arriva a determinare il valore della L dispersa. Usando tali formule occorre anche il rapporto di trasformazione che, mi è stato detto, nel caso si pongano tutti i secondari in corto circuito, assume un valore solo.

Io ho l'impressione che, per una qualche misteriosa ragione, voi studenti, a volte, siate un po' masochisti, e diate per certo un "sentito dire" di cui non si trova riscontro da alcuna parte.
Dici: "mi è stato spiegato questo procedimento"; parli di formule misteriose, che usano un rapporto di trasformazione unico ecc.
Beh, intanto io direi: saprai pure chi te ne ha parlato, quindi il più titolato a spiegarti questo "pettegolezzo", diciamo così, dovrebbe essere lui. Basta chiederglielo: o è un'entità astratta ed irraggiungibile?

Io non ne so nulla di quanto racconti e ci credo poco (molto poco).

Per ricavare il circuito equivalente di un trasformatore a più avvolgimenti, si eseguono, separatamente, le prove di cortocircuito su ogni secondario, con tutti gli altri aperti.
Quindi dalle impedenze di cortocircuito ricavate da ogni misura, in modo perfettamente identico a quelle ricavate per un trasformatore normale a due avvolgimenti, si determinano le impedenze da attribuire alla rete equivalente a stella.

Se, ad esempio, sono tre gli avvolgimenti, dette \dot Z_{12}, \dot Z_{23} e \dot Z_{13} le impedenze di corto circuito determinate nelle prove separate, le impedenze da inserire nella rete equivalente a stella si ricavano da un sistema ricavato dalle condizioni imposte dalle prove effettuate che fornisce
\dot Z_1=\frac {\dot Z_{12}+\dot Z_{13}-\dot Z_{23}}{2}
\dot Z_2=\frac {\dot Z_{23}+\dot Z_{12}-\dot Z_{13}}{2}
\dot Z_3=\frac {\dot Z_{13}+\dot Z_{23}-\dot Z_{12}}{2}
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[8] Re: Rapporto di trasformazione.

Messaggioda Foto UtenteRenzoDF » 10 lug 2009, 20:14

scusa mrc, forse te l'ho già chiesto, ma ... dove studi e cosa ? ...grazie :D

trasformatori a più avvolgimenti ? ... finalmente qualcosa di serio, quelli a due avvolgimenti sono troppo semplici e ci hanno stufato :!: :mrgreen:

Pisa ? ... lì se i trasformatori non hanno almeno 7 avvolgimenti, manco li considerano :D

mrc ha scritto:
nel caso ad esempio della prova di un trafo con i secondari in corto circuito per determinare la L residua o la R residua


solo una domanda ... a cosa ci si riferisce con L residua e R residua ? Grazie
"Il circuito ha sempre ragione" (Luigi Malesani)
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[9] Re: Rapporto di trasformazione.

Messaggioda Foto Utentemrc » 10 lug 2009, 20:29

Purtroppo non sono uno studente.
Mi sono diplomato qualche decina di anni fa.
In questi ultimi mesi ho deciso di ripassare molte cose ( perché molti argomenti li ho dimenticati) sull' argomento elettronica elettrotecnica, nel tempo che ho a disposizione. Lavoro in questo campo. ( ma non sono molto aggiornato )
Mi sono iscritto sul vostro sito perché ho visto che mi è molto utile.
Cerco oltre che di avanzare richieste anche di collaborare con le risposte ad altri utenti.

Mi scuso se ho postato un argomento con poco senso. Spero di migliorare con i prossimi post.

Ringrazio admin per la spiegazione.

Scusandomi di nuovo.
Marco.
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[10] Re: Rapporto di trasformazione.

Messaggioda Foto Utentemrc » 10 lug 2009, 20:33

Rispondo in ritardo a RenzoDF. ( Oltre al resto cerco anche di imparare ad usare il PC).
Di R residua ed L residua, nei trafo, ne ho sentito parlare al lavoro.
E appunto avevo deciso di chiedere a voi un chiarimento.

Grazie.

Marco.
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