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Splitter con J-Fet. Può funzionare questo schema?

Elettronica lineare e digitale: didattica ed applicazioni

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[21] Re: Splitter con J-Fet. Può funzionare questo schema?

Messaggioda Foto UtenteBrunoValente » 18 set 2019, 19:48

MarcoD ha scritto:Come fai dallo schema distinguere il drain dal source ? , o forse i FET sono simmetrici?


Mi pare siano quasi simmetrici, quindi non proprio simmetrici, perciò è bene rispettare la piedinatura riportata nel datasheet.

Io negli schemi li disegno con la freccia al centro ma i piedini drain e source andrebbero indicati con D e S, anche se in genere chi sa leggere gli schemi sa individuarli facilmente anche se non sono segnati.

In effetti forse sarebbe meglio decentrare la freccia verso il source per evitare ambiguità.
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[22] Re: Splitter con J-Fet. Può funzionare questo schema?

Messaggioda Foto Utentesettembre » 18 set 2019, 22:38

Nella libreria esiste sia il simbolo N che P ma mi sembra che siano uguali. Quindi sì, sarebbe ottimo modificare il simbolo in modo da poter distinguere i due tipi di canali. Anche per questo motivo ho messo il nome del fet.
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[23] Re: Splitter con J-Fet. Può funzionare questo schema?

Messaggioda Foto Utentesetteali » 19 set 2019, 8:53

I due tipi di canale N & P esiste già in libreria, lo dici anche te, sarebbe solo da spostare il G leggermente in basso per distinguere il Source dal Drain.
Alex
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[24] Re: Splitter con J-Fet. Può funzionare questo schema?

Messaggioda Foto UtenteBrunoValente » 19 set 2019, 9:09

settembre ha scritto:Nella libreria esiste sia il simbolo N che P ma mi sembra che siano uguali.

Non sono uguali, cambia il verso della freccia.
La questione è riuscire a riconoscere dove è il drain e dove è il source nel simbolo utilizzato nello schema, indipendentemente dal tipo di canale.
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[25] Re: Splitter con J-Fet. Può funzionare questo schema?

Messaggioda Foto UtenteMarcoD » 19 set 2019, 9:37

La discussione si è spostata su un aspetto di qualità della documentazione.

ma i piedini drain e source andrebbero indicati con D e S, anche se in genere chi sa leggere gli schemi sa individuarli facilmente anche se non sono segnati.


E' vero, però, pensate in un'ottica professionale:
Il progettista (elettronico) progetta il circuito e disegna lo schema, lo fornisce allo specialista
del progetto esecutivo (potrebbe essere di una altra ditta subfornitrice oppure è un giovane neoassunto), con conoscenze non necessariamente elettroniche, con l'incarico di montare e collegare (saldare) i componenti su una basetta millefori, o su un circuito stampato progettato appositamente.

Avendo scambiato drain con source il progettista durante il collaudo si accorge che il circuito funziona male e spende tempo a dissaldare i fet e a invertirli (sperando che il pin del gate sia al centro).



Chi è da biasimare; chi ha montato il prototipo o chi ha disegnato uno schema ambiguo ?

Post scriptum:
nello schema elettrico, aggiungerei un condensatore da 0,1 uF fra +12V e massa.
Teoricamente è inutile, ma se le connessioni fra schedina e alimentatore +12 V, sono lunghe più di una decina di centimetri (presentano induttanza non trascurabile) può evitare malfunzionamenti ( oscillazioni ad alta frequenza).
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[26] Re: Splitter con J-Fet. Può funzionare questo schema?

Messaggioda Foto Utenteedgar » 19 set 2019, 10:14

BrunoValente ha scritto:In effetti forse sarebbe meglio decentrare la freccia verso il source per evitare ambiguità.

Sono andato a vedere il documento IEEE Std 315-1975, Graphic Symbols for Electrical and Electronics Diagrams.
Elenca questi due simboli per il JFET a canale N
jfet.jpg
jfet.jpg (10.4 KiB) Osservato 427 volte

Il simbolo approvato IEC è quello col gate decentrato, che non da adito ad ambiguità.
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[27] Re: Splitter con J-Fet. Può funzionare questo schema?

Messaggioda Foto UtenteDarwinNE » 19 set 2019, 11:39

BrunoValente ha scritto:Mi pare siano quasi simmetrici, quindi non proprio simmetrici, perciò è bene rispettare la piedinatura riportata nel datasheet.


Il JFET di per sé è perfettamente simmetrico, la presenza del drain e del source viene determinata dalla polarizzazione. Per quanto riguarda i dispositivi discreti, mi pare che le differenze tra drain e source vengano soprattutto dai parametri parassiti leggermente diversi a causa delle esigenze di produzione che lo rendono asimmetrico in qualche caso. Mi pare che Foto UtenteIsidoroKZ ne abbia scritto a proposito, una volta o due.

La situazione è simile con i MOSFET, perlomeno quando non hanno il bulk collegato con un piedino che diventa per forza di cose il source :-) Una caratteristica desiderabile di un modello "serio" di un MOSFET è difatti che rispetti questa simmetria.

Tutto questo non avviene con i transistor bipolari che sono dispositivi intrinsecamente asimmetrici.
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[28] Re: Splitter con J-Fet. Può funzionare questo schema?

Messaggioda Foto Utentesettembre » 23 set 2019, 18:41

Ho fatto il circuito e funziona da 1khz (o 1mhz non ricordo) fino a 28mhz . Però ha difficoltà con i segnali di ingresso sotto gli 0,7volt il che è strano in quanto un j-fet dovrebbe poter gestire segnali sino a 0,2volt se non erro e soprattutto essendo un modello per vhf/uhf doveva salire almeno fino al limite della mia strumentazione cioè 60mhz. Ho visto che modificando R4 e R6 aumenta il guadagno.Forse è la fattura del circuito molto sperimentale oppure anche componente di dubbia qualità avendolo preso su ebay. A dire la verità le due onde invertite le otterrei anche con un solo j-fet. Come posso conoscere il guadagno di un circuito simile fatto solo con uno stadio?
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[29] Re: Splitter con J-Fet. Può funzionare questo schema?

Messaggioda Foto Utenteedgar » 23 set 2019, 20:40

settembre ha scritto:essendo un modello per vhf/uhf doveva salire almeno fino al limite della mia strumentazione cioè 60mhz

Sicuramente ci arriverebbe ma non su una millefori con collegamenti lunghi e non adattati. All'aumentare della frequenza i fenomeni di capacità e induttanza parassita del circuito stesso diventano pesanti
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[30] Re: Splitter con J-Fet. Può funzionare questo schema?

Messaggioda Foto Utenteclaudiocedrone » 23 set 2019, 23:18

Foto Utentesettembre, per favore, "M" di "mega" maiuscola altrimenti significa "milli" e "H" di hertz ugualmente maiuscola;
Riguardo il montaggio: quei collegamenti sono chilometrici già per la banda audio, figuriamoci con i megahertz; se vuoi qualche risultato utile ti consiglio piuttosto un montaggio "dead bug"; tronca i reofori ai resistori e usa condensatori più piccoli (sempre allo scopo di accorciare l'anguilla) tanto sei in bassissima tensione; nemmeno i trimmer multigiri vanno bene poiché a quelle frequenze la loro induttanza si fa sentire pesantemente; dulcis in fundo twista tra loro i conduttori di alimentazione.
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