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LED alimentato a 230 V

Elettronica lineare e digitale: didattica ed applicazioni

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[11] Re: LED alimentato a 220 V

Messaggioda Foto UtentePietroBaima » 14 lug 2014, 22:49

Sì, alimentare il circuito a led con una sola resistenza, a 230V non dovrebbe essere fatto.

Il problema più grave che vedo è che le resistenze "solite" sopportano male 230V applicati direttamente ai loro terminali. Sarebbe meglio metterne 2 o 3 in serie (che occupano poco spazio in più perché la loro potenza dissipata si riduce).
Il condensatore direi che non sia una buona idea, perché, come già detto non isola affatto.
Bisognerebbe metterne due (uno sul filo di fase e l'altro sul neutro).
Purtroppo, finendo in serie, bisogna metterli di capacità doppia, mentre la tensione di lavoro deve essere sempre di 400V.
Bisognerebbe mettere anche una resistenza a loro in serie per evitare che, durante il transitorio di accensione (in pratica quando si infila la spina nella presa) la corrente sul led diventi eccessiva.
Inoltre, quando si stacca la spina i condensatori restano carichi e se qualcuno tocca entrambi i terminali della spina riceve una scarica poco gradevole.
Per fare in modo che si scarichino in fretta è necessario porre in parallelo, a ciascuno di loro, una resistenza di circa 1M\Omega.
Ora, due condensatori di quel tipo, resistenza (di potenza) in serie e resistenze in parallelo diventano ingombranti quanto un piccolo trasformatore (ne esistono di davvero piccoli) e resistenza da 1/8W in serie al led. Senza contare poi che bisogna mettere almeno un altro diodo per fare in modo di assorbire corrente in modo bilanciato da entrambe le semionde, in modo tale per cui i condensatori non si carichino ad una tensione di offset troppo alta.

Direi però che, se si intende solo fare una piccola spia di segnalazione, la soluzione di porre 3 resistenze in serie da 33k\Omega da 1/2W cadauna al led senza null'altro sia egregia.
Il led non farà molta luce (ricordiamo che è acceso con duty cycle al 50% e con una corrente non troppo alta) ma la soluzione è molto semplice.
I led da utilizzarsi per questa applicazione possono essere i classici rossi, gialli e verdi.
Usare un led blu o bianco significa bruciarlo. Per questi ultimi o si mette un altro led in antiparallelo o si mette un diodo in antiparallelo o anche in serie (ma è meglio in antiparallelo per EMI).
Ho visto che un led "classico" ha una tensione di breakdown di circa 80V.

Ciao,
Pietro.
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Io capisco le cose per come le scrivete. Per esempio: K sono kelvin e non chilo, h.z è la costante di Planck per zepto o per la zeta di Riemann e l'inverso di una frequenza non si misura in siemens.
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[12] Re: LED alimentato a 220 V

Messaggioda Foto Utentestefanob70 » 15 lug 2014, 8:50

max1971 ha scritto:Anche il condensatore per un LED è un po' eccessivo, ce ne vorrà uno da almeno 400v

mi riferivo all'ingombro(non l'ho specificato)perché in quanto ad isolamento sarebbe valido.
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[13] Re: LED alimentato a 220 V

Messaggioda Foto Utentemax1971 » 15 lug 2014, 9:28

PietroBaima ha scritto:
Direi però che, se si intende solo fare una piccola spia di segnalazione, la soluzione di porre 3 resistenze in serie da 33k\Omega da 1/2W cadauna al LED senza null'altro sia egregia.
Il LED non farà molta luce (ricordiamo che è acceso con duty cycle al 50% e con una corrente non troppo alta) ma la soluzione è molto semplice.
I LED da utilizzarsi per questa applicazione possono essere i classici rossi, gialli e verdi.


Per portare in sicurezza il led ti riferisci a questo schema? Non mi fido a installarlo sulla rete senza il diodo il led si brucerebbe....

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[14] Re: LED alimentato a 220 V

Messaggioda Foto UtentePietroBaima » 15 lug 2014, 12:05

stefanob70 ha scritto:mi riferivo all'ingombro(non l'ho specificato)perché in quanto ad isolamento sarebbe valido.


Ti faccio un esempio.
Guarda questo trasformatore, pesa 20g, è da 350mVA, 230V to 9V, e le dimensioni sono 22 x 22.7 x 15 mm^3.

Un condensatore da solo non isola dalla rete, perché se la spina viene inserita nella presa in modo tale per cui si realizzi questo schema:




si ha la fase direttamente sul led.
Inoltre, in questo caso, serve inserire D2, per far apparire il carico bilanciato a C1.
La resistenza R2 serve per far scaricare il condensatore quando si stacca la spina, altrimenti potrebbe restare carico a tensione di rete per un tempo considerevole e scaricarsi sul malcapitato che inavvertitamente tocchi entrambi i terminali della spina.
Se si vuole garantire l'isolamento bisogna utilizzare questo schema:


Un condensatore da 1\muF 400V, per esempio questo, ha un ingombro di 8.5 x 18 x 26mm^3.
Bisogna metterne due, oltre che a tutto il resto della componentistica.
Inoltre l'isolamento non è garantito a condensatori scarichi, cioè nel momento in cui la spina viene inserita nella presa.

Direi che convenga quindi utilizzare il piccolo trasformatore di prima.
Poi nulla vieta di cercare condensatori più piccoli, ma io non ne ho trovati (ma non è detto che non ci siano).

max1971 ha scritto:Per portare in sicurezza il LED ti riferisci a questo schema? Non mi fido a installarlo sulla rete senza il diodo il LED si brucerebbe....

Sì, mi riferisco allo schema da te postato.
Chiaramente puoi fare come vuoi, un diodo in più non costa e ingombra molto, ma la potenza che dissipa un led, considerando lo schema che hai postato è più che accettabile.
Se vuoi inserirlo ti consiglio di metterlo in antiparallelo al led (e, pensa bene, potresti usare anche un 1N4148, in questo caso. Pensa a che tensione e corrente massima sarebbe sottoposto ;-) ).
Facendo così il carico apparirebbe più simmetrico alla rete e introdurresti molte meno armoniche su di essa.

Ti consiglio di provare con e senza diodo, vedrai che non si distruggerà nulla.

Ciao,
Pietro.

EDIT: mi sono dimenticato di ribadire il concetto che lavorare direttamente a tensione di rete può essere molto pericoloso. Bisogna sempre prestare la massima attenzione.
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[15] Re: LED alimentato a 220 V

Messaggioda Foto Utentemax1971 » 15 lug 2014, 12:37

Sì, mi riferisco allo schema da te postato.
Ciao,
Pietro.
EDIT: mi sono dimenticato di ribadire il concetto che lavorare direttamente a tensione di rete può essere molto pericoloso. Bisogna sempre prestare la massima attenzione.


Scusa Pietro, mi puo' spiegare chiaramente perché una sola resistenza sopporta male 230v e che dovrebbe essere messo 2 o 3 resistenze in serie? Se non una sola resistenza da 100k ha lo stesso valore in ohm di 3 da 33k, che cambia?
Ultima modifica di Foto Utentestefanob70 il 15 lug 2014, 12:48, modificato 1 volta in totale.
Motivazione: Evitare di citare completamente il testo.
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[16] Re: LED alimentato a 220 V

Messaggioda Foto Utentestefanob70 » 15 lug 2014, 12:45

Scusa pietro riguardo l'isolamento intendevo il trasformatore,non il condensatore. :roll:
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[17] Re: LED alimentato a 220 V

Messaggioda Foto UtentePietroBaima » 15 lug 2014, 12:48

Una resistenza oltre che avere una potenza massima sopportabile, ha anche una tensione massima sopportabile.
Se esagero è possibile che la resistenza si deteriori, pur restando entro la potenza massima dissipabile.
Per esempio può succedere, per le resistenze a filo avvolto (per fare un esempio semplice) che si inneschino delle scariche tra avvolgimenti contigui. I motivi sono molteplici.
Prendiamo, per esempio, il datasheet di una classica resistenza TH da 1/4W, questo.

Guarda la tabella in prima pagina, su Characteristics- Electrical e cerca la riga Limiting Element Voltage (V). Per una CRF16 (quella classica), la tensione massima applicabile è 200V.
Quando la tensione di rete arriva al valore massimo si hanno 325V circa.
E' troppo, anche se è vero che la tensione di rete resta sopra i 200V per un periodo molto limitato di tempo stiamo andando fuori dalle specifiche: non è affatto una bella cosa.
Sarebbe meglio mettere almeno 2 resistenze in serie, in modo che ciascuna di loro riceva al massimo una tensione di 325V/2=162V, che è entro le specifiche.
Per stare tranquillo, in genere, ne metto tre perché così sono più protetto contro sovratensioni che casualmente avvengono sulla linea, per esempio a causa di carichi induttivi o altro.

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[18] Re: LED alimentato a 220 V

Messaggioda Foto UtentePietroBaima » 15 lug 2014, 12:49

stefanob70 ha scritto:Scusa pietro riguardo l'isolamento intendevo il trasformatore,non il condensatore. :roll:

figurati, no problem :ok:
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[19] Re: LED alimentato a 220 V

Messaggioda Foto Utentemax1971 » 15 lug 2014, 13:54

ok grazie della spiegazione.
un altro chiarimento, se spostando una resistenza come in questo schema non ci saranno cambiamenti, vero? o è molto meglio lasciarle tutte e 3 le resistenze in serie?


Foto Utentemax1971 Ti era stato detto di non citare per intero tutto il post,ma solo la frase d'interesse.
Ultima modifica di Foto Utenteadmin il 15 lug 2014, 14:19, modificato 3 volte in totale.
Motivazione: Evitare di citare per intero il corpo del testo (secondo avviso)
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[20] Re: LED alimentato a 220 V

Messaggioda Foto UtentePietroBaima » 15 lug 2014, 14:35

Sì, è la stessa cosa, anzi così è un po' meglio dal punto di vista dell'isolamento :ok:

PS: non citare tutto quando non serve, rischi di rendere illeggibile il thread.
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