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Leggenda dell'Epifania


I re Magi erano ricchi e potenti, ognuno nel suo vasto regno.
Si amavano come fratelli e studiavano per migliorare le sorti dell'umanità, avendo già bene risolto i problemi dei loro stati.
Pensavano di poterci riuscire studiando le stelle perché, secondo loro, i movimenti della infinita moltitudine dei corpi celesti non potevano essere privi di significato, come i disegni di un bambino sulla sabbia.
Una buona volta comparve una Cometa, che senza ombra di dubbio avrebbe indicato loro la soluzione cercata. Tutti i segni del cielo erano finalmente chiari ed inequivocabili.
Si misero in viaggio sui loro cammelli, portando con sé ricchi doni: oro, incenso e mirra per gli sconosciuti, perfetti sapienti verso i quali la Cometa li avrebbe guidato.
O forse era un antico manoscritto, che bisognava scoprire? O una civiltà sconosciuta e lontana? Felici della meravigliosa esperienza, si misero in viaggio.

Verso la fine del viaggio, si unirono a loro alcuni pastori della zona, ma essi non ricevettero e non mostrarono alcun fastidio.
Alla fine la Cometa indicò in modo preciso il luogo della rivelazione: si trattava di una grotta.
I tre Magi scesero dai loro cammelli ed entrarono.
La grotta non era vuota; una donna sorpresa dal parto vi aveva trovato rifugio, e lì aveva dato alla luce. Vi erano poi un bue, un asino e niente altro.
La Cometa si era forse presa gioco di loro? Delusi ed irati, ristettero un poco a pensare, e riguardarono la scena che si offriva ai loro occhi. La donna era esausta, bellissima e serena. Il bambino guardava il tetto della sua nuova casa, pareva che fosse lui a illuminare la scena. L'uomo, pieno di meraviglia e di felicità, cercava di rendersi utile.
Non era forse tutto lì, il mistero della vita? Mai si era presentato in una forma così essenziale.
I re Magi si sentirono profondamente commossi, come se stessero assistendo alla creazione dell'Universo.
Se avessero potuto capire bene quell'attimo, avrebbero finalmente capito se stessi ed il mistero che li avvinceva.
Ciascuno dei tre, in particolari momenti della sua vita, si era trovato vicino ad una felicità simile, ma poi ne era stato distolto dal fiume dell'esistenza.
Si inginocchiarono insieme ai pastori, poi deposero sulla paglia l'oro, l'incenso e la mirra che erano destinati ai potenti ed ai sapienti.
Col cuore ancora commosso, ripresero muti la via del ritorno, meditando la lezione ricevuta.
L'ansia del giorno che verrà era più che mai forte in loro, adesso che la Vita era nata, più irreversibile dello stesso caos da cui aveva preso origine.

cometa.jpg

cometa.jpg

Nota: immagina tratta dal sito

http://www.monrealepress.it/2016/12/31/torna-la-cometa-capodanno-sara-visibile-almeno-un-binocolo/

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Commenti e note

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di ,

In effetti è una versione laica, comunque non mi pare che vada contro la ns. religione.

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di ,

A me piace cosi, parlare semplicemente di un bambino rende tutto più attuale e comprensibile.

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di ,

Piace anche a me. Quel "bambino"però l'avrei chiamato con il suo nome, noto a tutti: Gesù Bambino. Così sarebbe stato ancora più bello.

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di ,

Davvero bello e ben scritto. Complimenti!

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di ,

Sì grazie, lo ho scritto io cercando di entrare nella leggenda tradizionale senza allontanarmene troppo.

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di ,

Molto bello, lo hai scritto tu o è una leggenda tradizionale?

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