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TLC Bignami 6a parte

Indice

Premessa

L’intento di questo EYBignami è divulgativo: vuole offrire una panoramica sulle telecomunicazioni senza entrare nei dettagli ma presentando una sintesi dei principali concetti e formule usati nella tecnica delle telecomunicazioni. I contenuti sono estratti dal libro on line “Trasmissione dei Segnali e Sistemi di Telecomunicazione” di Alessandro Falaschi, docente presso l’Università La Sapienza di Roma, che ne ha gentilmente autorizzato l’uso, disponibile integralmente per il download gratuito su http://www.teoriadeisegnali.it e che potrà essere usato per gli approfondimenti. Il prof. Falaschi infatti mette a disposizione il suo libro nel preciso intento di far circolare l'informazione anziché sottrarla al pubblico mettendola in vendita.

Introduzione

Questa 6a parte contiene la descrizione, ancora incompleta, dei sistemi di telecomunicazione, ossia insiemi di apparati interconnessi finalizzati a realizzare l'obiettivo della telecomunicazione: trasmissione e ricezione di messaggi multimediali, che abbiamo definito nella 1a parte.

Tratteremo per sommi capi i seguenti argomenti:

  • Ingegneria del traffico delle reti
  • Reti a commutazione di circuito
  • Reti a pacchetto, in particolare Internet

Restano da esaminare nella 7a parte le Reti a diffusione, in particolare la tv analogica, radio FM, tv satellitare; mentre la tv digitale e i sistemi radiomobili saranno oggetto di trattazioni successive.

Condivisione dei canali e "traffico" di rete

I messaggi, entità astratte, vengono trasportati da segnali, entità energetiche dalla forma finalizzata a stabilire con essi un'associazione biunivoca. A loro volta i segnali viaggiano attraverso canali fisici. In altre parole i segnali rappresentano i messaggi e tutto il processo di comunicazione consiste nel passare dai messaggi ai segnali (sorgente), spostamento dei segnali attraverso uno o più canali (trasmissione e ricezione) e passaggio inverso dai segnali di nuovo ai messaggi (destinazione).

In un canale fisico possiamo distinguere un aspetto materiale (cavi in fibra o in metallo, porzione di spazio vuoto o occupato da materia liquida o gassosa, più raramente solida) e un aspetto energetico (potenza trasmissibile). Questo secondo aspetto consente di inserire in un canale materiale più canali "virtuali", ottenuti con un processo di "multiplazione". La multiplazione, che si basa sulla manipolazione della forma dell'energia, può avere luogo nel tempo o nella frequenza, o, più di recente, nel codice. I canali fisici sono chiamati "le portanti" o "i portanti" nel gergo delle TLC italiane e non sono da confondere con le portanti modulate.

Dal punto di vista del servizio, i canali possono essere di 2 tipi:

  • dedicato, quando applicati solo tra due utilizzatori in modo temporaneo (ad esempio il tempo di una conversazione telefonica) oppure in modo permanente;
  • condiviso, quando servono (contemporaneamente o no) più utilizzatori.

Dato che i canali sono risorse economicamente prezione, si cerca di condividerli il più possibile, approfittando del fatto che spesso il loro utilizzo non è continuo nel tempo, ma saltuario. Tipico è il caso del telefono. La condivisione temporanea viene realizzata attraverso un procedimento detto commutazione, che sarà illustrato più oltre.

Nella telefonia fissa (in declino) la condivisione si ferma in prossimità dell'utente, il quale è permanentemente connesso con un doppino telefonico alla centrale o al centralino. Nella telefonia mobile invece anche il canale che giunge all'utente è condiviso.

Per progettare una buona condivisione il criterio più opportuno risulta quello basato sul concetto di grado di servizio, a sua volta basato sul concetto di probabilità di servizio effettuato a buon fine.

Reti di trasmissione

Una Rete in generale è un insieme di collegamenti (linee) tra "nodi", in analogia con le reti da pesca ma senza la loro regolarità e simmetria. In matematica il corrispettivo della rete è il grafo. In alcuni casi le linee delle reti sono "canali" che trasportano oggetti (es.rete idrica, stradale, distribuzione gas, etc.) oppure energia elettromagnetica, come nel caso delle reti di trasmissione finalizzate alla telecomunicazione, di cui ci occupiamo qui.

Descrivere e classificare sinteticamente le reti di trasmissione è un compito molto difficile perchè sono aggregati che possono raggiungere un elevato grado di complessità. Fino all'inizio del millennio si potevano distinguere per costituzione le reti telefoniche da quelle informatiche. Oggi tutte le reti sono digitalizzate e quindi, almeno sul piano tecnologico, sono reti informatiche, anche se questo termine indica tradizionalmente reti di computer e di terminali dedicate a calcoli di vario genere (tipicamente amministrativo e contabile). Ma è chiaro che le centrali telefoniche odierne non sono altro che computer dotati di adeguata potenza di calcolo dedicati sostanzialmente all'instradamento (routing).

Possiamo ora cercare di evidenziare alcuni aspetti rilevanti delle reti di trasmissione.

Architettura. E' un termine ambiguo perchè viene correntemente usato con più significati:

  • Infrastruttura. E' l'insieme dei collegamenti fisici e degli apparati di intradamento e/o utilizzazione (nodi). Una rete estesa è necessariamente gerarchica, ossia suddivisa in più livelli di subordinazione.

Dal punto di vista dell'estensione, nelle reti informatiche si distinguono LAN (Local Area Network), MAN (Metropolitan Area Network) e WAN (Wide Area Network). Le reti telefoniche sono gerarchizzate per zone territoriali, come sarà illustrato più oltre.

La scalabilità, ossia la capacità di poter essere estesa in modo economico nelle prestazioni, è una delle caratteristiche desiderabili in molti tipi di rete.
La "ridondanza", ottenuta duplicando (talvolta moltiplicando) apparati di rete e/o canali fisici (Disaster recovery) è un fattore che inerisce alla disponibilità (A = Availability) di un sistema, che è definita come A = UpTime / (UpTime + DownTime)
  • Topologia. La topologia di una rete è la forma dell'insieme delle connessioni fisiche possibili:
Punto - Punto (Point to point)
Stella (Star)
Linea (Line)
Bus
Albero (Tree)
Anello (Ring)
Maglie (Mesh)
Mista (combinazioni varie delle forme precedenti)

La topologia può essere fisica o virtuale, secondo che i canali siano di un tipo o dell'altro. Si può cioè realizzare una topologia a stella virtuale "appoggiata" su una topologia a maglie.

  • Architettura software. E' la struttura dell'insieme dei moduli di programma che realizzano le funzionalità richieste al sistema. Un caso tipico è l'architettura dei protocolli di comunicazione ISO-OSI, descritta più oltre. Un altro caso riguarda i metodi di accesso (protocolli e tipi di segnale) alle LAN: Ethernet, Token Ring (ormai obsoleta), TCP/IP, ...
  • Servizi di rete. Una rete fornisce principalmente un servizio di connettività, ma può farlo in modi e tempi differenziati a seconda delle esigenze e degli aspetti economici coinvolti. I modelli di comunicazione utilizzati sono sostanzialmente due:
  • Peer to peer (da pari a pari)
  • Client server, che è un modello simile al master slave. Il server (software) risponde alle richieste diservizio del client (software). Il termine server riferito ad una macchina hardware è relativo al fatto che quella macchina ospita uno o più server software relativi a diversi servizi di rete.

Esempi di servizi "tradizionali" relativi alle reti TCP/IP sono:

  • E-mail: Server SMTP (Simple Mail Transfer Protocol) porta 25; :Server POP3 (Post Office Protocol ver. 3) porta 110
  • Web: Server HTTP (Hyper-Text Transfer Protocol) porta 80
  • Trasferimento file: Server FTP (File Transfer Protocol) porta 20 upload / 21 download
  • Terminale remoto: Server Telnet porta 23

Oltre a ciò una rete può fornire altri servizi, come la fatturazione di alcuni utilizzi, la condivisione delle risorse (server, printer, file. etc.)

  • Gestione e manutenzione della rete. E' un tema di primaria importanza e comprende vari aspetti:
Configurazione. E' necessaria la presenza di strumenti (il più possibile di tipo software) che consentano di configurare i collegamenti (interni ed esterni) secondo le esigenze operative.
Sicurezza. La rete deve disporre di strumenti di protezione verso il malware e gli attacchi informatici esterni e interni, in forma di apparati (Firewall) e di software "di guardia".
Monitoraggio. E' costituito da strumenti che rilevano il funzionamento della rete e la sua congruità rispetto agli obiettivi, in particolare l'allarmistica (sia immediata che di tendenza) e l'analisi statistica dei flussi di dati e dei comportamenti degli utenti
Manutenzione. E' uno dei punti critici di tutti i sistemi. Si distinguono vari tipi di manutenzione: preventiva, migliorativa, correttiva.

Un canale che nella topologia ad albero (o a bus) costituisce un "ramo", o che, nella topologia a stella è uno dei suoi "raggi" viene chiamato tributario. Questo termine è usato per i fiumi come sinonimo di affluente e si contrappone a effluente o distributario, ossia il fiume principale che accoglie gli affluenti.

Classificazione tradizionale delle reti

Sono suddivise in tre categorie in base al contenuto dei messaggi trasportati:

  • Reti telefoniche
  • Reti dati
  • Rete radio e Tv

Le prime due condividono in gran parte l'infrastruttura, mentre la terza la condivide solo in parte. Inoltre, a causa della digitalizzazione dilagante, la telefonia e i dati si vanno rapidamente fondendo in un unico tipo, mentre la distinzione rimane solo per le sorgenti e le destinazioni dei messaggi.

La prima rete di telecomunicazione elettrica (quella ottica "pura" si trova in Cina già nel IV secolo A.C. e poco dopo anche nell'impero romano, mentre il telegrafo ottico conosce una certa diffusione nella Francia del '700) è stata la rete telegrafica terrestre, una rete dati. Dopo vari esperimenti durante i primi decenni dell'800, nel 1837 viene realizzato il telegrafo di Cooke and Wheatstone in Gran Bretagna e un anno dopo quello di Morse negli Stati Uniti (che utilizzava un solo filo, a differenza degli altri). Il codice Morse fu ben presto adottato come codice internazionale. Negli anni successivi la rete telegrafica si è rapidamente sviluppata e, trasformatasi in "telex" con uso di telescriventi, è durata fino alla fine del secolo scorso.

Gli anni '80 del 1800 hanno visto l'invenzione del radiotelegrafo sia del telefono e relativa rete, mentre la rete delle trasmissioni radio vocali è partita più tardi, intorno agli anni '20 del 1900, e quella televisiva pochi anni dopo (ma l'invenzione è precedente a quella della radio). Negli stessi anni sono stati inventati il fonografo, e il registratore magnetico, i primi mezzi di registrazione e riproduzione del suono, che assumeranno sempre maggiore importanza anche nelle telecomunicazioni.

Durante il '900 la rete telefonica si è sviluppata in tutto il mondo, mentre le reti dati vere e proprie hanno avuto inizio con l'introduzione del computer nei primi anni '50, utilizzando l'infrastruttura telefonica attraverso l'impiego del modem.

Costituzionalmente le reti telefoniche sono reti a commutazione di circuito. La commutazione avviene in apparati detti Centrali (Telephone Exchange) e Centralini (PBX = Private Branch Exchange), a seconda della dimensione pubblica o privata.

Le centrali principali sono collegate tra loro a maglia tramite canali fisici dedicati (cavi e ponti radio), che, tramite la multiplazione, convogliano più canali virtuali. Alle centrali principali si collegano a stella centrali secondarie (eventualmente su più livelli) e a queste, sempre a stella, le utenze private (centralini o singoli telefoni): la rete telefonica ha una struttura gerarchica.

Sincronismo

La trasmissione di segnali digitali deve affrontare e risolvere la sincronizzazione di tali segnali. L'identificazione del singolo bit nella trasmissione ha infatti due dimensioni di identificazione: la tensione (o corrente) e la durata. Quest'ultima è molto più critica della prima, specialmente quando il flusso di bit è numeroso, cosa ormai prevalente dovunque. Il problema della sincronizzazione "di bit" consegue dal fatto che la durata di ogni bit è un multiplo intero del periodo del clock di sistema, la precisione del quale è un altro elemento critico.

Il problema non si porrebbe se in tutto l'universo fosse possibile utilizzare un solo clock che facesse da riferimento assoluto per tutti i sistemi esistenti e futuri. Poiché ciò è impensabile, bisogna contemplare l'uso di clock sufficientemente precisi ma indipendenti. Naturalmente si possono costruire reti abbastanza grandi completamente sincrone, se questo è conveniente, ma a una certa dimensione bisognerà fermarsi, perché gli Stati non possono essere costretti ad aderire ad un unico standard (anche se sarebbe desiderabile).

Si adottano poi metodi per compensare le differenze di frequenza, cercando di ottenere una frequenza media uguale per tutti, ottenuta partendo da una bit rate (bit/sec) più alta di quella richiesta in modo da poterla ridurre quando necessario.

Oltre alla sincronizzazione "di bit" è necessaria anche una sincronizzazione su un gruppo di bit detto "parola di sincronismo" (sync word). I bit di ogni canale tributario vengono sistemati in una sequenza strutturata detta "trama" e certamente non basta conoscere la quantità di bit che la compongono. Occorre individuare "dove" ha inizio, ossia con quali bit comincia. A questo provvede la parola di sincronismo, una particolare sequenza di bit scelta in modo che la probabilità di trovarla nel messaggio sia la più bassa possibile. Per ridurre tale probabilità non ci si accontenta di riconoscere una sola volta la suddetta parola, ma, prima di dare per acquisito il "sincronismo di trama", si vuole che quella parola venga riconosciuta più volte di seguito. Ciò introduce un inevitabile ritardo, che andrà valutato nel contesto della trasmissione.

Reti a commutazione di circuito

Rete di accesso

Rete di trasporto

La rete di trasporto connette tutte le centrali attraverso canali fisici dedicati, materiali (cavi metallici o ottici) e energetici (ponti radio). E' ovvio che anche i cavi trasportano energia, ma hanno il vantaggio di utilizzare lo spazio in modo capillare (spesso più conveniente), laddove i ponti radio necessitano in generale di spazi aperti "a vista" tra trasmettitore e ricevitore; peraltro in certe situazioni (es. montagna) i Ponti radio sono di gran lunga più utilizzabili.


Precedentemente alla digitalizzazione, la rete di trasporto era costituita da canali analogici multiplati in FDM. Dagli anni '70 in Italia ha avuto inizio la trasformazione digitale che ha portato alla rete di trasporto detta plesiocrona (= quasi sincrona), che è poi stata gradualmente sostituita nelle parti principali dalla rete sincrona.

Rete Plesiocrona

Segnalazione

Segnalazione associata al canale

Segnalazione a canale comune

Ripetitori

Stuffing

Poichè gli apparati lavorano con clock autonomi, si pone il problema della sincronizzazione "di bit". Infatti, per quanto precisi, i vari clock saranno sempre leggermente diverse, ossia la loro differenza di fase crescerà nel tempo e farebbe perdere il sincronismo di bit.

Il problema viene risolto inserendo nella trama un bit "di stuffing" (riempimento) che non portano informazione e che, quando la differenza di fase tra il clock di trasmissione e il suo corrispondente in ricezione supera una certa soglia, il bit viene eliminato dalla trama, recuperando così la fase. La fase subisce quindi variazioni temporali "a dente di sega", ma la frequenza media in ricezione si mantiene costante e la sincronizzazione di bit risulta corretta.

Add an Drop Multiplexer (ADM)

Rete Gerarchica sincrona

A titolo illustrativo viene presentata la rete di accesso ottico del primo decennio.

Commutazione digitale

Le problematiche della commutazione vengono affrontate nelle centrali digitali tramite la multiplazione a divisione di tempo, cosa che prima di esse non era possibile e veniva utilizzata la tradizionale "divisione di spazio" tramite commutatori meccanici o, più recentemente, elettronici (specialmente nei PABX = Private Automatic Exchange, ossia i centralini) disposti a matrici interconnesse. La commutazione di spazio viene ancora utilizzata in combinazione con quella temporale.

Non è il caso di entrare qui nei particolari. Riportiamo solo un esempio del libro.

ADSL

Lo splitter in casa utente è ormai quasi del tutto scomparso perchè la telefonia fissa viaggia ormai quasi dovunque insieme ai dati in VoIP (Voice over IP) e lo splitting per uso interno viene effettuato dal modem ADSL.

64PPP = Point to Point Protocol.

La situazione attuale ha visto un'evoluzione della tecnologia ADSL verso VDSL e VDSL2 (Very high speed DSL, fino a 100 Mbps e 200 Mbps quando il doppino in rame non è lungo più di 300 metri), EVDSL (Enhanced VDSL2, fino a 400 Mbps su rete in rame di breve lunghezza) e G.fast, che permette di arrivare addirittura a 1 Gbps su reti di accesso in rame quando la lunghezza del doppino non supera i 100 metri. Per doppini di lunghezza compresa tra 100 e 200 metri si può arrivare fino a 500 Mbps. Un'ulteriore evoluzione è rappresentata da XG-Fast che dovrebbe consentire di arrivare fino a 10 Gbps quando il doppino fosse lungo meno di 100 metri. Queste prestazioni vengono ottenute utilizzando la banda rimanente del doppino e metodi più avanzati di protezione del segnale.

Ma, come si sa, l'utilizzo del doppino per "l'ultimo miglio" tende, nel medio termine, a ridursi, specialmente negli agglomerati urbani. E' chiaro che tale utilizzo sfrutta in modo efficiente la situazione pregressa della "vecchia" rete telefonica, basata sulle coppie intrecciate per i collegamenti tra utenza e centrale telefonica periferica. Tuttavia la manutenzione di questa rete diventa sempre più costosa e, dove le circostanze lo suggeriscono, si cerca di sostituire i doppini con le fibre ottiche, il cui rapporto costi/benefici è in continua diminuzione. In Italia, Tim dispone di due tipi di collegamento in fibra: FTTC (Fiber To The Cabinet) e FTTH (Fiber To The Home).

Reti dati

I dati vengono tenuti insieme in un "pacchetto" , un raggruppamento strutturato che ai dati informativi veri e propri aggiunge una serie di dati "di servizio", le cui funzioni sono molteplici ma compensano l'appesantimento quantitativo che comportano.

Reti a pacchetto

La rete a pacchetto per eccellenza, anzi la rete delle reti è Internet. L'architettura di Internet è basata sul modello a strati ISO OSI visto prima. Ma i protocolli previsti dalla ISO OSI hanno avuto una diffusione piuttosto limitata a causa della loro pesantezza e si può dire che ormai non sono più in uso.

Al loro posto si sono diffusi altri protocolli, i più noti dei quali sono conosciuti come "suite TCP/IP"

Il modello ISO OSI costituisce comunque un modello di riferimento molto utile per la descrizione e l'evoluzione delle funzioni delle reti a pacchetto.

Internet

Indirizzamento

La tabella sottostante riporta gli strati (layer) dei protocolli (pila protocollare) secondo il modello ISO-OSI, che , nel caso di Internet si presenta semplificato.

Lo strato "Collegamento" comprende i primi due strati del modello ISO-OSI, includendo anche il Fisico. Il quarto strato "Trsposto" include il 5, "Sessione", che viene svolto dal TCP. Infine lo strato 6 è incluso in quello applicativo, il 7.

TCP = Transport Control Protocol

Connessione con nodo remoto

Il protocollo TCP provvede anche a:

  • Controllo di errore (tramite reinvio dei pacchetti
  • Controllo di flusso (tramite il meccanismo Sliding Window)
  • Controllo di congestione (riduzione del carico di rete)

Il TCP viene sostituito dal protocollo UDP (User Datagram Protocol) quando i controlli suddetti non sono necessari (ad esempio in condizioni di trasmissione protetta e quando si può operare senza connessione.

IP = Internet Protocol

"Gli indirizzi pubblici IPv4, IPv6 e Multicast sono detenuti e gestiti da un’Autorità pubblica, detta IANA-Internet Assigned Numbers Authority, che li assegna a pagamento. Dalla metà degli anni “90, IANA ha delegato ad altri Enti di registrazione (RIRs-Regional Internet Registries) la gestione dei rimanenti indirizzi IPv4 di Classe A, B e C (vedere anche la Domanda sugli Enti di standardizzazione di Internet, i vari link ai siti e le RFC 1466 e 2050): AfrNIC-African Network Information Centre; APNIC-Asia Pacific NIC; LACNIC-Latin-American and Caribbean NIC; ARIN-American Registry for Internet Numbers; RIPE-Réseaux IP Europeans NCC, ecc."

L'indirizzamento applicato nella pratica prevede la suddivisione di una rete in sottoreti (Subnet Masking), in modo da suddividere il traffico secondo le esigenze locali. A un certo punto negli anni '90 (o forse già da prima) emerse chiaramente che la disponibilità di indirizzi IP, che nella versione IPv4 (la cui struttura di pacchetto è stata descritta sopra) sembravano tanti (232-1, circa 4 miliardi), diventava scarsa. Fu prodotta allora (anno 2004) la nuova versione IPv6, con una disponibilità di indirizzi enorme (2128-1), che diventò operativa nel 2008.

Secondo un articolo del Novembre 2019 (https://www.corrierecomunicazioni.it/digital-economy/ipv4-finiti-gli-indirizzi-accelerare-sullipv6-per-sostenere-liot/) "In Nord America gli indirizzi Ipv4 si erano quasi esauriti già nel 2015. Iana, la Internet assigned numbers authority, e i vari registri regionali spingono da anni i provider Internet e le società di telecomunicazioni a migrare reti e clienti su Ipv6. Ma non tutti i paesi sono stati ugualmente veloci nella transizione: secondo le statistiche pubblicate da Google, la Germania guida con un tasso di adozione oltre il 44%, cui si avvicina la Grecia al 43%, la Francia è al 34%, ma fanno bene anche Uk, Irlanda, Portogallo e Finlandia; l’Italia arranca e si trova poco sopra il 4%. Su scala globale, gli Stati Uniti hanno un tasso di adozione del 35%, l’India del 38%, il Giappone del 31%; anche Brasile, Canada e Messico sono ben posizionati così come alcuni paesi del sud-est asiatico: Tailandia, Malesia, Vietnam".

Nella pratica si usa la tecnica del NAT (Nework Address Translator). Wikipedia: "Storicamente il NAT si è affermato come mezzo per ovviare alla scarsità di indirizzi IP pubblici disponibili, soprattutto in quei paesi che, a differenza degli USA, hanno meno spazio di indirizzamento IP allocato pro-capite. Considerato che spesso gli indirizzi IP pubblici statici hanno un prezzo, per molti utenti Internet questo costo di indirizzi IP extra non sarebbe stato compensato dai benefici che avrebbero potuto ricavare. Viene quindi utilizzato un IP pubblico dinamico gestito dall'ISP (Internet Service Provider). Le tecniche utilizzate per risparmiare indirizzi IP pubblici rendono i dispositivi non direttamente raggiungibili da internet, per cui spesso questa configurazione viene scelta per ragioni di sicurezza, anche se il NAT non è stato pensato per funzionare come sistema di protezione, per cui rimane sempre meno efficace rispetto ad un firewall."

Ethernet

ATM

La tecnica ATM è stata introdotta negli anni '90, quando Internet si stava affacciando alle comunicazioni di massa e richiedeva un supporto adeguato al traffico che andava rapidamente intensificandosi.

Conclusione

La prossima parte, la 7a, tratterà delle trasmissioni via radio e conterrà uno sguardo all'infrastruttura della rete nazionale, gestita da TIM.

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Commenti e note

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di ,

Concordo, infatti prima di esprimermi ho premesso "Giusto una considerazione di carattere generale:" :)

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di ,

Grazie del tuo apprezzamenteo. La 7a parte tenterà di presentare anche un qualche aggiornamento. Però bisogna intendere questi Bignami, secondo me, non come "le ultime sullo stato dell'arte", ma come una base di partenza. Quindi anche le cose ormai superate (come la tv analogica, che nella settima parte ci sarà) cercano di insegnare qualcosa, soprattutto sul metodo: sfruttare le possibilità tecnologiche esistenti nel periodo per fornire soluzioni adeguate al periodo e, al tempo stesso, suggerire le strade di ricerca per soluzioni nuove che stimolino nuovi periodi. Siccome è il mercato che domina tutto ciò, è lui che va a cercare "bisogni" nascosti nell'essere umano al fine di fare business. Ma torniamo nella tecnica: é vero che è tutto sempre più IP, ma ci sono ancora molte installazioni SDH e PDH in giro. E, tra i militari, mi dicono che c'è ancora un po' di FDM (qualcuno sussura addirittura ancora canali telegrafici...).

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di ,

Come sempre ottimo compendio! Giusto una considerazione di carattere generale: sarebbe bello poter dare una diffusione didattica sempre più pervasiva di una visione più "moderna" delle Telecomunicazioni, considerando che ormai reti PDH, SDH, tecnologie ATM (giusto per citare alcuni esempi qui esposti) sono davvero obsolete e quasi ovunque in dismissione (cosiddetta fase di decomissioning avviata, ad esempio, nel Gruppo TIM da diversi anni). E quindi iniziare a parlare, in luogo delle sopracitate, di tecnologie OTN/DWDM e Carrier Ethernet, su cui ormai si poggiano i servizi IP moderni.

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