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Gli ultimi articoli di clavicordo

pubblicato 3 giorni fa, 82 visualizzazioni

L’intento di questo EYBignami è divulgativo: vuole offrire una panoramica sulle telecomunicazioni senza entrare nei dettagli ma presentando una sintesi dei principali concetti e formule usati nella tecnica delle telecomunicazioni. I contenuti sono estratti dal libro on line “Trasmissione dei Segnali e Sistemi di Telecomunicazione” di Alessandro Falaschi, docente presso l’Università La Sapienza di Roma, che ne ha gentilmente autorizzato l’uso, disponibile su http://www.teoriadeisegnali.it

e che potrà essere usato per gli approfondimenti.

La seconda parte (che non è l'ultima) di questo Bignami inizia affrontando i segnali "non certi", non deterministici come è ad esempio y = sin(t). Nella realtà delle telecomunicazioni, infatti, i segnali deterministici sono una rara eccezione. Ma prima di proseguire è necessario chiarire un aspetto che spesso sfugge e cioè la distinzione tra Segnali di Potenza e Segnali di Energia e che avrei dovuto aggiungere alla prima pate già pubblicata.

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pubblicato 9 giorni fa, 194 visualizzazioni

L’intento di questo EYBignami è divulgativo: vuole offrire una panoramica sulle telecomunicazioni senza entrare nei dettagli ma presentando una sintesi dei principali concetti e formule usati nella tecnica delle telecomunicazioni. I contenuti sono estratti dal libro on line “Trasmissione dei Segnali e Sistemi di Telecomunicazione” di Alessandro Falaschi, docente presso l’Università La Sapienza di Roma, che ne ha gentilmente autorizzato l’uso, disponibile su http://www.teoriadeisegnali.it e che potrà essere usato per gli approfondimenti.

Considerata la vastità dell’argomento e volendo evitare una pura raccolta di formule, ho approfittato del capitolo intitolato "Una visione di insieme" copiandolo direttamente e inserendo poi commenti e pezzi dei capitoli successivi L’attenzione cercherà comunque di concentrarsi sugli aspetti concettuali più che su quelli matematici (visibili direttamente nel libro a chi è interessato) chiedendo scusa in anticipo a coloro che li troveranno esposti in modo troppo elementare. Peraltro, a causa della loro complessità, alcuni argomenti verranno solo accennati.

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pubblicato 2 anni fa, 795 visualizzazioni

I poliedri sono l'equivalente dei poligoni, trasportati nello spazio "solido" cioè a 3 dimensioni. Un poligono è una figura chiusa formata da un certo numero di lati, ossia segmenti, che sono disposti in modo da avere tutti in comune un'estremità, presi a due a due. Nei poliedri, il ruolo dei lati viene svolto dalle facce, che sono a loro volta poligoni.

Mentre con i poligoni, che stanno su un piano (spazio a 2 dimensioni) abbiamo una certa familiarità (triangoli, rettangoli, pentagoni, etc.) non altrettanto si può dire dei poliedri, anche se conosciamo la piramide e il prisma.

Poligoni e poliedri possono essere convessi, concavi, stellati, intrecciati

I poligoni regolari sono caratterizzati da una simmetria di rotazione intorno al loro centro, il che porta a uguaglianza di tutti i lati e di tutti gli angoli interni. Di poligoni regolari ce ne sono infiniti, perchè possono avere un numero qualsiasi di lati.

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pubblicato 2 anni fa, 256 visualizzazioni

Si è svolta a Roma il 25 ottobre 2017 la 18a edizione del Forum "ICT Security e Business Continuity - dal risk management al crisis management" presso l’Auditorium della Tecnica, il centro congressi di Confindustria nel quartiere EUR di Roma. Tra gli sponsor e gli intervenuti: Accenture, Vodafone, Boolebox, Hitachi, Symantec, Comitato Atlantico Italiano, Terna, Eni, Snam, Generali, Telecom Italia.

Eccomi quindi nella veste di reporter a darvi un piccolo resoconto di quanto è stato detto in quella occasione.

Intanto, come mia abitudine, renderò esplicite le sigle e le espressioni in inglese che incontriamo; senza offesa per quelli che le conoscono già.

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pubblicato 2 anni fa, 1.133 visualizzazioni

Un segnale elettrico (tensione, corrente, etc.) viene rappresentato con una funzione matematica della variabile tempo, per esempio x(t).

A sua volta questa funzione viene rappresentata assai più sinteticamente tramite la trasformata di Fourier X(f) che è un’altra funzione della variabile frequenza e che mostra il cosiddetto “spettro di frequenza” ossia la distribuzione dell’energia (o della potenza) frequenza per frequenza. Questa seconda funzione si ottiene dalla prima applicando la definizione matematica, che si traduce nel calcolo di quel certo integrale ben noto. Da X(f) si può anche tornare indietro a x(t).

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pubblicato 3 anni fa, 285 visualizzazioni

Nell’articolo “Il vero cuore delle telecomunicazioni” viene riportata la relazione del Prof. Castellani in cui vengono prese in esame 3 possibilità per ridurre il tasso di errore dovuto al rumore nelle trasmissioni, siano esse analogiche o digitali. Il discorso viene svolto a partire da un insieme finito di simboli diversi che la sorgente di informazione è in grado di produrre e di aggregare per formare messaggi fatti di k simboli ciascuno (possiamo pensarli in sequenza, uno dietro l’altro).

Se l’insieme di simboli è formato da 2 simboli (il numero minimo possibile) che possiamo chiamare “bit”, il numero dei possibili messaggi sarà 2k. Quello che interessa alle telecomunicazioni è anche il “ritmo” o velocità di emissione Re con cui tali simboli vengono trasmessi, cioè[Formula] . Per esempio se ogni messaggio viene trasmesso in 1 microsecondo ed è formato da = [Formula] oppure 1.000.000 messaggi/sec. Per la trasmissione occorre poi aggiungere ai k bit del messaggio originale alcuni bit "di servizio" (secondo i protocolli di comunicazione usati) in modo che i bit diventano in tutto n e quindi la velocità di linea diventa .

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pubblicato 3 anni fa, 928 visualizzazioni

Eccomi di nuovo in vena reportistica. Mi ha colpito un articolo di Mike Elgan su Computer World del 1- Aprile (non credo che sia un pesce d'Aprile..) dal titolo "The laptop is dead", ossia il portatile è morto. Ora, non è detto che questo Elgan abbia ragione, però i suoi argomenti a me appaiono abbastanza convincenti. Certo, il portatile, da noi, non morirà domani. Ma dopodomani chissà... Il motivo per il quale questo articolo mi ha colpito è il fatto che riguarda una tendenza di massa: si tratta di una delle tante previsioni (sempre rischiose) sul futuro dell'informatica o invece è un'interpretazione corretta di una situazione latente?

Segue l'articolo di Elgan, tradotto con un po' di libertà.

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pubblicato 3 anni fa, 479 visualizzazioni

Tra gli innumerevoli argomenti della matematica le matrici sono sempre state, almeno per me, un po’ ostiche. Fanno parte dell’algebra, il che già le proietta su un terreno un po’ astratto. Però hanno un loro fascino e se uno le pensa come semplici tabelle, cominciano a diventare meno strane. Le tabelle hanno righe e colonne, come è noto. Chi di noi non maneggia fogli Excel? Un foglio Excel è una tabella e, di primo acchito, assimilabile a una matrice; ma come si sa la sua natura va ben oltre le matrici.

Una matrice è una tabella ordinata di elementi.

A volte noi facciamo operazioni su un foglio Excel che possono essere ricondotte ad operazioni su matrici, come quando facciamo i conti della spesa. Se i numeri nella tabella sottostante esprimono i kg di frutta acquistati da 4 persone diverse in un certo giorno; questi numeri posti tra parentesi grandi costituiscono la matrice delle quantità Q, che ha 4 righe e 3 colonne, indicata come (4x3):

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pubblicato 3 anni fa, 802 visualizzazioni

Questa volta, invece di tradurre articoli, ho la fortuna di avere in dono dal suo autore, che mi ha autorizzato a pubblicarla, una trattazione sintetica ma molto pregnante dei fondamenti tecnologici di ciò che quotidianamente ci accompagna; ho pensato allora di trascriverla qui. L'autore è Valentino Castellani, che alcuni di noi (sicuramente IsidoroKZ, per esempio) già conoscono sia come professore emerito del Politecnico di Torino sia come sindaco della stessa città dal 1993 al 2001. Avendo studiato con lui, tesi compresa, ne ho una grande e incondizionata stima su tutti i piani. La trattazione che segue è la sua Prolusione generale al Congresso Annuale della Società Scientifica e Tecnologica Friulana, presentata il 30 ottobre 2010 ed ha il seguente titolo:

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pubblicato 3 anni fa, 383 visualizzazioni

Ecco una previsione che non si sente molto spesso: il mercato del cloud computing, così come lo conosciamo, sarà obsoleto nel giro di pochi anni.

Il “provocatore” è Peter Levine, un general partner della società di venture capital Andreessen Horowitz. Egli ritiene che l'aumento della potenza di calcolo dell’Internet delle cose (IOT), in combinazione con le sempre più accurate tecnologie di apprendimento automatico, porterà in gran parte a sostituire l'infrastruttura del cloud computing con qualcosa di diverso.

Il cloud come conosciuto fino a oggi risponde a un "modello molto centralizzato” di computing: i dati sono inviati al cloud dove vengono elaborati e conservati. Molte applicazioni vivono nel cloud e la continua migrazione in esso di interi CED (Centro Elaborazione Dati, in inglese Data Center) è ormai un dato di fatto.

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Chi sono

clavicordo - profilo

Nome: Claudio Bonechi

Reputation: 15.076 4 11 12

Bio: sono un ing elettronico di telecomunicazioni, laureato al Politecnico di Torino;sono anche diplomato in pianoforte, con alle spalle una discreta attività concertistica. Sono costretto però a lavorare nell'informatica. La matematica mi è sempre piaciuta. Ho lavorato anche nel campo della musica elettronica dai secondi anni '60, quando era ancora in fase pionieristica, con E. Zaffiri, al Conservatorio di Torino.

Web: http://www.facebook.it

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