Cos'è ElectroYou | Login Iscriviti

ElectroYou - la comunità dei professionisti del mondo elettrico

19
voti

La leggenda del Natale silenzioso

La ragazzinaconletrecce è appoggiata con i gomiti al bancone con un libro di carta tra le mani, semi nascosta dietro al grande ripiano osserva gli avventori divertita mentre legge quasi di nascosto di chissà quale viaggio e chissà quale avventura.

E’ quasi Natale, il lungo tavolo apparecchiato al centro della sala si sta lentamente popolando di commensali che arrivano alla spicciola. Si salutano tutti quanti ogni qualvolta qualcuno si aggiunge alla comitiva: gli abbracci, gli auguri e i baci sembrano descrivere l’incontro di persone che non si vedono da anni e che finalmente ritrovate sentono la necessità di raccontarsi le proprie vite.

Li riconosci subito: una tribù di amorosicolleghidilavoro che si sono probabilmente lasciati poche decine di minuti prima tra gli auguri di Natale con i panettoni tra le mani.

Il fuoco nel camino scricchiola per la legna forse troppo fresca, per il calore le decorazioni scintillanti tutte intorno sembrano vibrare. Dalla finestra appannata il nulla si intravede; la fitta nebbia avvolge il tutto smorzando le luci e i rumori di questa notte di dicembre.

Il nonnocameriere passeggia lentamente per la sala aggiustando qua e là dei fiori e stropicciando all’occorrenza gli addobbi natalizi ovunque appesi sui mobili e sui muri.

Una nuova gelida folata di vento pervade la sala mentre la porta si richiude alle spalle di un nuovo commensale; di nuovo i saluti, gli auguri, i baci e gli abbracci di rito.

Una rumorosafamigliola schiamazza seduta intorno ad un tavolo nell’angolo della sala, le risa dei due biondibimbi che si fanno i dispetti sovrastano i sussurri dei due stanchigenitori preoccupati nell’intento di riportarli all’ordine e al silenzio.

Decido di riporre l’e-reader su di una sedia, sono troppo stanco per leggere. La curiosità e il fascino di poter osservare ciò che accade intorno a me mi intriga; forse la solitudine di questa ennesima cena solitaria, forse la moltitudine di persone che mi circondano; non saprei dire da dove scaturisce questo interesse quasi antropologico nell’osservare i miei simili, ma tant’è, mi diverte.

Il grande tavolo al centro della sala oramai quasi completo dei suoi commensali, la tribù di amorosicolleghidilavoro è quasi al completo, rimangono solamente un paio di posti liberi.

Alla mia destra un tavolo con quattro vistosesignore decorate come in una scatola di preziosi cioccolatini, sono tutte indaffarate a discorrere animatamente, parlano, parlano, parlano tutte contemporaneamente; temo che nessuna di loro stia ad ascoltare cosa le altre tre stiano dicendo: praticamente un cortocircuito di parole.

I biondibimbi del tavolo in angolo hanno esaurito la loro autonomia di pazienza e, abbandonato il tavolo e gli stanchigenitori esausti e sono ora con i musi incollati al vetro del grosso acquario posto vicino alla porta di ingresso della sala ad ammirare le bolle e i pesci colorati.

Ora un altro tavolo si è riempito, un’altra famiglia però meno chiassosa: una coppia di orgogliogenotori e due coppie di contentinonni sono tutti intenti ad adorare un minibimbo quasi addormentato.

Finalmente la cena, una rossacameriera ha depositato sul mio tavolo un piatto di caldi tortelli di zucca, smetto di giocherellare con le posate e mi accingo a cenare nella speranza di riscaldarmi almeno un poco per il freddo patito durante la giornata.

Ora il grande tavolo al centro della sala è al completo, una coppia di amorosicolleghidilavoro si è aggiunta alla tribù e il nonnocameriere ha quindi incominciato la distribuzione delle preziose cibarie; il rumore delle risa e del continuo vociare si è trasformato in un suono di tintinnii di piatti e posate.

Il minibimbo dorme, e gli orgogliogenitori lo osservano in religioso silenzio mentre i contentinonni parlano a bassa voce tra di loro per non disturbare la creatura.

La ragazzinaconletrecce continua a leggere il suo mentre il nonnocameriere e la rossacameriera percorrono silenziosamente la sala in tutte le direzioni spostando ad ogni viaggio quantità enormi di piatti più o meno colmi di cibarie.

Ho terminato la mia collezione di formaggi, marmellate e miele, e mentre aspetto qualche momento prima di ordinare un caffè mi accorgo che la sala è calata in uno strano silenzio; sono curioso di capire cosa sia successo.

I minibimbo dorme beatamente tra le dolci braccia di morfeo adorato come in un presepe dagli orgogliogenitori e dai Magi contentinonni.

La famigliola di stanchigenitori e biondibimbi ha da tempo lasciato la sala, tutti sciarpaincappellati sono usciti lasciando alle loro spalle una folata di vento gelido e di innaturale silenzio.

Le quattro vistosesignore si sono spente e sono entrate in modalità dolce mentre si sagollano di colorati piatti in un silenzio irreale.

Anche il grande tavolo al centro della sala è avvolto in uno strano silenzio: tutta la tribù di amorosicolleghidilavoro si è armata di smartphones multimarcheedimesioni e ognuno di loro è intento leggere e digitare ricevere e inviare messaggi più o meno augurali, dai continui suoni delle notifiche credo che molti di questi se li stiano scambiando tra di loro.

La tribù è entrata in modalità cibernetica, ora nessuno più parla e le risa e la gioia iniziale si è trasformata in un assordante silenzio interrotto da improponibili suonerie di notifica.

Conto ben ventidue amorosicolleghidilavoro seduti al lungo tavolo e tutti, nessuno escluso, sono intenti a picchiettare freneticamente le dita sui luminosi schermi multicolori.

All’improvviso la ragazzinaconletrecce si palesa davanti al mio tavolo con una tazzina di caffè sul vassoio, dalla tasca del grembiule spunta un libro di carta: Se il sole muore, un libro della mia cara amica Oriana.

Appoggia il caffè sul tavolo e mi sorride indicandomi l’e-reader appoggiato sulla sedia al mio fianco.

“Ho visto che leggevi prima”, mi dice con un filo di voce.

“Si”, rispondo io, “Elianto di Stefano Benni”

“Non lo ho ancora letto” mi risponde, “ma non mancherà l’occasione”

Mi alzo da tavola diretto alla mia camera per un meritato riposo, mi volto e alle mie spalle la scena è immutata: il minibimbo continua a dormire tranquillo in questo strano presepe mentre ora anche le vistosesignore si sono armate di smartphones e sono entrate in modalità messaggio.

Lo scricchiolio della legna nel camino e il bip bip degli smartphones disegnano una strana atmosfera.

Saluto la ragazzinaconletrecce immersa tra le pagine del suo libro: Arrivederci e Buon Natale”, “Buon Natale anche a te” mi risponde sottovoce come per non disturbare il silenzio.


BuonNatale.jpg

BuonNatale.jpg

12

Commenti e note

Inserisci un commento

di ,

Troppo modesto Carlo! Ciao.

Rispondi

di ,

@ guerra, grazie Riccardo, gentile come sempre.
@ Mike, temo che "scrittore" sia un poco eccessivo :-)
@ rosino, ottima l'idea di un piedistallo ... magari ci si può fare un business :-)
@ Paolino, grazie per l'apprezzamento amico mio.
@ marco438, di nulla Marco, è un piacere.
@ admin, grazie Zeno, il mio è un semplice augurio di Buon Natale.
@ DarwinNE, caro Davide, Elianto è uno dei miei libri preferiti che amo rileggere di tanto in tanto ;-)
@ badilant, grazie Ivan, allora Buon Appetito e Auguri anche a te!
@ sebago, sono contento che ti sia piaciuto Sebastino, grazie infinite per le scquisite parole ... ma così mi mettete in imbarazzo :-)
@ ricurci, grazie del passaggio.
Colgo l'occasione per rinnovare gli Auguri a tutti Voi e a ai vostri Cari.
-carlo.

Rispondi

di ,

anche se in ritardo causa un frenetico susseguirsi di cene chiassose... GRAZIE e buone feste!

Rispondi

di ,

Che BELLEZZA, un vero regalone di Natale. Carlo, sarai anche "prestato alla tecnologia per necessità" ma secondo me hai sbagliato mestiere: puoi fare lo scrittore, il regista e il pittore, tutti contemporaneamente e tutti di successo. Questa perla lo dimostra senza possibilità di errore. Una lettura che ti rimette in pace con te stesso e con chi ti sta attorno. Tantissime Grazie.

Rispondi

di ,

Bellissimo. Natalizio e colorato. Grazie Carlo, per avermi portato ad assistere alla cena cibernetica. Auguri......

Rispondi

di ,

Molto bello, Elianto!

Rispondi

di ,

Un delicato acquerello di parole, per rigenerare, in ognuno di noi, l'intima atmosfera del giorno simbolo di una nuova vita.
Grazie Carlo!

Rispondi

di ,

Un altro regalo? Grazie Carlo

Rispondi

di ,

Un'altra perla, da osservatore quale sei della natura umana.

Rispondi

di ,

Ma lo smartphone non va piedistellato davanti al piatto in modo da non perdere neppure una notifica? Grande Carlo; ti proporremo per il pulitzer

Rispondi

di ,

Io adoro Carlomariamanenti! Non c'è ombra di dubbio che è un bravissimo ingegnere, ma lo scrittore rulez!

Rispondi

di ,

Sempre piacevole leggerti, Carlo; anche quando all'ironia sostituisci la profondità.

Rispondi

Inserisci un commento

Per inserire commenti è necessario iscriversi ad ElectroYou. Se sei già iscritto, effettua il login.