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Anche la Toyota pizzicata, in Francia, con le mani nella marmellata

E nun ce vonno proprio stà, è la frase che meglio sintetizza il comportamento di alcune case automobilistiche che pensano di essere sopra la legge e se ne infischiano dellle normative europee sulla garanzia. Porto alla vostra attenzione una notizia proveniente dalla Francia. A seguito di un braccio di ferro avviato dall’Associazione di consumatori “UFC – Que Choisir”, la Corte di Cassazione francese ha ingiunto a Toyota France di rivedere la formulazione dei propri contratti su tutta la rete nazionale: le condizioni di garanzia sono state ritenute “Abusive” e “Ambigue”, creando confusione fra gli automobilisti clienti (che credevano di dover effettuare i tagliandi esclusivamente presso la rete francese di Toyota) e malcontento fra le officine indipendenti. Clausole in aperto contrasto con il regolamento UE 461/2010 (la nuova BER).

Pensano, queste case automobilistiche, che possono fare quello che vogliono, obbligano la gente a farsi strizzare da loro in nome di chissà quale tecnologia che altri non è che il loro Dio, il denaro. Stanno creando centraline sempre più complesse e sistemi di lettura dei dati sempre più criptici,per impedire alle officine private di ripararti l'auto, ma tanto in Cina scopiazzano e craccano tutto ed è quello che si meritano. Non bastano i problemi causati da egr, dpf e sensori vari, se ti occorre una nuova chiave sei costretto ad andare da loro per attivarla, l'auto è la mia ma loro mi permettono, magnanimi come sono, di metterla in moto, concedendomi una nuova chiave con modica spesa di un centinaio di Euro. Uno dei tanti ricattini che mettono in atto continuamente, chi più chi meno, le case automobilistiche

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