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Wally

                                  estate 2010

A volte ti trovi a pensare cose che sai già, ma ti accorgi che le stai pensando in un modo particolare; non so come dire: più intenso, più profondo. Ma lasciamo stare gli aggettivi, spesso troppi e retorici.

Ieri passeggiando con Wally, ho guardato questo mio cagnolino bianco, meticcio con macchie arancione,
Wally

Wally

mentre tirava il guinzaglio come al solito, muso a terra, immerso nella quotidiana avventura olfattiva in compagnia del suo padrone.

Ne ho avvertito, come sempre, la felicità e, contemporaneamente, la sua fedeltà.

Nessuna novità sulla fedeltà di un cane. Ma un conto è dirla, un altro sentirla. Io ora la sto dicendo, ma la dico perché l'ho sentita. E l'ho sentita perché è il legame indissolubile che Wally ha stabilito con me. Non sono mai sicuro di nulla, però quando penso alla fedeltà di Wally, so che non sbaglio.
Lo sento profondamente, e ciò che si sente profondamente è la conoscenza che soddisfa maggiormente, la più forte, la più vera.

Lo sento quando, seduto sulla mia Poang, gli guardo gli occhi scuri che mi interrogano, chiedono e sperano che io voglia giocare con lui, mentre con l'indice gli accarezzo il lungo muso.
Lo sento guardando i suoi gesti:
il movimento a scatti delle orecchie;
quello morbido e impercettibile delle umide narici nere che si allargano e si restringono;
il modo in cui mi appoggia la zampa sulle ginocchia;
come torce la testa per abbandonarsi ad una carezza, o come apre la bocca per catturarmi la mano che gli rotea attorno al muso.
E quando all'aperto mi porta l'osso di gomma per giocare;
o guardo le sue corse forsennate tracciare nel cortile multiple traiettorie a forma di otto, dopo il mio pat-pat sulla testolina, al ritorno dalla passeggiata estiva in bici.
Un abbaiare vigoroso, misto di gioia e di un rimprovero privo di rancore, inizia non appena sente le ruote della mountain bike schiacciare i sassolini della strada che mi porta al cancello dietro cui mi sta aspettando fin dal primo istante in cui sono partito.
Oppure quando lo osservo sonnecchiare vicino a me, mentre leggo, o scrivo al computer. Insomma tutto quello che lui fa in silenzio, sempre accanto a me. E tutto mi comunica una certezza:

"Wally non mi tradirà mai"

Così, mentre lui tirava il guinzaglio, radente il muro di cinta dell'istituto G.B.Conti, mentre pensavo alla nostra vita insieme, improvvisamente l'ho chiamato:

"Wally..!"

Lui si è fermato, girandosi verso di me.
Lingua fuori, occhi felici, orecchie dritte.
Subito, per sapere cosa desiderassi.
Me lo chiedeva nel suo linguaggio muto, fatto di piccoli gesti, superiori a qualsiasi linguaggio verbale.
Io non ho potuto non chinarmi verso di lui.
Gli ho stretto il muso tra le mani, agitandoglielo un pochino, come faccio più volte quando vuole giocare con me.
Volevo comunicargli di aver sentito la sua fedeltà; volevo farglielo capire.
Dirgli:
”Grazie!”.
Come ho detto.
Poi gli ho lasciato il muso.

Lui ha capito ed è ritornato a tendere il guinzaglio nel solito modo, gioioso e faticoso.
Ero sicuro che stava pensando sorpreso:

"Mah...chissà mai perché il mio padrone mi ringrazia e quasi si meraviglia per la mia fedeltà!"

Indice

Foto

Al mio arrivo

Corse a otto in giardino

Ritratto con FDJ

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Commenti e note

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di ,

Grazie, Franco, del passaggio

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di ,

Capisco benissimo ciò che provi, solo chi ha un animo sensibile riesce a cogliere il sentimento nelle tue parole

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