L'articolo propone i grafici per la simulazione della regolazione della frequenza in una rete elettrica, realizzati con Scicos di Scilab 4.1.2, sulla base degli schemi a blocchi descritti nell'articolo Primaria e secondaria . Le applicazioni sono scaricabili da qui. Sono i files RegF_transitorioPrimA.cos e RegF_transitorioPrimSec.cos. Una volta installato Scilab 4.1.2 ed avviato il programma, si apre l'applicazione Scicos (Application-Scicos) e si carica da questa il file (file-open) che si intende provare.
Lo schema da considerare è quello di fig. Rf.4 di Primaria e secondaria, che ora rappresentiamo con Scicos di Scilab 4.1.2

Rs. 1
Il blocco H inverte il segnale di frequenza (H = - 1) che regola il gruppo in regolazione primaria. Ponendo H = 0 si ha la risposta della rete senza che il regolatore del gruppo intervenga. Il blocco d inverte il gradino di potenza DP (d = -1 indica aumento della potenza richiesta al gruppo; d = +1 indica una diminuzione). I parametri impostati, sono modificabili con il menu Simulate->eval nelle finestre di dialogo che sono mostrate in sequenza con i valori di default.
I seguenti valori sono calcolati.
La frequenza nominale è fn = 50 Hz ed è uguale alla frequenza f1 al momento della richiesta
La simulazione (menu: Simulate-Run) si ottengono grafici di questo tipo

Rs. 2
La frequenza scende a poco più di 47 Hz dopo circa sette secondi; a regime è di 48,8 Hz. L'errore di frequenza è dunque
di 1,2 Hz. La potenza erogata dal gruppo a regime è di 88.1 MW.
Avrebbe dovuto essere di 90 MW: 40 MW era infatti la potenza iniziale,
mentre la richiesta di potenza è di 50 MW. I circa 2 MW (1,9 per
la precisione) mancanti sono la "rinuncia forzata" della rete preesistente alla
potenza assorbita al momento della nuova richiesta, che era di 40 MW.
Ora la rete assorbe 38,1 MW (Pr). La potenza erogata dal generatore ha un valore massimo di 94,5 MW , che supera di 4,5 MW la potenza teoricarichiesta e di 6,4 MW quella effettivamente erogata a regime, dopo circa 10
secondi. La diminuzione dell'errore di frequenza si ottiene con un aumento dell'energia regolante, quindi con un aumento della sua potenza nominale od una diminuzione dello statismo. Ad esempio con una potenza di Pn = 300 MW la frequenza a regime è di 49,6 Hz e la frequenza minima è di 49.1 Hz.
Si può vedere come sia intollerabile l'esclusione della regolazione primaria. I grafici di fig. Rs.3 mostrano come già con una richiesta di potenza di DP=10 MW la frequenza scende in modo eccessivo. L'energia regolante dei carichi, KU, è infatti molto minore dell'energia regolante del gruppo, KR

Rs. 3
Come si può vedere la Potenza erogata dal gruppo Pi rimane la stessa: 40 MW. Alla richiesta di potenza di 10 MW (DP) fa fronte la rete stessa che "rinuncia" forzatamente proprio a 10 MW: la potenza immessa effettivamente nella rete dal gruppo (Pr) è ora infatti di 30 MW. La frequenza scende però a 44 Hz, che è inammissibile.
Lo schema a blocchi da costruire è quello della figura Rf.5 della lezione http://www.electroportal.net/vis_resource.php?section=Lezio&id=167

Rs. 4
Rispetto al diagramma precedente c'e da scegliere la costante KB. Mantenendo immutati tutti i valori della precedente simulazione, scegliendo KB = 0,1 si ottengono i seguenti grafici di fig. Rs.5

Rs. 5
La frequenza a regime assume il valore iniziale di fn = 50 Hz e la variazione di potenza immessa corrisponde proprio alla potenza richiesta. A regime il gruppo eroga 90 MW (40 iniziali + 50 richiesti). La variazione massima di frequenza che si ha ancora dopo circa 7 secondi invece rimane immutata. Varia di poco, in aumento, il picco della potenza erogata che si ha sempre dopo circa dieci secondi e che diventa di circa 100 MW.
Un valore più alto di KB fa aumentare le sovraelongazioni di potenza e le oscillazioni di frequenza per cui il sistema può diventare instabile. I grafici seguenti di fig. Rs.6 sono ricavati impostando KB=0,4.

Rs. 6
Ti è piaciuto questo articolo? Allora iscriviti al nostro feed! Grazie ai feed potrai leggere le novità di ElectroPortal con il tuo lettore di feed rss preferito o per Email. Cosa sono i feed?
Copyright© 2001-2010 Ing. Zeno Martini & dr. Nicolò Martini p.IVA.01309470290. Tutti i diritti riservati.