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I campi elettrici sono prodotti da cariche elettriche. Se le cariche
sone ferme nel sistema di riferimento adottato, i campi sono statici; se
si muovono sono variabili.
I campi magnetici sono prodotti da correnti
elettriche, cioè da cariche in moto. Se il moto delle cariche è
costante, cioè se l'intensità di corrente è costante, il campo magnetico
è statico, cioè non varia nel tempo; se la velocità delle cariche è
variabile, cioè soggetta ad accelerazioni, quindi se l'intensità di
corrente è variabile, i campi magnetici sono variabili.
Come si può già intuire da quanto sopra detto, una carica che oscilla,
quindi ha un moto caratterizzato da una velocità variabile, dà luogo sia ad un campo elettrico variabile che ad un campo magnetico variabile.
Le onde elettromagnetiche sono l'insieme di un campo elettrico ed un
campo magnetico, entrambi variabili, che si sostengono mutuamente: l'uno
produce l'altro, come definito dalle
equazioni di Maxwell.
La sorgente
di onde elettromagmetiche è, come detto, una carica oscillante, cioè una
corrente variabile.
Immagina di immegere un bastoncino in un recipiente d'acqua. Se lo tieni
fermo non succede nulla; se lo muovi avanti ed indietro nascono onde che
si propagano nell'acqua. E le onde, una volta generate, si estendono a ll'intero recipiente, anche togliendo il bastoncino dall'acqua: cioè si
autosostengono, si propagano per l'energia di cui sono dotate. Il
bastoncino oscillante è la carica oscillante, le onde sull'acqua sono le
onde elettromagnetiche, l'acqua è il mezzo di propagazione che, nel caso
delle onde elettromagnetiche, non è necessariamente materiale: anzi, se
è immateriale, cioè il vuoto, le onde elettromagnetiche si propagano
senza mai arrestarsi, diffondendo l'energia posseduta in uno spazio
sempre più esteso, senza però mai perderla completamente, come invece
capita alle onde di qualsiasi genere che attraversano un mezzo
materiale.