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Dal corso DR plus. Cosa sono e come sono scelte le grandezze nominali di impianti ed apparecchiature elettriche. (CE 166)
Riceviamo e Pubblichiamo: visualizza tutte le risorse di questa categoria
"Familiarizziamo" con la Nuova Direttiva Macchine del maggio 2006
Domande e Risposte: visualizza tutte le risorse di questa categoria
Quali documenti occorrono per applicare il marchio CE sui quadri?
Potreste elencarmi tutte le leggi e le norme relative agli impianti di terra?
A volte vedo scritto kvar oppure Kvar, a volte KVAR. Ma com'è corretto scrivere: maiuscolo o minuscolo?
Le CEI 81-1 non sono più in vigore?
Quali sono i limiti per il campo magnetico di una cabina? Si può calcolare il campo magnetico di un trasformatore MT/BT?
Di solito sono riportati dei numeri per identificare le protezioni elettriche. Che cosa sono?
Perch� bisogna rispettare le Norme CEI nell�esecuzione degli impianti? Non sono una legge dello Stato!
Quando una massa metallica è grande o,(la cosa mi pare simile), quando le strutture metalliche sono di notevoli dimensioni?
Che differenza c'è tra la marcatura CE ed il marchio IMQ?
Una nuova apparecchiatura da immettere sul mercato, quali certificazioni deve possedere (CE, ATEX, ecc) , e come si ottengono?
Mi servirebbe qualche chiarimento sulla direttiva Atex, per orientarmi nella valutazione di una cabina di verniciatura.
Cosa si intende per corrente nominale di un centralino?
Vorrei avere chiari tempi e modi di consegna della dichiarazione di conformit�.
Come devo documentare i quadri elettrici?
Il locale in cui � installata una caldaia, � un luogo a maggior rischio in caso di incendio?
Come ci si regola per il comando di emergenza nelle cabine MT/BT?
Quali documenti occorre allegare alla Dichiarazione di Conformità, relativa ad un impianto per il quale il progetto non è obbligatorio?
Vorrei sapere la diversit� fra Norme CEI EN60898 (23-3) e CEI EN60947-2; inoltre tra Icn-Icu-Ics
Si possono posare in uno stesso cunicolo cavi di bassa e di media tensione?
Ho bisogno di alcuni chiarimenti sulla 46/90
1 - Quali sono le responsabilità civili e penali di un tecnico?
2 - Nel caso di danni derivanti dalla cattiva realizzazione dell'impianto chi paga detti danni?
3 - Esiste qualche tipo di assicurazione per tutelarsi?
4 - Un architetto può svolgere tale mansione o solo gli ingegneri possono firmare tali dichiarazioni di conformità?
Se in un impianto esistente, sistema TN-S, devo fare una modifica, ad esempio aggiungo una presa, la Dichiarazione di Conformità richiede un nuovo progetto?
Quand'è obbligatorio allegare alla dichiarazione di conformità alla Legge 46/90, i certificati dei materiali utilizzati rilasciati dai costruttori?
Un BAR al piano terra, con due ingressi e con una superfice di circa 80mq e una potenza installata di 20kw trifase a 400v con laboratorio annesso con tutti gli atrezzi per la produzione alimentati elettricamente (senza utenze alimentate a gas) necessita di progetto degli impianti?
Mi hanno installato da poco il contatore elettronico per un'utenza domestica 3Kw in una cassetta esterna ove vi era il vecchio contatore elettromeccanico, posta al confine della proprietà a 12 mt. circa dal quadro generale.Sono tenuto per legge a inserire nella cassetta un magnetotermico di protezione per la linea o posso ometterlo? La linea è posta in tubo rigido di pvc sez cavo 2*6 FG70R. Nel quadro generale sono gia presenti un MT generale da 16A 6Ka e tre differenziali 1P+N da 16A 4,5Ka 0.03 a protezione dei 2 piani e un diff. per cancelli elettrici e prese esterne.
1) chi si trova con un impianto elettrico a norma (quindi da un punto di vista tecnico), ma sprovvisto di dichiarazione di conformità che deve fare?
2) un ingegnere iscritto all'albo puo' rilasciare un documento (non lo chiamo volutamente dichiarazione) che ne attesti la conformità alla normativa vigente?
3) un tale documento di verfica che validità legale ha?
Vorrei sottolineare la "non banalità" del caso poichè la dichiarazione di conformità, ai sensi della 46/90 dovrebbe essere rilasciata dall'impresa che ABBIA I REQUISITI (e questi siano anche RICONOSCIUTI) e che ABBIA REALIZZATO L'IMPIANTO. Tutto chiaro e lineare in caso di NUOVO IMPIANTO ma nel caso di impianto esistente le cose si complicano poichè ci si puo' trovare in 3 situazione:
1) impianto non adeguato quindi da rifare (e quindi nuovo impianto e nessun problema);
2) impianto adeguato o impianto parzialmente adeguato = Problema: nessuna impresa è tenuta a rilasciarmi dichiarazione di conformità se non per la parte di impianto da essa modificato.
Anzi ai sensi della 46/90 non sono nemmeno sicuro che la ditta POSSA rilasciare tale documento su un impianto realizzato da terzi. E quindi (PRIMA DOMANDA) si può sapere cosa prevede la legge per uscire da tale situazione.? Mi pare improponibile che che un impianto con tutte le caratteristiche tecniche adeguate alle normative debba essere (o RISULTARE) rifatto da una ditta che poi ne rilasci la conformità!
Inoltre, un ingegnere iscritto regolarmente all'albo professionale può rilasciare un documento sostitutivo che attesti la conformità dell'impianto (da un documento trovato sul sito dell'ordine ingegneri di Milano, relativo alla commissione sicurezza ed igiene del lavoro si fa riferimento ad una perizia con la quale il professionista valuta lo stato dell'impianto e quindi ne certifica la conformità o meno; in caso di conformità parziale indica le modifiche da apportare; la ditta esegue le modifiche ne rilascia dichiarazione di conformità e questa congiuntamente, alla perizia del professionista, va a "coprire" tutto l'impianto).
Quello che mi pare strano è che in qualità di ingegnere sono abilitato alla redazione del progetto che poi la ditta va ad eseguire, sono abilitato alla verifica finale del progetto in qualità di direttore lavori (e quindi sviluppo il progetto secondo le NORME e alla fine, verificando la conformita' al progetto, verifico la conformità alle norme) ma non posso dichiarare la conformità di un impianto esistente?
Tanto più che la legge 46/90 si sofferma nella distinzione tra REQUISITI e ABILITAZIONE. La ditta (il responsabile) deve avere i requisiti e deve essere ABILITATO o in alternativa "preporre alle attivita' di installazione, trasformazione, ampliamento" un responsabile tecnico che ABBIA I REQUISITI (non parla di abilitazione!). E inoltre parla di SOGGETTI ABILITATI per l'esecuzione di opere sull'impianto non per il rilascio della dichiarazione di conformità.
Sono dirigente di una società edile avrei bisogno sapere se nel rifacimento totale di un impianto elettrico di uso domestico, ovvero, all'interno di una unità abitativa condominiale è obbligatorio rilasciare la certificazione di conformità?
Su una linea c'è una caduta di tensione leggermente superiore al 5%. E' lecito aumentare il livello di tensione all'ingresso del circuito per ottenere all'utilizzatore una corretta tensione di ingresso (220V)?. Avrò la tensione voluta all'utilizzatore, ma con una caduta superiore al 5%. Sono rispettate le norme vigenti? (UNEL 35023-70)
Mi sapreste dire perche' a partire dalla sezione di un conduttore di 50 mm2 il neutro utilizzato e' la meta'?
Posso modificare l'impianto elettrico della taverna al piano interrato dell'appartamento del condominio in cui abito, aggiungendo punti luce e prese facendomi da solo il lavoro senza bisogno di certificazioni(specif.non sono del mestiere)
un quadro di distribuzione costruito seguendo la norma cei 17-13 deve essere provvisto di una targhetta identificativa. La targhetta deve avere un marchio CE?
Vorrei conoscere le distanze minime da rispettare in un bagno o in una cucina, o più in generale da qualsiasi zona in cui ci sia una vasca o un semplice rubinetto.
Gradirei un chiarimento in merito al confine tra locali di estetica e salone di acconciature e barberia, in quanto in entrambi i locali gli operatori sono estetici ed gli apparecchi elettrici utilizzati sono gli stessi, anche se assumono nomi diversi: "emettitore di calore" = "Phon" "casco" "Depilatore" = "Rasoio"
Per l'alimentazione di utensili portatili in luoghi conduttori ristretti è ammessa (in accordo all'art. 706.471.2 della Norma CEI 64-8) l'alimentazione mediante circuiti SELV (con limite di 50v ca e 120V cc). In luoghi conduttori ristretti, quindi, è possibile utilizzare i 72V cc in uscita da una saldatrice elettrica per l'alimentazione di una smerigliatrice? La saldatrice è collegata ad un quadro (380V) dotato di interruttore differenziale da 30mA: Si tratta di un circuito SELV?
Occorre redarre la 46/90 anche per gli impianti elettrici a bordo macchina? Quando una installazione si può definire a bordo macchina?
Quali sono gli allegati da compilare per la dichiarazione di conformità di un impianto elettrico di un capannone industriale. Il quadro di distribuzione è composto da 2 strutture 2000x700x400+2000x900x400 con barre di distribuzione e segregazione, un interruttore generale NS630N MAGRINI.
La mia azienda è produttrice di macchine industriali e gradirei sapere se l'installazione di un trasformatore di isolamento tra il circuito di potenza e quello di comando in un quadro bordo macchina sia obbligatoria per separare galvanicamente i comandi da eventuali correnti di dispersione nel circuito di potenza in altre parti di impianto elettrico..Ringrazio anticipatamente........
In un condominio l'impianto elettrico è stato messo a norma nell'anno 1995 secondo la Legge 46/'90 inserendo un interruttore magnetotermico-differenziale con Idn = 30 mA, che,in base ad un articolo della L. 46/'90 era sufficiente a garantire la protezione contro i contatti diretti ed indiretti solamente per gli impianti preesistenti. Inoltre per garantire maggior protezione erano state sostituite alcune apparecchiature ed installate altre dotate di doppio isolamento. Se adesso volessi realizzare un impianto di messa a terra per la zona delle cantine e garage, la CEI 64-8 dice che devo effettuare il collegamento equipotenziale principale delle tubazioni dell'acqua e del gas. Pero' tale collegamento alle tubazioni dell'acqua potrebbe veicolare tensioni pericolose attraverso le tubazioni, alle zone dei bagni dentro i singoli appartamenti dove non c'e' il collegamento supplementare previsto per i locali di bagno e dove non e' presente alcun impianto di terra; e' giusto separare le tubazioni dei singoli appartamenti tramite giunto isolante?
I progettisti in genere segnalano la sezione dei cavi che si vanno ad allacciare ad un quadro. Domanda: i cavi che collegano gli interruttori (modulari o scatolati) ai morsetti d'uscita devono avere la stessa sezione del cavo che parte?Il mio dubbio è questo: se il progettista ha calcolato una sezione per un dato carico per una determinata caduta di tensione o una Icc a fondo linea compatibile con il tipo di protezione, si può considerare irrilevante il collegamento interno?
Gradirei ricevere chiarimenti per quanto riguarda la marchiatura CE di apparecchiature di illuminazione a bassa tensione. Ho visto che esistono delle norme CEI applicabili , ma se possibile vorrei capire come sostanzialmente si puo' apporre la marchiatura CE a degli apparecchi elettrici, o meglio puo' essere valida una verifica visiva delle apparecchiature come metodo di validazione?
Quando è obbligatorio predisporre l'impianto di messa a terra per ponteggi provvisori all'interno di un cantiere edile?
Desidererei avere un parere conclusivo circostanziato per chiudere una lunga discussione con alcuni miei colleghi. Impiegando per un impianto di illuminazione stradale apparecchiature illuminanti in classe 2, si deve eseguire la messa a terra anche se solo per il palo metallico? E qualora , in assenza d impianto di terra, il manutentore o l'amministrazione provvedesse ad installare per errore un corpo illuminante in classe 1 oppure collegasse delle luminarie, che cosa dovrebbe fare? Quali sono, infine, i documenti necessari che l'installatore deve rilasciare? Ringrazio anticipatamente per la risposta.
Sono uno studente dell'iti specializazzione elettrotecnica ed automazione. Vorrei sapere quali, una volta diplomato, saranno i miei limiti di progettazione (per essere piu chiaro i limiti di progettazione di un perito elettrotecnico)
Gentile Redazione,vorrei qualche nozione sulle normative inerenti la progettazione e l'installazione di un impianto elettrico ad uso dei centri estetici.
Mi hanno detto che per dimensionare una tratta di linea con cavi FGo7R,per cui cavi a bassa emissione di fumi e gas tossici,entro un cunicolo e in ambiente non a rischio di incendi0, non è possibile superare una certa quantità di cavo al metroquadro, in quanto in caso di incendio si svilupperebbero fumi e gas tossici superiori ai livelli stabiliti. Sareste in grado di indicarmi a quale norma CEI fare riferimento ed eventualmente come fare per sapere il n°dei cavi da 240mmq che possono essere posati nello stesso cunicolo senza corre tale rischio? Grazie e complimenti per il servizio che date.
verifica tempo intervento differenziale di tipo A per alimentazione di PC collegati in rete tramite UPS , la prova strumentale consente lo sgancio differenziale ma non esegue la misura del tempo di intervento dello stesso; le norme di verifica impianti chiede ancora i tempi di intervento? quali sono le norme di riferimento?
Gradirei sapere se esistono delle normative sulla colorazione dei fili da utilizzare per quanto riguarda l'impiantistica elettrica a bordo macchina.
In ditta dove lavoro ci sono macchine utensili collegate alla rete elettrica mediante calate con scatola di derivazione(con fusibili)attaccate alla blindosbarra. Tra i fusibili e la macchina è stato inserito un quadretto per ev lavori esterni. Installando un filtro a bordo macchina il differenziale a monte, di corrente nominale Idn=0,5A scatta sempre.Il sistema è un TN-S. Posso by-passare il differenziale per la macchine mantenendolo per gli altri circuiti?
E' stato ampliato un impianto in un ufficio :
aggiunte 4 torrette con 4 prese a testa su linea dedicata e protetta da MTD da 0.03 A e MT da 16 A allogiati su quadretto (già esistente) da 12
moduli .Domande:
1.Occorre la targa sul quadro dopo l'aggiunta dei componebti, anche se l'installatore che lo realizzò, a suo tempo, non la compilò?
2. Questo intervento di ampliamento può dirsi modifica sostanziale ,per cui il datore di lavoro deve riferirsi al DPR 462/01 e spedire (se non l'avessse fatto in precedenza) il certificato di conf. del nuovo impianto?
Vorrei sapere se le norme relative all'installazione di gruppi elettrogeni, obbligano ad avere all'esterno dell'edificio dove è posto il gruppo, un pulsante di emergenza ed una valvola a strappo per intercettare il flusso di nafta al diesel in caso di emergenza.
Vorrei sapere se una centralina con 1 int. differenziale e 2 magnetotermici uno per luci e prese da 10a e l'altro per forza motrice da 16A rispetta la normativa considerando l'abitazione di tipo villetta a schiera su 3 piani.
Gli interruttori magnetotermici differenziali TRIPOLARI secondo la normativa si possono istallare o c'è bisogno di interruttori che aprono anche il neutro ?
è possibile installare un elettroaspiratore a soffitto sopra una doccia posto ad un'altezza da mt 2,40 e superiori?se si quale normativa nazionale ed europea lo consente e quale tipo di elettroaspiratore posso installare?
L'impianto elettrico della mia abitazione (risale al 1988) non è provvisto di certificato di conformità alla legge 46/90; cosa dovrei controllare ( a titolo di curiosità personale ) per vedere se esso è rispondente a questa legge o no.
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La legge che sostituisce definitivamente il DPR 547/55 e altre leggi sulla sicurezza
Pubblicato il Decreto noto come Testo Unico Sicurezza
DIRETTIVA 2002/96/CE SUI RIFIUTI DI APPARECCHIATURE ELETTRICHE ED ELETTRONICHE
Attuazione della direttiva 2004/40/CE sulle prescrizioni minime di sicurezza e di salute relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (campi elettromagnetici)
Diapositive per capire come si forma il costo dell'energia elettrica.
Disposizioni dell'autorità per l'energia elettrica e il gas per l'erogazione dei servizi di trasporto, misura e di vendita dell'energia elettrica.
Criteri di allacciamento di impianti di produzione alla rete BT di Enel distribuzione
Nota: I nuovi contatori devono soddisfarvi a partire dal 30 ottobre 2006
Le caratteristiche di Fornitura che l'Enel deve garantire
Regolamento recante norme per l'attuazione della direttiva 94/9/CE in materia di apparecchi e sistemi di protezione destinati ad essere utilizzati in atmosfera potenzialmente esplosiva.
Decreto Legislativo 6 dicembre 1991, n. 447 di attuazione della 46/90
Realizzare limpianto domestico per telecomunicazioni e distribuzione multimediale.
Quale procedura deve seguire l'installatore per omologare l'impianto
Le norme europee per omologare un nuovo valore di tensione nominale.
Informazioni su leggi, decreti, norme, direttive, incontri, convegni, fiere
Misure per la verifica degli impianti elettrici ai fini della sicurezza delle persone e degli impianti
Commento alla cei 64.8 parte 7
La classificazione delle zone dei locali e l'esecuzione degli impianti elettrici
Le classificazioni contenute nella CEI-EN 60947-2.
I criteri secondo cui sceglie la sezione del conduttore di neutro
La nuova edizione della Norma 64-8 ha apportato alcune varianti alla sezione 751 riprese e commentate nell'articolo che segue.
La discussione pubblicas delle normativa CEI allo studio.
Guida alla gestione in qualità delle misure per la verifica degli impianti elettrici ai fini della sicurezza (settembre 2002)
Norme per l'attuazione della direttiva 95/16/CE sugli ascensori e di semplificazione dei procedimenti per la concessione del nulla osta per ascensori e montacarichi, nonché della relativa licenza di esercizio.
Le novità in materia di omologazione e verifiche periodiche degli impianti di terra, di protezione dai fulmini e nei luoghi con pericolo di esplosione introdotte dal decreto.
Norme, leggi, decreti che regolamentano l'illuminazione d'emergenza e la sicurezza descritte in forma sintetica e sempre aggiornata.
Il decreto di partenza della legislazione sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro.
Elenco di riferimenti ai principali provvedimenti a livello nazionale di interesse nello svolgimento dell'attività di energy managment.
Considerazioni sulla revisione della sezione 751 della Norma CEI 64.8
Domande e risposte sui temi della produzione e distribuzione dell'energia in generale.
Le leggi di riferimento per il progettista e l'impiantista.
Grafi di flusso per stabilire quando è d'obbligo la redazione del progetto per gli impianti elettrici.
Un motore per la ricerca di leggi e decreti inererenti in settore elettrico
Domande e risposte su interpretazione ed applicazioni delle norme
Rapporto delle verifiche negli impianti elettrici civili secondo CEI 64-50. Formato Word (*.doc)
Fac-simile in formato .doc (Word di Microsoft) per dichiarazione di conformità
Gruppo di discussione su apparecchiature, applicazioni impiantistiche relative normative elettriche.
Analisi del DPR entrato in vigore nel gennaio 2002 per gli impianti elettrici nei luoghi di lavoro.
Le Domande e le Risposte di TuttoNormel sull'applicazione delle Norme CEI.
Domande e Risposte del Comitato Elettrotecnico Italiano sull'applicazione delle Norme CEI
Discussioni notevoli dal Forum: visualizza tutte le risorse di questa categoria
Ragazzi, sono il responsabile commerciale del CEI. Se avete qualcosa da dire, sono qui, mi riferisco ad esempio alla frase: il sito del CEI fa paura. Accetto le critiche, ma se possibile con qualche precisazione. Inoltre sono graditi i commenti per avvicinare il CEI a tutti gli interessati, con riferimento alla RTC per BT in inchiesta pubblica, ma anche in generale. ciao Raffaele
Finalmente tra un po avremo la famigerata Regola Tecnica di Connessione per la Bassa Tensione e avremo delle certezze sulle correnti di cortocircuito presunte. Per chi � interessato allego il link, ringrazio l'unico uomo multitasking che conosco per la segnalazione. :lol: :lol: http://www.ceiuni.it/homeInchieste.html C.1058 : Regola tecnica di riferimento per la connessione di utenti attivi e passivi alle reti BT delle imprese distributrici di energia elettrica La presente Norma tecnica e' stata elaborata da un gruppo di lavoro con rappresentanti dei Soci CEI interessati e coinvolti dalla futura applicazione della Norma; questo costituira' l'allegato tecnico alle delibere in materia che saranno adottate dall'Autorita' per l'energia elettrica e il gas. Il documento tratta della connessione degli Utenti attivi e passivi alle reti di Bassa tensione delle imprese distributrici di energia elettrica, e costituisce il completamento alla Norma CEI 0-16, oggi in vigore, riguardante la regola tecnica di connessione alle reti di distribuzione in AT ed MT. Il documento e' stato avviato all?Inchiesta Pubblica per ottenerne commenti utili al fine del miglioramento del testo sia in relazione ai contenuti tecnici che editoriali. Si raccomanda, perche' possano successivamente essere analizzati con facilita', che i commenti siano di tipo puntuale, con il riferimento alla numerazione dei vari capitoli, paragrafi, ecc. Per questo scopo si prega di utilizzare il "form for comments" (http://www.ceiweb.it/documenti/FormularioIP.doc) che, debitamente compilato, potra' essere inviato al CEI all?indirizzo E-Mail: dt@ceiweb.it Progetto C.1058
Buonasera,vorrei sapere se un architetto,pu� fare un progetto per un impianto elettrico di un'attivit� commerciale oltre i 6 Kw ,grazie.
Un saluto all'ingegner Zeno Martini e ai 4 moderatori sebago, 6367, Mike e MASSIMO-G. E' il mio primo thread e approfitto, anche se l'apprezzamento non arriva da un addetto del settore, per fare un sincero apprezzamento per il lavoro che fate nel forum. Descrivo la situazione. Ho un locale il cui impianto elettrico � stato realizzato nel febbbraio 2007 "ante" D.M. 37 2008; io ho affittato questo locale nel successivo agosto 2007 direttamente dalla propriet� ed ho ricevuto una conformit� elettrica (conformit� intestata al vecchio locatore) dal proprietario che aveva dichiarato comunque l'impianto elettrico conforme nel contratto di affitto. Ho una potenza di 10 KW trifase 220 ed ho Assodato che non c'era obbligo di progetto; mi sono per� reso conto che gli allegati obbligatori non mi erano stati consegnati. Ho richiesto gli stessi al proprietario e al vecchio locatore che mi hanno risposto non esserne in possesso. Ho allora cercato di contattare l'elettricista che ha fatto l'impianto � rilasciato la conformit� per chiedere copia dei suddetti allegati; dopo dedine di telefonate in cui sono stato preso in giro sempre, sono arrivato alla conclusione tardiva che per questa pacifica strada non verr� mai in possesso degli allegati, semprech� questi ultimi siano stati mai realizzati. Ho allora fatto una visura della ditta che � risultata abilitata, ma ad una ricerca all'agenzia delle entrate risulta aver cessato l'attivit� nel 2008. I quesiti sono: 1) la conformit� � valida senza gli allegati dello schema e la relazione tipologica? 2) ho diritto, come credo, di richiederne copia o deve farlo il proprietario? 3) chi � il mio interlocutore il proprietario, l'elettricista o il vecchio locatore a cui era stata rilasciata la conformit�? 4) cosa fareste al posto mio? Spero perdonerete il lungo post, vi ringrazio se potrete aiutarmi. Luca33
Se una ditta installatrice viene incaricata da un committente privato, ad installare un impianto elettrico con obbligo di progetto ai sensi della Legge 37/08, ma il progetto non viene realizzato, la ditta incaricata pu� comunque installare l'impianto in base alla sua esperienza? Se lo installa, rilasciando al Committent la DI.CO., ad ultimazione lavori e collaudo dell'impianto, � a posto con la legge o � passibile di sanzione amministrativa? Cosa rischia? Ed il Committente che non gli ha fornito il progetto � responsabile? Ringrazio anticipatamente chi riuscir� a fornirmi una risposta esaustiva, magari citando la legge che � stata violata. Giupon :?
Un installatore sottoscrive un contratto di manutenzione degli impianti elettrici di uno stabilimento. I quadri esistenti sono sprovvisti di targa, di documentazione tecnica e di certificazioni. Alcuni presentano palesi violazioni della norma (temperature inaccettabili, grado di protezione inadeguato, cablaggi approssimativi). Altri sembrano passabili ma sono comunque privi di documenti. Per i quadri fasulli viene segnalata la situazione di pericolo e si provvede al loro rifacimento, per cui avranno tutte le carte in regola. Per gli altri, passabili ma sprovvisti di documenti, il manutentoore ha degli obblighi? Deve riverificarli a targarli assumendosene la patermit�? Io penso di no, ma in caso di obiezioni degli enti di controllo, come comportarsi? Grazie Franco
ciao a tutti, vi pongo una domanda di carattere legislativo, perch� mi fido gran poco dell'ufficio tecnico del mio comune! Sull'argomento del perch� mi fido poco ne parler� eventualmente in un'altro topic, ma vi assicuro che il personaggio in questione mi ha dichiarato che far� di tutto per non farmi finire i lavori. Ora, ovviamente quando mancano duegiorni al limite massimo per avere l'ok per la sanatoria della casa che sto costruendo, mi chiede il progetto dell'impianto elettrico e di quello idraulico, dicendomi che da luglio � obbligatorio presentarlo in fase di progetto di costruzione. � vero? se ho presentato il progetto prima di luglio ( non so la data ora), � comunque obbligatorio ? grazie dell'informazione, vi prego di non dirmi che se lui lo chiede vuol dire che � obbligatorio, mi ha chiesto tante cose che non servivano solo per il gusto di rallentarmi i lavori.
leggo spesso che parlate di luoghi marcio di tipo A, C ecc.. dove trovate questa classificazione? sulla 64-8/7 io non la vedo... io sto cercando di capire se una stalla � da classificarsi come luogo MARCIO....
Salve, � il mio primo messaggio.
Ciao a tutti, mi trovo in un impianto di produzione di energia elettrica per consulenze e progettazione di nuove sezioni di mpianto. Il D.M. che ha sostituito la legge 46-90 prevede che tutte le opere debbano essere obbligatoriamente progettate nel contesto in cui mi trovo?
Ciao a tutti,
Salve,parlando con un collega sostiene che un quadro o una macchina marchiata CE se modificata con componenti anche loro marchiati e certificata secondo le norme CEI mantiene ancora il marchio CE. E' vero quello che dice? A me sembra che non basti la certificazione ma che si debba riavviare la procedura di marchiatura CE.
Un'altra domanda scusandomi se per qualcuno � banale.
Un commerciante di rottami in ferro intende ampliare il parco rottami. L�area interessata finirebbe a circa 10 m da un elettrodotto a 132 kV (distanza misurata tra l�esterno del muro perimetrale e la proiezione a terra dell�asse della terna). L�architetto responsabile del progetto di ampliamento sostiene che non � possibile posizionare attivit� lavorative all�interno della fascia di rispetto dell�elettrodotto, da lui stabilita non so come in 20 m. A sostegno di ci� adduce il rischio di archi voltaici (!) tra i conduttori e le macchine operatrici che, pertanto, �andrebbero tutte collegate a terra�. Stendendo un velo pietoso sull'ignoranza di questo "professionista", io, che sono stato chiamato a dare un parere dal proprietario del parco rottami, faccio le seguenti riflessioni. 1. La fascia di rispetto � definita per gli elettrodotti unicamente con riferimento agli effetti dei campi elettromagnetici ed � definita dallo spazio circostante l�elettrodotto in cui l�induzione magnetica � maggiore o uguale all�obiettivo di qualit� (3 microT) 2. In tale fascia non posso posizionare �aree di gioco per l�infanzia, ambienti abitativi, ambienti scolastici e luoghi adibiti a permanenza non inferiore a quattro ore giornaliere� (legge 36/01) 3. L�unico che pu� determinare con precisione l�estensione della fascia di rispetto � il gestore dell�elettrodotto, che conosce i valori delle portate di corrente. Posso farlo anch�io ma dopo una campagna di misure laboriosa e costosa (una misura/minuto per 24 h eventualmente da ripetersi in diversi periodi dell�anno). 4. Effettivamente una terna a 132 kV, con conduttori disposti a triangolo e caricati con I=870 A, determina una distanza di prima approssimazione (DM 29.05.08) di circa 19 m. 5. All�interno di questi 19 m non posso posizionare le attivit� di cui al p.to 2, ma posso benissimo mettere un deposito che non preveda permanenza di persone per quattro ore/giorno o pi�. 6. Per quanto riguarda l�impiego di macchine operatrici all�interno del deposito (autogr� con braccio) � sufficiente rispettare la distanza prevista dalla tab. 1 allegato IX al D.Lgs. 81/08 (5 m per linee a 130 kV). Chiedo conforto su questa mia impostazione. Franco
Buona serata a tutti i partecipanti, Vi � mai capitato che Vi richiedano le "Istruzioni per l'uso e la manutenzione dell'impianto elettrico"? Se si, cosa avete rilasciato?
Nel 2007 ci sembrava di aver ben digerito e compreso le specifiche tecniche ENEL DK 5600 e DK 5740 (parlo degli impianti allacciati alla rete di Media Tensione). invece.... A Febbraio 2008 e' uscita la CEI 0-16 (primo malloppone, prima mazzata). Poi altre delibere dell'AEEG tra le quali il TICA (il testo unico per la connessione alla rete..) ma pero' in realta' entra in vigore solo il 1.1.2009. Cosi' tutte le pratiche in vigore non sai con l'ENEL come devi regolarti. Nel frattempo ENEL ha unificato le DK per la media tensione e il primo Settembre eccoti la DK 5640. Ma questa e' solo la fusione delle due vecchie DK, invece no', perche' per tutti gli altri aspetti tecnici e' necessario vedere la CEI 0-16 cosi' adesso per capirci qualcosa dei fare Ping-Pong tra la DK e la CEI. .... che nel frattempo e' stata aggiornata (delibera di Luglio 2008). E poi vai a cercare cosa e' cambiato.... cosi' le 166 PAGINE stampate a Febbraio sono da buttare !!! Ma tuttonormel fara' comunque un software per compilare la Dichiarazione di Adeguatezza, che pero' ben pochi faranno perche' non ci sono ancora i dispositivi generali economici per i clienti MT con trasformatore inferiore a 400kVA. Mi tranquillizza assai il fatto che comunque il software calcolera' il CTS Nel frattempo la Finanziaria 2007 aveva previsto per gli autoproduttori sotto il MegaWatt una tariffa Onnicomprensiva che funziona senza i Certificati Verdi, ma che non funziona perche' manca il decreto attuativo. Questa tariffa si applica a tutta l'energia che esce verso la rete e che legge il contatore ENEL, che diventa uno strumento "Fiscale", per cui dovra' essere certificato ad uso U.T.F. e non si sa questa certificazione a carico di chi sia, ecc..... La stessa finanziaria ha previsto il ritiro dal mercato di tutte le lampadine ad incandescenza (senza distinzione alcuna), per cui non si sa come funzioneranno i fari delle auto, dei camion, e treni italiani.... :? Giunti a questo punto cosa potrei scegliere tra : 1. ritirarmi in un eremo tra i monti lontani dalla civilta', 2. Proporre un decreto legislativo per il ritorno alle candele .....
Finalmente è stato pubblicato ieri il nuovo D.L. sulla gazzetta ufficiale che sostituirà la vecchia legge 46/90
Come indicato nel topic relativo allelettroutensile a batteria , apro questo topic per trattare il problema normative, omologazioni e sicurezza, con particolare riguardo alla sua interazione nel percorso di progettazione di un prodotto. A titolo di esempio, considererò proprio il progetto dellutensile per il taglio e saldatura dei tubi trattato nel topic di cui sopra.
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I comandi a due mani possono essere efficacemente utilizzati quali dispositivi di protezione per l'operatore, in quanto lo costringono a tenere le mani sui comandi e quindi fuori dalle zone pericolose; vengono comunemente utilizzati su macchine a carico manuale, quali presse meccaniche, ecc.
Perché i comandi a due mani siano un mezzo di protezione efficace è necessario che siano soddisfatti alcuni requisiti:
innanzitutto, i comandi a due mani proteggono solamente l'operatore, quindi le altre persone che possono essere presenti attorno alla zona pericolosa devono essere protette da altre misure; in particolare, l'accesso alla zona pericolosa nelle vicinanze della postazione in cui è posizionato il comando a due mani deve essere sufficientemente piccolo da venire, in pratica, ostruito dal corpo dell'operatore che aziona il comando a due mani;La direttiva 2006/42/CE ha introdotto il concetto di quasi-macchine:
insiemi che costituiscono quasi una macchina, ma che, da soli, non sono in grado di garantire un'applicazione ben determinata; un sistema di azionamento è una quasi-macchina; le quasi-macchine sono unicamente destinate ad essere incorporate o assemblate ad altre macchine o ad altre quasi-macchine o apparecchi per costituire una macchina disciplinata dalla presente direttiva
Il punto chiave di questa definizione è il fatto che le quasi-macchine da sole non sono in grado di portare a compimento l'applicazione cui sono destinate.
La guida all'applicazione della direttiva 2006/42/CE chiarisce questo concetto:
An assembly which is almost machinery means that partly completed machinery is a product that is similar to machinery in the strict sense referred in Article 1 (1) (a), that is to say, an assembly consisting of linked parts or components at least one of which moves, but which lacks some elements necessary to perform its specific application. Partly completed machinery must thus undergo further construction in order to become final machinery that can perform its specific application.
I prodotti elettrici ed elettronici per poter essere messi in commercio devono poter garantire tutte le condizioni di sicurezza. Le leggi e le norme volontarie (CEI) di questo settore sono tantissime. In particolare accanto alla marcatura CE è molto diffuso il marchio di sicurezza IMQ (Istituto del Marchio di Qualità, organismo di certificazione) e marchi equivalenti adottati nei vari paesi. Inoltre, tutti gli elettrodomestici devono riportare l'etichetta di Efficienza Energetica. Il Marchio di Qualità viene rilasciato da un istituto privato a favore dell’azienda richiedente che ha superano gli standard richiesti e che intenda produrre con i criteri definiti dall’ente autorizzante, previo pagamento della consulenza.
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