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Elementi con il tag "fourier"

Elementi 1-15 su circa 20

Titolo Data Clicks (7 gg) Voti

Corrente magnetizzante del trasformatore. Con Scilab.

La relazione tra tensione e corrente magnetizzante di un trasformatore, che coincide con la corrente a vuoto (se si trascura la componente che dà luogo alle perdite per effetto joule nel rame dell'avvolgimento, e per correnti parassite e per isteresi magnetica nel ferro del nucleo), è determinata dalla caratteristica di magnetizzazione, che non è lineare. All'aumentare dell'induzione magnetica B (T), la variazione di campo magnetico H (A/m) per produrre la stessa variazione di induzione, aumenta sensibilmente. La tensione è legata al flusso magnetico dalla legge di Faraday-Lenz, quindi all'induzione magnetica, mentre la corrente alla forza magnetomotrice, quindi al campo magnetico. Identiche variazioni di tensione richiedono perciò variazioni di corrente tanto maggiori, quanto maggiore è la tensione. La conseguenza è che se la tensione ha andamento sinusoidale, non può averlo la corrente. Viceversa se è la corrente ad essere sinusoidale, non lo può essere la tensione.

inserito 15 giorni fa 92 5

Analisi di Fourier con EXCEL

La costruzione di una qualunque oscillazione complessa a partire dalla sovrapposizione di oscillazioni armoniche semplici costituisce un procedimento di sintesi .

La decomposizione di una oscillazione complessa nelle sue oscillazioni armoniche costituisce, per così dire, il procedimento inverso della sintesi e viene denominato analisi spettrale o analisi di Fourier. Tale analisi offre la base teorica per innumerevoli applicazioni.

In matematica una serie di Fourier, quindi, è la rappresentazione di una funzione f(x) periodica come combinazione lineare infinita di funzioni della forma cos(nx) e sin(nx):

i coefficienti an e bn , detti coefficienti di Fourier, esprimono le ampiezze ovvero i pesi delle sinusoidi e cosinusoidi, ao/2 corrisponde al valor medio in un periodo della funzione f(x).

inserito 1 mese fa 41 4

Sovrariscaldamento

Il dimensionamento delle macchine elettriche deve fare i conti con il calore sviluppato durante il funzionamento. Tale calore innalza la temperatura delle varie parti che costituiscono la macchina, ognuna delle quali, per evitare il malfunzionamento, non deve superare determinati limiti.

Alcune domande giunte sul tema mi hanno portato a sfogliare un testo "antico" di Giovanni Someda: "Elementi di Costruzione delle macchine elettriche". L'articolo è, fondamentalmente, una lettura del capitolo II:Sovrariscaldamento.

Ovviamente la lettura del testo originale, di un classico come questo per altro, è sempre la cosa migliore.

Ad ogni modo spero che la proposta possa essere utile, almeno per inquadrare i problemi, conoscere qualche dato costruttivo e magari eseguire qualche piccolo calcolo orientativo.

inserito 2 mesi fa 16 12

Guida introduttiva ai filtri digitali (3)

Nel precedente articolo abbiamo visto i filtri non-ricorsivi senza però introdurre il concetto di ricorsività.

Torniamo allora al più semplice tipo di filtro visti nel primo articolo di questa serie: il circuito RC.

Per ottenerne la sua funzione di trasferimento (cioè il rapporto fra segnale d'uscita e quello di ingresso), avevamo applicato al circuito il metodo di Laplace, ed avevamo poi sostituito ad s, per ricavarne la risposta in frequenza.

Un approccio diverso è applicare al circuito le relazioni differenziali che definiscono il comportamento dei singoli componenti: per un circuito RC (senza carico sull'uscita) possiamo scrivere che la corrente nel condensatore C è uguale alla corrente nella resistenza R:

inserito 1 anno fa 7 4

Guida introduttiva ai filtri digitali (2)

Riprendendo l'argomento del precedente articolo , è opportuno approfondire la struttura di calcolo che il metodo della convoluzione comporta. Si è detto che i coefficienti ricavati dall'antitrasformazione della risposta in frequenza del filtro devono essere moltiplicati per i singoli campionamenti del segnale entrante nel filtro stesso, il che conduce ad una struttura di questo tipo: [Immagine] Cioè gli M coefficienti h ricavati moltiplicano ciascuno un dato campionamento x precedente, in corrispondenza all'istante nΔT (i rettangoli della figura esprimono ciascuno appunto un ritardo ΔT , mentre i cerchietti rappresentano moltiplicazioni), ed infine sommati per ricavare il singolo valore di y all'istante n-simo.

inserito 1 anno fa 4 6

Guida introduttiva ai filtri digitali (1)

Scopo di questa serie di articoli è l’illustrazione, nel modo più elementare possibile, dei concetti che stanno alla base dei filtri digitali . Compito non facile dato che questi concetti sono tutt’altro che elementari. Sarò pertanto grato a tutti coloro che con osservazioni e consigli, potranno migliorare la trattazione stessa, trattazione destinata a tutti coloro che non hanno avuto occasione di affrontare tali tecnologie, ma che desiderano capirne almeno le basi concettuali. Il concetto di “filtro” credo sia abbastanza diffuso e nella sua forma più semplice può essere esemplificato da questa figura: [Immagine] Una forma d’onda sinusoidale a 50Hz , “distorta” da una terza armonica (quindi a 150Hz), è applicata all’ingresso di 2 filtri, di cui il primo lascia inalterate tutte le frequenze <100Hz e blocca tutte quelle superiori (filtro passa-basso ), mentre il secondo (filtro passa-alto ) si comporta nel modo opposto.

inserito 1 anno fa 16 6

Regolazione: da analogica a digitale

Recenti richieste nel Forum, mi inducono a richiamare i metodi di trasformazione dei tradizionali regolatori di tipo analogico (ad es. PI) in equivalenti soluzioni digitali. Le basi concettuali di tali trasformazioni sono già illustrate nel Corso " Elaborazione Numerica dei Segnali " da tempo presente nel sito di ElectroiPortal, ma è forse opportuno sottolinearne qui i principali passaggi per una più rapida comprensione. Il cap.21 introduce il principio del controllo in anello chiuso , che è appunto la base della regolazione automatica e a questo punto si dà per scontata la conoscenza della rappresentazione dei blocchi costituenti l'intero sistema in forma di funzioni di trasferimento . Ovviamente queste sono state introdotte in precedenza nel Corso (in particolare nei cap.6 e 7 ).

inserito 2 anni fa 2 4

Da Laplace a Bode

Le attuali possiibilità grafiche di ElectroYou permettono di ampliare un argomento già affrontato all'inizio di quest'anno nel Forum ( vedi ), che poneva a confronto funzione di trasferimento e risposta in frequenza. La Funzione di Trasferimento (FdT) di un blocco espressa in termini s di Laplace è definita come il rapporto delle funzioni, sempre espresse in s, del segnale d'uscita rispetto a quello di ingresso. La variabile s è complessa, cioè costituita da una parte reale, σ , e da una parte immaginaria, ω , per cui : Vediamo di chiarire questa definizione. Supponiamo di avere un blocco che modifichi il segnale al suo ingresso con relazioni integro-differenziali (cioè esprimibili con integrali e derivate) e di applicare il metodo di Laplace di sostituzione dei simboli di derivazione con s e di integrazione con 1/s, a queste relazioni. Otterremo un'espressione in s che rappresenta la "trasformata di Laplace" del blocco.

inserito 2 anni fa 13 2

Armoniche di dentatura

Cosa sono le armoniche di dentatura?

inserito 4 anni fa 2 0

Analisi in frequenza

Cap. 3,4,5

inserito 5 anni fa 49 4

Elaborazione numerica dei segnali

Corso pratico con esempi e simulazioni mediante calcolatore.

inserito 5 anni fa 38 3

Sistemi e parole

Un glossario introduttivo alla trattazione matematica dei sistemi

inserito 6 anni fa 17 7

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Perché le armoniche pari non disturbano mai come le dispari e tra queste bisogna temere in particolare quelle di ordine tre?

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Generatori di armoniche ed inverter

Per quale motivo i carichi non lineari provocano correnti armoniche? Inoltre, quale è il principio di funzionamento di un inverter?

inserito 6 anni fa 12 0

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Vorrei che mi deste una visione generale delle componenti di armonica della corrente e l'influenza che hanno nel funzionamento delle macchine elettriche e nelle linee.

inserito 6 anni fa 17 2
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