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Guida introduttiva ai filtri digitali (3)Nel precedente articolo abbiamo visto i filtri non-ricorsivi senza però introdurre il concetto di ricorsività. Torniamo allora al più semplice tipo di filtro visti nel primo articolo di questa serie: il circuito RC. Per ottenerne la sua funzione di trasferimento (cioè il rapporto fra segnale d'uscita e quello di ingresso), avevamo applicato al circuito il metodo di Laplace, ed avevamo poi sostituito jω ad s, per ricavarne la risposta in frequenza. Un approccio diverso è applicare al circuito le relazioni differenziali che definiscono il comportamento dei singoli componenti: per un circuito RC (senza carico sull'uscita) possiamo scrivere che la corrente nel condensatore C è uguale alla corrente nella resistenza R: |
inserito 4 mesi fa | 18 | 3 |
Guida introduttiva ai filtri digitali (2)Riprendendo l'argomento del precedente articolo , è opportuno approfondire la struttura di calcolo che il metodo della convoluzione comporta. Si è detto che i coefficienti ricavati dall'antitrasformazione della risposta in frequenza del filtro devono essere moltiplicati per i singoli campionamenti del segnale entrante nel filtro stesso, il che conduce ad una struttura di questo tipo: [Immagine] Cioè gli M coefficienti h ricavati moltiplicano ciascuno un dato campionamento x precedente, in corrispondenza all'istante nΔT (i rettangoli della figura esprimono ciascuno appunto un ritardo ΔT , mentre i cerchietti rappresentano moltiplicazioni), ed infine sommati per ricavare il singolo valore di y all'istante n-simo. |
inserito 5 mesi fa | 7 | 6 |
Guida introduttiva ai filtri digitali (1)Scopo di questa serie di articoli è l’illustrazione, nel modo più elementare possibile, dei concetti che stanno alla base dei filtri digitali . Compito non facile dato che questi concetti sono tutt’altro che elementari. Sarò pertanto grato a tutti coloro che con osservazioni e consigli, potranno migliorare la trattazione stessa, trattazione destinata a tutti coloro che non hanno avuto occasione di affrontare tali tecnologie, ma che desiderano capirne almeno le basi concettuali. Il concetto di “filtro” credo sia abbastanza diffuso e nella sua forma più semplice può essere esemplificato da questa figura: [Immagine] Una forma d’onda sinusoidale a 50Hz , “distorta” da una terza armonica (quindi a 150Hz), è applicata all’ingresso di 2 filtri, di cui il primo lascia inalterate tutte le frequenze <100Hz e blocca tutte quelle superiori (filtro passa-basso ), mentre il secondo (filtro passa-alto ) si comporta nel modo opposto. |
inserito 5 mesi fa | 18 | 4 |
Regolazione: da analogica a digitaleRecenti richieste nel Forum, mi inducono a richiamare i metodi di trasformazione dei tradizionali regolatori di tipo analogico (ad es. PI) in equivalenti soluzioni digitali. Le basi concettuali di tali trasformazioni sono già illustrate nel Corso " Elaborazione Numerica dei Segnali " da tempo presente nel sito di ElectroiPortal, ma è forse opportuno sottolinearne qui i principali passaggi per una più rapida comprensione. Il cap.21 introduce il principio del controllo in anello chiuso , che è appunto la base della regolazione automatica e a questo punto si dà per scontata la conoscenza della rappresentazione dei blocchi costituenti l'intero sistema in forma di funzioni di trasferimento . Ovviamente queste sono state introdotte in precedenza nel Corso (in particolare nei cap.6 e 7 ). |
inserito 1 anno fa | 1 | 4 |
Da Laplace a BodeLe attuali possiibilità grafiche di ElectroYou permettono di ampliare un argomento già affrontato all'inizio di quest'anno nel Forum ( vedi ), che poneva a confronto funzione di trasferimento e risposta in frequenza. La Funzione di Trasferimento (FdT) di un blocco espressa in termini s di Laplace è definita come il rapporto delle funzioni, sempre espresse in s, del segnale d'uscita rispetto a quello di ingresso. La variabile s è complessa, cioè costituita da una parte reale, σ , e da una parte immaginaria, ω , per cui : Vediamo di chiarire questa definizione. Supponiamo di avere un blocco che modifichi il segnale al suo ingresso con relazioni integro-differenziali (cioè esprimibili con integrali e derivate) e di applicare il metodo di Laplace di sostituzione dei simboli di derivazione con s e di integrazione con 1/s, a queste relazioni. Otterremo un'espressione in s che rappresenta la "trasformata di Laplace" del blocco. |
inserito 1 anno fa | 14 | 2 |
Armoniche di dentaturaCosa sono le armoniche di dentatura? |
inserito 3 anni fa | 0 | 0 |
Analisi in frequenzaCap. 3,4,5 |
inserito 4 anni fa | 59 | 4 |
Elaborazione numerica dei segnaliCorso pratico con esempi e simulazioni mediante calcolatore. |
inserito 4 anni fa | 37 | 3 |
Sistemi e paroleUn glossario introduttivo alla trattazione matematica dei sistemi |
inserito 5 anni fa | 24 | 7 |
Pari e dispariPerché le armoniche pari non disturbano mai come le dispari e tra queste bisogna temere in particolare quelle di ordine tre? |
inserito 6 anni fa | 6 | -1 |
Generatori di armoniche ed inverterPer quale motivo i carichi non lineari provocano correnti armoniche? Inoltre, quale è il principio di funzionamento di un inverter? |
inserito 6 anni fa | 12 | 0 |
Armoniche e macchine elettricheVorrei che mi deste una visione generale delle componenti di armonica della corrente e l'influenza che hanno nel funzionamento delle macchine elettriche e nelle linee. |
inserito 6 anni fa | 15 | 2 |
Carico non lineare?Cosa si intende quando si dice che un carico non lineare,come può essere un ponte raddrizzatore,genera armoniche di corrente e quindi di tensione?Come è possibile che un carico possa generare delle correnti? |
inserito 6 anni fa | 7 | 1 |
Le formule più belleUn piccolo ma interessante "museo delle formule". |
inserito 6 anni fa | 0 | 0 |
Elettronica per classi IVAppunti "dal vivo" di elettronica analogica per allievi periti e non solo... |
inserito 8 anni fa | 22 | 0 |
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