Ho una ulteriore curicosità da sottoporvi alla vostra attenzione.
Nella teoria dei circuiti elettrici si parla di un corto circuito come quell'elemento dotato di resistenza nulla e qui vi è la prima domanda che vi fo:
V =Ri per Ohm,ma se la R è =0 non ho V, ma I = V/R e se R = 0 la corrente è infinita...ma come ci fa a essere una corrente infinita se la causa che l'origina ovvero la ddp=V è =0?
Questo fenomeno va visto nella scala temporale?
Per esempio se collego due poli di una batteria con un corto per un istante piccolo ai capi del corto ho la ddp data dalla batteria, essa crea in tale istante una corrente che ha una "velocità media elevatissima", perchè non incontra resistenza e che quindi tende a scaricare quasi istantaneamente la batteria?
Se al posto della batteria ho un generatore di tensione non chimico es una dinamo collegata in corto cosa accade?
Quest'utlima non si dovrebbe scaricare come la batteria.....
Nella realtà si tende a ricercare fili che abbiano una R più bassa possibile per poter trasmettere una corrente di stesso valore ma con una ddp minore e minore spesa per ottenere quindi questa ddp.
Se pertanto esistesse un conduttore con R=0 alla temp ambiente sarebbe l'ideale...zero dissipazioni, ma come si potrebbe applicare a esso una ddp senza contraddire Ohm, anche qua occorrerebbe vedere la scala temporale?
In realtà si parla di corto circuito nei casi reali associato a fenomeni che portano poi come conseguenza ultima alla fusione dei cavi e relativi incendi.
In proposito ho letto che se due fili ,perdendo l'isolamento,vengono in contatto la resistenza complessiva cala (perchè aumenta la sezione attraverso cui passa la corrente?) e a parità di tensione aumenta l'intensità di corrente, questo provoca un surriscaldamento eccessivo nei fili e può provocare incendi, quindi in tal caso il caso di corto circuito è associato a un fenomeno di sovracorrente?
Grazie mille






