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Egizi, piramidi, geometria e misteri.Quest’articolo è tratto da un mio intervento nel forum nel tentativo di rispondere alla questione posta da RenzoDF: come fecero gli egizi, non conoscendo la matematica necessaria, a ricavare la formula per calcolare il volume del tronco di piramide a base quadrata? Sembrerebbe impossibile senza far uso di conoscenze ad un certo livello e si sa che invece la matematica degli egizi si fermava alle frazioni o poco più. Gli esperti pare siano in difficoltà nel dare una risposta... Premetto di non saper nulla degli egizi e quindi quelle che seguono sono solo mie riflessioni dettate dal mio buon senso e non è detto che corrisponda a quello degli altri, anzi molto spesso non vi corrisponde affatto. |
inserito 2 mesi fa | 10 | 6 |
Nuova vita per il vecchio oscilloscopioIl dispositivo che mi accingo a descrivere non mi venne commissionato per lavoro, né tanto meno lo realizzai per trarne profitti… cosa che in genere non mi riesce: mi imbarcai in quest’avventura per pura passione... per lo stesso motivo che spinge l'esploratore ad oltrepassare i confini noti e ad esplorare territori sconosciuti...nell'illusione di riuscire a comprendere i misteri... per il desiderio di imparare cose nuove. Non mi muovo quindi in un ambito professionale, non ho conseguito studi universitari, opero in un laboratorio ricavato in una cantina 2x2 e allestito con strumentazione di fortuna in parte autocostruita di cui questo dispositivo fa parte. Si capisce quindi come io sia costretto a barcamenarmi facendo bene i conti con tutti i miei limiti strumentali e intellettuali e questo, per alcuni versi, rende ancora più intriganti certe sfide. |
inserito 3 mesi fa | 28 | 11 |
Analisi di un "abbaglio"Nell'articolo Condensatori e simmetria avevo mostrato come il coefficiente di simmetria ipotizzato da Bruno Valente per calcolare la differenza di potenziale tra due armature metalliche isolate e con diversa carica elettrica, in combinazione con la loro effettiva capacità, avesse una giustificazione nei coefficienti di potenziale, già trattati da J.C.Maxwell. La conclusione è stata contestata da un utente che ha manifestato il desiderio di rimanere anonimo, il quale ha definito fantomatico il coefficiente K perché iimpedisce di vedere il corretto modo di affrontare il problema. Io dire invece, che non lo intacca minimamente: è solo un modo diverso di affrontarlo, che convive benissimo con l'altro. Che il coefficiente possa poi essere utile o meno, se ne potrà discutere, ma si tratta di un discorso diverso. |
inserito 1 anno fa | 4 | 3 |
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